Arci Bellezza: il cuore pulsante della socialità milanese

Tra concerti, corsi, arte e incontri, l’Arci Bellezza si conferma un rifugio urbano per chi cerca relazioni autentiche e nuove scoperte. Il direttore artistico Alberto Molteni ci racconta l’anima di questo luogo simbolo della vita culturale della città di Milano.

In un’epoca in cui la socialità sembra spesso dissolversi tra ritmi frenetici e connessioni digitali, l’Arci Bellezza continua a rappresentare un punto fermo nel panorama culturale milanese. Più che un semplice circolo, è un vero e proprio spazio ibrido dove musica, cultura e comunità si incontrano ogni giorno. Ce lo racconta Alberto Molteni, che di questo luogo è anima e voce.

Ciao Alberto e benvenuto su The Soundcheck! Come presenteresti il progetto dell’Arci Bellezza a chi ancora non lo conosce?

“Arci Bellezza è un circolo ricreativo, uno spazio ibrido, una casa, un live club, un presidio di quartiere, un bar con ristorazione popolare, una scuola per corsi e tanto altro.
È il “terzo luogo” per tante persone, dove ritrovo territoriale e programmazione internazionale si incontrano e si valorizzano reciprocamente.
È un momento in cui prendersi il proprio tempo, scoprendo nuova musica o incontrando nuove persone che hanno sicuramente qualcosa in comune con noi.”

Un’identità sfaccettata, dunque, che fa dell’Arci Bellezza non solo un locale ma un punto d’incontro, una comunità viva e in continua evoluzione.

Quali sono le attività e gli obiettivi raggiunti di cui andate più fieri?

“Tra i tanti obiettivi raggiunti — e in costante sviluppo — direi la continuità della nostra presenza e proposta culturale: abbiamo scelto di esserci tutti i giorni, dal mattino alla sera, anche durante la pandemia, con puntualità e dedizione.
Un altro traguardo importante è l’accessibilità economica, frutto di uno sforzo continuo per mediare tra i costi in crescita e la sostenibilità per i nostri soci.”

Ci teniamo anche all’eterogeneità della programmazione: arte, formazione e musica per ogni età e senza discriminazioni, che convivono e si alternano nei nostri spazi.
Ma forse la cosa più bella è la capacità di far dialogare persone e realtà diverse, creando ogni giorno nuove connessioni.”

L’Arci Bellezza è oggi una piccola città nella città: due palchi che ospitano circa 400 eventi l’anno (oltre un migliaio di band, più del 50% straniere), una scuola corsi con quindici discipline, una trattoria popolare, un camp estivo per ragazzi e perfino una scuola di italiano gratuita per stranieri

“La più grande conquista – continua Molteni – è il recupero di una socialità “mancante”: la possibilità di conoscere qualcuno di nuovo, di sentirsi parte di una famiglia. È questa la metafora che ci piace di più: il circolo come casa.”

Quali sono gli eventi più interessanti in programma che consigli di seguire nel resto della stagione?

“Ecco la mia personalissima Top 10: Grandmaster Flash, James Senese, TonyPitony, Deki Alem, Limiñanas, Mari Froes, Water From Your Eyes, Kap Bambino, L’Orso e Sarafine.
Solo da qui a fine 2025! La seconda parte di stagione, però, non la spoileriamo troppo…”

Una line-up che riflette perfettamente la vocazione del Bellezza a mescolare generi, lingue e culture diverse, portando sul palco il meglio della scena internazionale e italiana.

È stato aperto coraggiosamente un crowdfunding in questi mesi estivi per sostenere la riqualificazione della Palestra Visconti: perché questo progetto è così significativo per voi?

“La campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso è nata prima di tutto da un’esigenza: non solo raccogliere fondi, ma aumentare la consapevolezza di cosa rappresenti il nostro circolo e delle sfide che deve affrontare oggi. È anche un atto di responsabilità verso la memoria collettiva.
Viviamo tempi complessi, in cui troppi spazi culturali chiudono o vengono dimenticati. Con questo progetto vogliamo preservare un pezzo di storia, rendendo la Palestra Visconti un luogo vivo e accessibile a tutta la comunità — anche grazie al supporto che arriva dal basso.”

L’Arci Bellezza continua così ad essere molto più di un locale o di un centro culturale: è un luogo di resistenza sociale e creativa, una casa per chi crede nella cultura come motore di relazione e cambiamento.
Un faro acceso nel cuore di Milano, dove ogni giorno la musica incontra la vita reale.

a cura di
Arianna Spennacchio

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