Di TP Dream e del suo EP La strada del rimpianto avevamo già parlato, e il disco ci aveva colpito proprio per la capacità di mettere insieme scrittura personale, sensibilità cantautorale e sonorità capaci di arrivare senza risultare prevedibili. Oggi, con l’uscita del videoclip di “Tutti Perfetti”, disponibile dal 26 agosto, è bello tornare su quel lavoro e soffermarsi su un brano che già all’ascolto dell’EP aveva qualcosa da dire.

“Tutti Perfetti” è infatti uno di quei pezzi che non si limitano a scorrere dentro una tracklist: rimane, si fa ricordare e soprattutto apre una riflessione. TP Dream mette al centro una società ossessionata dall’apparenza, dall’immagine costruita e dall’idea di dover essere sempre impeccabili. Dietro quella perfezione, però, si intravede tutt’altro: solitudine, incomunicabilità, paura di mostrarsi davvero.
Il pop incontra ancora una volta la dimensione cantautorale dell’artista, dando vita a un sound immediato e accattivante. Il ritornello resta in testa, ma è il significato del brano a continuare a lavorare anche dopo l’ascolto. “Tutti Perfetti” parla di maschere e di identità, di persone che sembrano vicine ma che spesso non riescono realmente a incontrarsi.
E poi arriva il videoclip, che completa perfettamente il senso della canzone. TP Dream costruisce una sorta di piccolo cortometraggio nel quale si alternano figure originali, eccentriche, fuori dagli schemi e la cosiddetta “persona media”, quella apparentemente perfetta, ordinata, priva di difetti. Un contrasto visivo semplice ma estremamente efficace, perché rende concreto ciò che il brano racconta attraverso le parole.
Le immagini diventano così una seconda voce di “Tutti Perfetti”. Non illustrano semplicemente la canzone, ma ne amplificano il messaggio, dando un volto a quella sensazione di alienazione e di vuoto emotivo che attraversa il testo.
Se nell’EP avevamo già individuato questo brano come uno dei più interessanti, il videoclip ci offre oggi una ragione in più per tornarci sopra. “Tutti Perfetti” funziona perché non cerca di essere perfetto: cerca di mostrare cosa c’è dietro la perfezione. E forse è proprio questa la sua forza.
a cura di
Cristina Cerioni

