Prima volta in Italia per Sam Fender alla nuovissima e bellissima Chorus Life Arena per portare in tour il terzo disco “People Watching”.
La Chorus Life Arena non poteva fare scelta migliore che ospitare finalmente il debutto italiano di Sam Fender bloccato nel 2023 da un malanno e per la stessa motivazione avevamo perso una sua performance in occasione dello Sziget 2022. L’arena è molto interessante perché è situata in un centro polifunzionale con diversi servizi ancora da consolidare, ma presenta un gran potenziale.
In questo contesto è presente anche il mini palazzetto che potrà ospitare eventi interessanti come lo stesso Sam Fender e come dimostra il concerto già programmato di Patti Smith. Abbiamo apprezzato l’acustica e lo spazio estremamente moderno ma al tempo stesso molto intimo.
L’opening
L’apertura della serata è stata affidata a CMAT, cantautrice irlandese, con la sua sola chitarra acustica ad accompagnarla. L’impressione è stata che si discostasse molto dal genere di Sam Fender quindi è stata a nostro avviso una scelta particolare, ma apprezzata.
Il pubblico era già presente in massa e quindi quest’artista è riuscita a farsi ascoltare da tante persone accogliendo il favore generale soprattutto per la sua voce, per la sua voglia di interagire e scherzare. Una scoperta interessante e per cui consigliamo di non perdervi “Stay For Something” tra le cinque canzoni ascoltate.
Sam Fender
Sam Fender è un cantautore di riferimento per tutto il panorama alternative-indie e sta generando molto hype a livello globale. Anche il sold out registrato a Bergamo per un artista di questo genere dimostra il sentore degli ascoltatori nei suoi confronti.
Sam Fender oltre a suonare la chitarra per ogni brano, si è presentato assieme a un’ampia formazione: batteria, corista, 2 fiati, basso, chitarra, synth/tastiere/chitarra. Ogni brano quindi veniva praticamente suonato totalmente a parte qualche minima campionatura. Molto interessante la sua voce che risulta delicata ma al tempo stesso molto potente.
Impressioni della serata
Ci ha fatto impressione vedere canzoni dalla durata maggiore di 2 minuti e 15 secondi suonate con degli strumenti a cui è stato sempre dato un ampio spazio per assoli e resi così assoluti protagonisti. È sembrato di essere in un metaverso rispetto a tanti concerti di ora.
Non avevamo mai ascoltato “Howdon Aldi Death Queue” che ci ha spiazzato rispetto alla musica a cui siamo abituati da parte sua. Chitarrone potenti e distorsioni a non finire per regalare un pezzo che ha spezzato la scaletta per poi riprendere con la normale amministrazione.
Bellissimo momento anche quello dove un fan stava chiedendo da inizio concerto di salire sul palco per suonare “The Borders” tramite un cartellone e al momento della traccia sia stato accontentato. “Ciao sono Edoardo e vengo da Livorno… Forza Livorno” così ha esordito subito dopo che un tecnico ha preparato una chitarra classica tutta per lui. Brano portato a casa e sogno realizzato.
Conclusione
Il pubblico è stato abbastanza partecipe anche se la gente sulle tribune sembrava più timida rispetto ad altre occasioni, forse è la soggezione del posto nuovo. Tante le canzoni che ci hanno rapito da “People Watching” a “Arm’s Length”, da “The Borders” a “Hypersonic Missiles”.
Nella serata di ieri ha dimostrato anche di saper tenere il palco non solo per tutto lo show musicale, ma anche grazie alla sua frequente interazione con il pubblico da cui ha riscosso sempre ampio riscontro, tra scherzi e aiuti per i ritornelli dei brani.
Sam Fender si candida a essere un nuovo “big name” delle macrocategorie alternative e indie. Noi siamo qui per testimoniarlo e non vediamo l’ora cosa ci riserverà.
La scaletta del concerto
- Dead Boys
- Getting Started
- Arm’s Length
- People Watching
- Crumbling Empire
- Will We Talk?
- Tyrants
- Howdon Aldi Death Queue
- TV Dinner
- Spit of You
- The Borders
- Little Bit Closer
- Seventeen Going Under
- Something Heavy
- Hypersonic Missiles
a cura di
Luca Montanari

