I Fontaines D.C. hanno conquistato il pubblico di Bologna nella prima data italiana del tour estivo, inaugurando la prima serata del Sequoie Music Park
Come tutti i concerti infrasettimanali, chi è riuscito ad arrivare presto ha raggiunto comodamente l’area concerti del Parco delle Caserme Rosse e si è potuto godere una (o più) birrette, mentre chi è arrivato più tardi ha dovuto fare i conti con la fila all’ingresso. Ma per chi ce l’ha fatta in tempo, l’opening act degli Shame è stato un inizio perfetto. Che si trattasse di fan o di spettatori al primo ascolto, il live ha colpito tutti grazie al sound dritto e la performance coinvolgente, guidata dal carismatico frontman Charlie e dall’instancabile bassista (da far venire male alle ginocchia a guardarli). Per chi se li fosse persi, nessun problema: potrà recuperare il loro live ai Magazzini Generali di Milano il 3 novembre 2025.
Intanto il sole è calato, la temperatura è perfetta. Prima dell’ingresso della band, un gruppo di attivisti per la Palestina è salito sul palco per condannare le azioni militari di Israele, ringraziando i Fontaines D.C. per aver concesso loro questo spazio.
It’s Amazing to Be Young
Appena fa buio, partono le prime note di “Romance” e Grian Chatten entra con il suo inconfondibile passo lento. Ma nel momento di apertura del brano, al ventesimo secondo, proprio mentre la scritta “Romance” appare sugli schermi tinti di verde, l’impianto salta. Silenzio, schermi spenti, sbigottimento. Il team tecnico interviene prontamente, il pubblico sostiene la band con applausi e cori. Intorno alle 22 la band torna sul palco: il live è salvo, seppur con volumi un po’ bassi.
Segue una scaletta serrata, con un inizio esplosivo in cui si alternano brani iconici come “Jackie Down the Line”, “Televised Mind” e “Roman Holiday”. L’energia aumenta con “Death Kink” e “Big”, lanciando poghi scatenati. Brevi momenti di respiro con la ballad “Before You I Just Forget” e l’ultima uscita “It’s Amazing To Be Young”, prima di tornare a macinare brani dell’ultimo album pubblicato, che acquistano dal vivo una forza sorprendente. Ma sono “Nabokov” e “Boys in the Better Land” i veri manifesti dell’anima post-punk dei Fontaines D.C., che hanno fatto uscire il pubblico fuori di testa.
Il primo atto si chiude con “Favourite”, per poi arrivare all’encore che include “In the Modern World”, “Desire” e “I Love You”, uno dei momenti più intensi e attesi del live: sugli schermi appare la bandiera palestinese e la scritta “Israel is committing genocide – Use your voice”. Un momento carico di significato e un invito a usare la propria voce. A chiudere, “Starburster”, con la partecipazione danzante di Charlie, il frontman degli Shame, per un’ultima, vigorosa scarica di energia.
Un live potente, nonostante gli imprevisti
Sold out da mesi, il Sequoie ha ospitato un pubblico eterogeneo quanto l’abbigliamento dei cinque dublinesi: millennials, nostalgici, ma anche tanti giovani nel cuore del pogo. Il live dei Fontaines D.C. unisce generazioni e abbatte barriere. Poche parole sul palco da Grian Chatten, ma tanto, tantissimo significato. Che bello quando basta la musica.
La scaletta:
- Romance
- Jackie Down the Line
- Televised Mind
- Roman Holiday
- Big Shot
- Death Kink
- Before You I Just Forget
- It’s Amazing to Be Young
- Big
- A Hero’s Death
- Bug
- Horseness Is the Whatness
- Here’s the Thing
- Nabokov
- Boys in the Better Land
- Favourite
- In the Modern World
- Desire
- I Love You
- Starburster
a cura di
Chiara Serri

