Filippo Poderini è un artista molto prolifico e quasi non ci lascia tempo di ascoltare un brano che ne è già uscito un altro! A Settembre è uscito “L” e da oggi (questa volta ti prendiamo in tempo) è uscito “Basterebbe una parola”. Abbiamo deciso di parlarne insieme senza perdere tempo!

“Basterebbe una parola” e “L” sono due brani molto differenti tra loro, ma questa è la particolarità di Filippo Poderini spazia da elementi trap a indie soft, fino al pop più classico. Nonostante questi cambi la sua musica riesce a mantenere un fil rouge comune. Non saprei dire bene come, però ci riesce. Sarà per la voce o per il suo modo di scrivere? Sì, perché i suoi testi lasciano abbastanza spazio all’interpretazione.
“L” è più vicino alla trap elettronica. Sembra quasi un trip mentale ascoltarla. E’ come se una voce nella nostra testa ci ricordasse che gli “errori” della nostra famiglia non sono una nostra colpa. Una voce che vuole rassicurarci, ma che contemporaneamente rispecchia bene il caos che abbiamo dentro.
“Basterebbe una parola” è molto diversa fin dal sound che sembra quasi una coccola lo-fi, ma è una falsa coccola. Perché il protagonista del brano sa che potrebbe salvare il loro rapporto aprendosi un po’ di più, eppure non lo fa. Filippo Poderini a volte sembra mettere in musica tutti i suoi difetti. Le sue canzone hanno il sapore di verità e onestà, nel bene e nel male.
Entrambi i brani sono musicalmente perfetti, ma a gusto personale “Basterebbe una parola” ha una marcia in più.
a cura di
Staff

