Al via oggi, mercoledì 24 giugno, il nuovo contest riminese di CDL, Long Story Short. La scrittura e la produzione dei cortometraggi avranno luogo a Rimini dal 24 al 28 giugno, ma la sfida terminerà solo il 10 luglio con la serata finale, prevista al Cinema Tiberio
Nella calda estate riminese ha preso il via nella serata di ieri, giovedì 24 giugno, il nuovo contest cinematografico targato CDL, Long Story Short. Un imperdibile appuntamento a metà tra un laboratorio collettivo e una sfida a tempo che, alla sua prima edizione, si candida come nuovo punto di riferimento per la produzione di cortometraggi d’autore indipendenti nel territorio romagnolo.
Perché al Long Story Short il cinema lo si fa, e per davvero!
In soli quattro giorni, dal 24 al 28 giugno, le troupe saranno chiamate a scendere in camp… ehm, sul set, dedicandosi alla realizzazione di un corto in ogni sua singola componente. Dalla stesura della sceneggiatura al montaggio finale, dalla regia alla composizione della colonna sonora: niente dev’essere lasciato al caso, con l’intenzione di dar vita ad una serie di nuove storie autoriali che, nate da un profondo impulso creativo, trovino il loro giusto spazio sul grande schermo. Quello del Cinema Tiberio, durante la serata finale del 10 luglio.
CDL APS
Long Story Short nasce dalla visione di CDL APS, collettivo del 2022 divenuto, nel 2025, unʼassociazione di promozione sociale dedita all’esplorazione, il sostegno e la diffusione del giovane cinema romagnolo, attraverso la realizzazione di cortometraggi e lʼorganizzazione di eventi cinematografici.
L’obiettivo è ambizioso quanto ostico: dare voce e spazio ai giovani talenti italiani, in un momento storico artisticamente difficile, dove sembra prevalere l’idea che il cinema sia superfluo e che chi lavora nell’ambito non debba sottostare a tutele e diritti. CDL APS non ci sta e riporta la creazione e la produzione artistica al centro, dialogando con i giovani autori con un approccio attento e concreto.

Partendo contributo dei soci, che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro energie su base volontaria, Long Story Short è stato realizzato anche grazie ad alcuni professioni del settore e realtà locali, quali il Cinema Teatro Tiberio (main partner dell’evento), Arkadia Studios Award (partner tecnico) e altri come La Valigia Dell’Attore (partner), The Soundcheck (media partner) e lo Studio Jam (partner).
La cornice narrativa
L’aspetto più interessante del contest è sicuramente la sua cornice narrativa, studiata ad hoc dal direttivo artistico e rivelata ai partecipanti nella serata inaugurale di ieri, al Cinema Tiberio.
Le otto troupe in gara si troveranno a percorrere un viaggio lungo un’immaginaria rete metropolitana di Rimini, articolata su tre linee (Ciano, Magenta e Gialla) aventi le proprie fermate e i propri Capolinea. Ad ognuna di esse corrispondono una tematica di riferimento e tre generi cinematografici tra cui le troupe si dovranno cimentare: durante l’evento di lancio, infatti, sono stati estratti a sorte i rispettivi Capolinea che, determinati la linea di riferimento, dovranno fungere da location iniziale o finale del cortometraggio. Il Capolinea opposto della stessa linea e una fermata intermedia costituiranno il percorso narrativo; l’ordine cronologico delle scene dovrà seguire queste tre location, in una direzione o in quella opposta.
Le singole fermate rappresentano le location portanti delle opere, dove andrà ambientata almeno una scena importante. Una volta stabilito il percorso, le squadre dovranno sviluppare il cortometraggio attenendosi a uno o più generi tra quelli corrispondenti.
E se i generi non soddisfano la troupe?
Niente paura!
CDL ha pensato anche a questo, offrendo la possibilità di scegliere una delle altre due linee della metro e cambiando così i generi a cui fare riferimento. In questo caso, il Capolinea estratto a sorte dovrà comunque essere la location iniziale o finale del cortometraggio, costruendo un percorso tra questo e uno dei due capolinea della linea scelta.
In questo modo, oltre ai due Capolinea e ad una fermata intermedia, dovrà essere inclusa necessariamente nel percorso una fermata di scalo fra le due linee (le uniche combinazioni non possibili sono le tratte MOLO – QUATTRO CAVALLI – DARSENA e AEROPORTO – CENTRO STUDI – SPIAGGIA LIBERA). Alle troupe non sarà in nessun modo consentito girare in ordine non sequenziale e in soste diverse da quelle del percorso scelto.

Inoltre, le fermate indicate hanno anche e soprattutto un valore estetico e concettuale, piuttosto che topografico. Le scelte di produzione delle troupe, dunque, dovranno restituire l’identità e il mood narativo delle location, con libertà creativa rispetto all’esatta collocazione geografica.
Un percorso non solo spaziale, ma che diventa, dunque, metafora stessa della creazione cinematografica dei cortometraggi.
Le tre linee
Addentrandoci maggiormente nello specifico, le tre linee scelte per la prima edizione del Long Story Short sono:
- la Linea Ciano, il cui tema di riferimento è la Trasformazione, vista non come uno spostamento tra due o più punti, ma come uno scarto fisico tra un prima e un dopo, dove corpo identità vengono modificate dal peso dell’esperienza. Che si tratti di una mutazione biologica, di un viaggio logorante o del percorso inarrestabile verso un obiettivo, questo percorso trasformante opera su di noi una modifica irreversibile, poiché per diventare qualcos’altro, bisogna prima accettare di non essere più se stessi.
I generi di riferimento in questo caso sono il road movie, il thriller psicologico e il rise-n-fall;
- la Linea Magenta, con la tematica del Contrasto. Un percorso che invita ad esplorare la frizione tra ciò che vediamo e ciò che percepiamo, sovvertendo il nostro quotidiano attraverso una prospettiva distorta, ingannando lo spettatore confondendolo con menzogne e verità, o col conflitto tra realtà e sogno: il tema centrale è e rimane la rottura dell’equilibrio, in un conflitto presente non solo tra i personaggi, ma anche tra quegli opposti che si divorano e nelle idee, nei concetti e nelle visioni.
Qui i generi prestabiliti diventano il realismo magico, il mockumentary e, ovviamente, il distopico.

- la Linea Gialla, infine, presenta il singolare – ma interessante – tema dell’Evidenza.
Un percorso che porta dalla collina al mare, offrendo un punto di vista globale sulla città ed operando come un dispositivo di registrazione e archiviazione.
Su questa linea il punto di vista soggettivo viene neutralizzato a favore della nuda presenza del reale, in un processo che non prevede interpretazione o manipolazione drammaturgica: la realtà viene restituita così com’è, ponendo lo spettatore nella condizione di osservatore imparziale di un sistema fisso.
Una vera e propria rivoluzione CDLicana, improntata sui generi del documentario, del found footage e del postmodernismo.
La serata finale e la giuria
La consegna finale delle opere avverrà nel giro di quattro giorni intensi, in cui le troupe faranno del loro meglio per produrre il cortometraggio vincitore, valutato da una giuria d’eccezione che annuncerà, domenica 5 luglio, i finalisti del contest.
Tra i giurati troviamo Simone Soranna che, oltre alle cattedre di cinema presso la Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti e l’Università Cattolica di Milano, nonché al ruolo di giornalista del settimanaleFilm Tv e di vicedirettore di LongTake, si occupa dei contenuti editoriali della casa di distribuzione I Wonder Pictures e della selezione artistica di Biografilm; Giada Sartori, social media manager per festival cinematografici emiliano-romagnoli quali Biografilm e Sedicicorto e per altre associazioni culturali, ma anche caporedattrice di Birdmen Magazine (dov’è co-responsabile della sezione Serialità); Giuseppe Garau, regista e sceneggiatore sardo con una profonda passione per la grammatica cinematografica, il cui lavoro riflette una visione radicale e senza compromessi, tipico della scena hardcore punk nella quale è cresciuto (il suo lungometraggio dʼesordio, LʼIncidente ha ottenuto il Gran Premio della Giuria allo Slamdance 2024 facendolo diventare una nuova voce del cinema indipendente internazionale). In Italia il suo lavoro è stato premiato come Migliore Opera Prima dalla rivista Cineforum e dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Marco Leonetti, Direttore del Museo Fellini e della Cineteca di Rimini, si occupa della valorizzazione dellʼarchivio Fellini, della cura e dello sviluppo delle collezioni bibliografiche e audiovisive, nonché della progettazione di attività culturali dedicate al cinema. Coordina iniziative espositive e progetti di ricerca, promuovendo il dialogo tra patrimonio pubblico e comunità.
Ezio Fratto è un regista e sceneggiatore italiano che, dopo un percorso di divulgazione e analisi cinematografica, ha creato una delle principali pagine italiane dedicate al cinema dʼautore dalla community di quasi 200.000 follower e milioni di visualizzazioni mensili ed è passato, 2025, dietro la macchina da presa. Ha realizzato due cortometraggi: il primo distribuito online sul suo canale Youtube, mentre il secondo, Helix, segna un passaggio più consapevole verso un cinema di fantascienza intimo e filosofico, attento ai temi dellʼidentità, della creazione e del limite umano.
Giulia Grandinetti debutta alla regia nel 2020 con la sua opera zero indipendente Alice and the Land that Wonders, per poi dedicarsi ad una trilogia di cortometraggi: Guinea Pig, Tria – del sentimento del tradire eMajonezë. È attualmente in preparazione del lungometraggio intitolato Jaune et Bleu. Tra distopia, tabù e dimensione onirica, il suo punto di partenza è sempre il lavoro sul corpo.
I cortometraggi vincitori saranno premiati durante la serata finale, prevista per venerdì 10 luglio a partire dalle ore 18:30 presso il Cinema Tiberio, dove saranno proiettati insieme a quelli delle altre troupe.
a cura di
Maria Chiara Conforti

