“Anastasia – Il Musical” – Mandela Forum, Firenze – 11 maggio

Anastasia, il Musical continua a registrare sold out nei maggiori teatri italiani. Domenica 11 maggio lo abbiamo visto per voi al Mandela Forum di Firenze

La storia di Anastasia cattura i nostri occhi e i nostri cuori ormai da decenni. Le rivisitazioni cinematografiche di questa parentesi storica sono state molte, ma è dal 1997 che tutti – quando si avvicina la fine di novembre – canticchiamo “Quando viene dicembre…”.

Ieri, ritrovare le musiche che mi hanno emozionata da bambina sul palco del Mandela è stato toccante. Il musical si è svolto all’interno di una bolla, che da una parte ricordava il carillon della piccola Anastasia dall’altra una palla di neve – suggestione data anche dalla neve che scende sul finale.

Le scenografie rappresentano due principali ambientazioni: la sala da ballo del palazzo di San Pietroburgo e Parigi, con la sua Torre Eiffel e i balletti a teatro. Gli effetti sonori e l’uso delle luci hanno reso le ambientazioni ancora più suggestive.

Sul palco si alternano gli otto attori del cast e le canzoni che ben conosciamo, tradotte da Franco Travaglio, insieme ad alcuni inediti. Nei panni di Anya/Anastasia troviamo Sofia Caselli, la sua voce è perfetta nei panni della protagonista. Trasmette tutte le emozioni che attraversa in questa scoperta di sé e del suo passato anche grazie a una delle nuove canzoni: Sogni miei.

Accanto a lei Dimitri e Vlad. Il primo interpretato da Cristian Catto e il secondo da Nico Di Crescenzo. Dima interpreta anche uno degli inediti: La mia città, una dedica a San Pietroburgo. Carla Schneck porta sul palco l’Imperatrice Maria, facendo trasparire il suo dolore e la sua solitudine.

Non manca Lily, con il volto di Stefania Fratepietro, che insieme a Vlad ci regala alcuni dei momenti più comici e divertenti dello show.

La maggior differenza tra il film di animazione e il musical è l’assenza di Rasputin e Bartok e di conseguenza della canzone Nella notte e nel buio. Questa rappresentazione ha infatti un taglio più storico e al suo posto troviamo Gleb, un ufficiale bolscevico, che ha come scopo obbedire al governo bolscevico e seguire le orme del padre.  

Brian Boccuni è riuscito a rendere questo nuovo personaggio in maniera estremamente emotiva, donandogli una complessità che non può non incuriosire. Ha, inoltre, eseguito uno degli inediti presenti, Il fiume va, in maniera magistrale.

Dopo un primo momento di smarrimento – perché una parte di me vuole comunque molto bene a Rasputin – ho apprezzato Gleb. Se da una parte questa scelta spoglia la storia che conosciamo del suo lato magico, dall’altra la rende ancora più umana e commovente.


È stato emozionante tornare ad immergersi nella storia di Anastasia in questa nuova veste e sono sicura lo sia stato anche per la bambina seduta di fianco a me.

a cura di
Andrea Romeo

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