Prima volta a San Siro per una band Metal. Prima volta a San Siro per gli Iron Maiden. Un evento dal sapore di festa… e anche un po’ di rivalsa
Un passo per volta
Iron Maiden, 50 anni di storia e sempre in tempo per una ennesima prima volta.

Una cinematica sul gigantesco ledwall ci porta nei sobborghi di una Londra spettrale. Poi, una rullata. Fatta bene. Parte “Murder in Rue Morgue”. Gli Iron Maiden si palesano davanti alla folla esaltata e ululante.
Senza un perché e senza neppure domandarcelo, ci ritroviamo 5 metri più in avanti rispetto la nostra posizione iniziale. Un’onda anomala, dirà qualche complottista. Pogo e felici spintoni, diranno i più realisti.
L’entusiasmo percepito è di alto livello, anche perché le urla e i cori (e panini e birre volanti) spesso e volentieri sovrastano non solo la voce di Bruce Dickinson (in forma canora invidiabile per un 68enne), ma anche di tutta la band.
Si procede spediti con “Wrathchild”, “Killers” e con un altro mezzo metro guadagnato non si sa come verso le prime file, per poi fermarsi per i ringraziamenti di Bruce e della band per avere l’onore di esibirsi nel primo concerto metal di San Siro.
Il live continua con un certo godimento e qualche ulteriore litrata di sudore, tra una “Phantom of the Opera” e una “Powerslave” rocciose, tra una intramontabile “The Troper” e una nuova entrata in scaletta come “Infinite Dreams” (a scapito di “The Cayvoriant” e “Alexander the Great” rispetto la setlist del 2025).
Pochi passi falsi e tanto sudore. Poche cose per cui recriminare e tanti decibel.

Un sogno tra sogni infiniti.
Gli organizzatori affermano 50.000 presenze. È una cifra veritiera. Gli unici settori un po’ vuoti sono quelli laterali, ma il colpo d’occhio generale è davvero invidiabile.
Non lo diciamo per edulcorare la pillola: il sottoscritto se deve rompere i coglioni o muovere critiche, lo fa senza problemi.
Buono i livello dei volumi, un po’ meno il lavoro del fonico in taluni frangenti (nel bis in particolare), ma tutto sommato per esere un concerto allo stadio, si è ascoltato molto, molto di peggio (Padova, ti amo ma ti odio).
La scaletta… Se è stato il vostro primo concerto degli Iron Maiden, vi hanno regalato oro. Se avete macinato, invece, più di qualche live della band, converrete che qualche scelta più coraggiosa poteva essere fatta, come includere almeno un estratto da “No Prayer For The Dying”. Dopotutto, il claim del tour è “Run For Your Lives – From “Iron Maiden” to “Fear Of The Dark”.

Si attendeva un mezzo flop…
… Invece la pallottola è stata schivata. Al di là delle riflessioni (giuste) sui prezzi, al di là sulle polemiche (relativamente inutili) riguardo gli sconti dell’ultimo momento, gli Iron Maiden a San Siro sono stati una scommessa tutto sommato riuscita.
Potrebbe essere un primo passo verso altri concerti metal alla Scala del calcio. Facendo i dovuti scongiuri, non sarebbe una idea bislacca da portare avanti.
Ci sarebbero delle riflessioni da fare su taluni aspetti, come la stangata dei prezzi, ma sono ponderazioni che meritano un approfondimento dedicato.
Nel frattempo, dei vecchietti tra i 60 e i 70 anni (e più) hanno ancora dimostrato di saperci fare. Come diceva il Re Sole, l’illustre Luigi XIV: me cojoni.
Scaletta Trivium:
- PULL HARDER
- STRIFE
- SIN
- DOWN
- WORLD GOES COLD
- LIGHT TO FLIES
- HEART FROM YOUR HATE CAPSIZE/ IN WAVES
Scaletta Iron Maiden
- 1. MURDERS IN THE RUE MORGUE
- WRATHCHILD
- KILLERS4
- PHANTOM OF THE OPERA
- THE NUMBER OF THE BEAST
- INFINITE DREAMS (nuova aggiunta)
- POWERSLAVE
- 2 MINUTES TO MIDNIGHT
- THE RIME OF THE ANCIENT MARINER
- RUN TO THE HILLS
- SEVENTH SON OF THE SEVENTH SON
- THE TROOPER
- HALLOWED BE THY NAME
- IRON MAIDEN
- ACES HIGH
- FEAR OF THE DARK
- WASTED YEARS
a cura di
Andrea Mariano

