Genova, l’inafferrabile

Genova, l’inafferrabile
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Riflessi di luce sul mare e tavolozza di colori sui toni del blu

Una città come Genova è difficile da definire: non ha mai smesso di essere una repubblica marinara, conservando intatto nei secoli lo spirito di un porto in continua evoluzione.

Antica e modernissima, vive di contrasti: gli strettissimi caruggi non solo non hanno nulla da invidiare alle più prestigiose calli veneziane, ma pure si sposano perfettamente alle architetture moderne del porto, ideate dal maestro delle linee decise e inconfondibili, Renzo Piano.

Genova è una città dalle mille anime, impossibile conoscerla davvero: come un marinaio appena sbarcato dalla sua ultima avventura, ha troppe storie da raccontare. Magari a volte esagera un po’, perde il filo del discorso, infarcisce, omette, ma rimane sempre troppo affascinante per smettere di ascoltare.

Assomiglia anche alle donne del porto: accogliente, mai superba (nonostante il suo soprannome), sempre uguale a se stessa e sempre una novità, a ritrovarla. L’acqua, naturalmente, è l’elemento fondamentale della città: si respira salsedine anche lontano dal molo, ci si sente esploratori pure sulla terraferma.

Infiniti sono gli angoli da scovare, per trovare quello preferito dove fermarsi, ammirare un tramonto, leggere una poesia, cercare l’infinito all’orizzonte.

Capirete che con queste immagini vivide ancora negli occhi, pur dopo qualche settimana, non potevo esimermi, dopo un inizio anno così romantico, dunque, dal stilare la mia top five dei luoghi da visitare almeno una volta nella vita in questa città.

Il Porto Antico addobbato per le feste

Acquario di Genova 

Partiamo dall’ovvietà: visitare l’Acquario è sempre un’emozione. Si ritorna bambini per qualche ora, con il naso schiacciato sui vetri per osservare meglio che si può i lamantini, gli squali, le meduse, i pesci tropicali.

Menzione d’onore alle foche, le mie preferite: eleganti e velocissime sott’acqua, perdono agilità solo sulla terraferma. Sott’acqua sono aggraziatissime e talmente rapide da non riuscire a fotografarle, ma si rendono ridicole se mettiamo loro una palla sul naso: siamo noi che non le comprendiamo.

Gli esseri umani sono spregevoli. Morale: mai snaturare un animale (o una persona). Morale numero due: è inutile crucciarsi oltre per la mia goffaggine, sono chiaramente una selky, una delle donne-foche delle leggende nordiche, non mi stressate.

Delfino dell’Acquario

Galata Museo del mare

Enorme. Visitatelo con calma, ci sono tre piani densissimi di informazioni e di storia della navigazione. Pannelli esplicativi, qualche video e un simpatico Geronimo Stilton per i più piccoli, vi accompagneranno alla scoperta di un mondo sommerso.

Dopo una retrospettiva iniziale sulla vita e le esplorazioni di Cristoforo Colombo, la storia di chi erano e come vivevano i pirati, c’è un intero piano dedicato all’emigrazione degli italiani all’estero e un approfondimento sulle migrazioni attualmente in corso tra i continenti. Da non perdere. 

Lungomare e ruota panoramica

Fare due passi respirando il profumo del mare, concedersi un aperitivo sul molo, arrivare sotto la ruota panoramica quando comincia ad imbrunire. Devo davvero aggiungere altro?

Rolli

Passeggiata tra i rolli 

Questi splendidi edifici sono patrimonio protetto dall’Unesco dal 2006: originariamente dimore nobiliari costruite nel cinquecento, hanno negli anni ospitato viaggiatori importanti, personaggi famosi e chi a vario titolo annoverava Genova tra le tappe dei Grand Tour.

Oggi sono sede di eventi, mostre nonchè punto nevralgico degli itinerari turistici: meritano una visita e una passeggiata, perchè la loro raffinatezza non banale esalta un lato poco conosciuto della città, da valorizzare.  

Locali tipici dei carruggi

Anche la gola vuole la sua parte: non si può parlare di Genova senza citare la cucina ligure: tra trofie al pesto, pesce freschissimo, zuppe marinaresche e dolci tipici non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Ristoranti eleganti sorgono di fianco a baretti in cui si può ordinare un asinello, il tipico aperitivo genovese: basta muoversi di qualche passo per allontanarsi dai più battuti percorsi da turisti per perdersi tra i carruggi e mescolarsi agli avventori locali.

Indispensabile se si vuole vivere la città e dare senso al suo slogan turistico: Genova. #Genovamorethanthis. 

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a cura di
Irene Lodi

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