I Rise Against incendiano il Beky Bay: Road to Bay Fest riparte con una notte di punk rock sulla spiaggia. Tra mare, mosh pit e inni generazionali, il festival romagnolo conferma ancora una volta di essere uno degli appuntamenti imperdibili dell’estate europea
Dopo aver aperto l’edizione 2026 lo scorso 10 luglio con il ritorno degli Strung Out, il Road to Bay Fest è tornato protagonista al Beky Bay di Bellaria-Igea Marina con la sua seconda data, probabilmente la più attesa dell’intera rassegna estiva. Sul palco si sono alternate tre delle realtà più interessanti della scena punk contemporanea: Militarie Gun, Bad Nerves e gli headliner Rise Against, per una serata capace di confermare ancora una volta il valore di un festival che continua a crescere anno dopo anno.
C’è qualcosa di magico nel vedere una band punk rock con il mare a pochi metri dal palco. Mentre il sole tramonta sull’Adriatico e la sabbia si riempie di magliette nere, tatuaggi e birre ghiacciate, il Beky Bay torna a trasformarsi in uno dei luoghi più iconici dell’estate musicale italiana.
Il Bay Fest non è soltanto un festival: è un punto di ritrovo per migliaia di appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero. Un evento capace di unire vacanza e musica come pochi altri sanno fare. Qui puoi passare il pomeriggio in spiaggia, fare un bagno in mare e ritrovarti, poche ore dopo, sotto il palco ad assistere al concerto della tua band preferita. È probabilmente questo il segreto del Bay Fest: un’atmosfera rilassata, autentica e profondamente punk, dove la musica è protagonista ma senza perdere il sapore dell’estate romagnola.
L’appuntamento del 16 luglio rappresenta il perfetto antipasto delle tre grandi giornate di agosto e conferma ancora una volta la qualità di una line-up costruita con attenzione, capace di affiancare le migliori promesse della nuova scena a nomi ormai leggendari.

La nuova scuola apre le danze
Ad inaugurare la serata sono i Militarie Gun, formazione di Los Angeles guidata da Ian Shelton. In pochi anni la band è passata dai piccoli club underground ai palchi di festival come Coachella e Lollapalooza, senza perdere quella spontaneità che l’ha resa una delle realtà più interessanti del punk contemporaneo.
Il loro live è diretto, compatto e senza fronzoli. Le canzoni tratte dall’ultimo lavoro “God Save The Gun” convivono perfettamente con il materiale precedente, tra riff melodici, ritornelli immediati e quell’attitudine hardcore che accende fin dai primi minuti i primi circle pit della giornata. L’impressione è quella di una band destinata a crescere ancora molto.
Bad Nerves: sessanta minuti di adrenalina pura
Se i Militarie Gun scaldano il motore, i Bad Nerves schiacciano completamente l’acceleratore. Il quintetto britannico sale sul palco come una scarica elettrica, proponendo una miscela irresistibile di Ramones, garage rock e power pop. Le canzoni durano poco, non lasciano respirare e si susseguono a una velocità impressionante.
Il pubblico risponde immediatamente: pogo, crowd surfing e cori accompagnano praticamente ogni pezzo, mentre la band conferma tutta la reputazione costruita negli ultimi anni. Non stupisce che artisti come Billie Joe Armstrong, Iggy Pop e Stone Gossard abbiano speso parole importanti nei loro confronti. È uno di quei concerti che finiscono troppo presto e lasciano soltanto la voglia di ricominciare da capo.
Rise Against: venticinque anni di punk rock senza perdere un grammo di credibilità
Quando le luci si abbassano e sul palco arrivano Tim McIlrath, Joe Principe e compagni, il Beky Bay esplode. I Rise Against non hanno bisogno di presentazioni. Da oltre venticinque anni rappresentano uno dei punti di riferimento assoluti del punk rock mondiale, riuscendo a coniugare energia, melodie e testi impegnati senza mai snaturarsi. Fin dai primi minuti Tim McIlrath dimostra ancora una volta di essere molto più di un semplice frontman. Il rapporto con il pubblico è continuo, spontaneo, quasi familiare.
Tra un brano e l’altro scherza, ringrazia più volte il pubblico italiano per l’affetto dimostrato negli anni e racconta quanto sia sempre un piacere tornare al Bay Fest, un festival in cui la band si sente ormai a casa e nel quale spera di poter tornare ancora in futuro. A un certo punto chiede quanti tra il pubblico abbiano già visto almeno una volta i Rise Against, ricevendo una foresta di mani alzate. Poi rilancia con una domanda ancora più specifica: “Chi di voi era già qui nel 2017?”, ricordando l’ultima apparizione della band sul palco del Bay Fest. La risposta è ancora una volta calorosa e testimonia il forte legame costruito negli anni tra il gruppo di Chicago e il pubblico italiano.
La partenza è affidata a Re-Education (Through Labor), autentica dichiarazione d’intenti che mette subito in moto il pubblico. Il pit si apre immediatamente e prosegue senza sosta con Under the Knife e la devastante Give It All, uno dei brani simbolo della band, accolto da un coro praticamente continuo. Con Help Is on the Way il concerto entra nella sua fase più melodica, mentre The Good Left Undone conferma quanto il repertorio della band riesca ancora oggi ad emozionare migliaia di persone.
C’è spazio anche per il presente. Nod, uno dei brani più recenti del gruppo, si inserisce perfettamente nella scaletta senza far rimpiangere i grandi classici. È la dimostrazione che, nonostante oltre venticinque anni di carriera, i Rise Against continuano a scrivere musica capace di conservare la stessa urgenza e la stessa identità che li ha resi celebri. L’energia torna a salire con Ready to Fall, seguita da una splendida Like the Angel, accolta con entusiasmo soprattutto dai fan della prima ora. Con Satellite il Beky Bay diventa un unico enorme coro, prima che il concerto cambi improvvisamente atmosfera.

Si sciolgono i nervi e si apre la mente
Prima di imbracciare la chitarra acustica, Tim racconta sorridendo quanto siano rigidi e interminabili gli inverni di Chicago. Spiega che ogni volta che arriva febbraio e si ritrova a suonare Swing Life Away nel gelo della sua città, vorrebbe invece essere davanti a quello che indica scherzosamente come “questo oceano”, riferendosi al mare Adriatico tra le risate del pubblico. Un piccolo siparietto che conferma ancora una volta la sua spontaneità e il piacere di trovarsi in Riviera. Hero of War e Swing Life Away, entrambe eseguite in acustico, regalano così il momento più emozionante della serata. Migliaia di persone accompagnano la voce di Tim dall’inizio alla fine, trasformando il Beky Bay in un enorme coro sotto le stelle.
L’intensità cresce nuovamente con Chamber the Cartridge, che prepara il terreno a Prayer of the Refugee, perfetta conclusione del set principale. La band saluta il pubblico e lascia il palco tra gli applausi, ma è soltanto un arrivederci. L’encore si apre con Hooked, accolta da un’ovazione, per poi proseguire con Audacious e Darts of Pleasure, che riportano immediatamente il pubblico nel vivo del pogo. Il finale è affidato a due autentici inni. The Fallen prepara il terreno all’immancabile Savior. Bastano le prime note perché tutto il Beky Bay esploda. È il momento che tutti aspettavano: un mare di persone canta ogni singola parola, mentre il pit continua a muoversi fino all’ultimo accordo.
Venticinque anni dopo la loro nascita, i Rise Against dimostrano ancora una volta di essere una delle migliori live band del panorama punk mondiale. Non solo per la qualità musicale, ma per quella rara capacità di creare un dialogo continuo con il proprio pubblico, facendo sentire ogni concerto come un ritorno tra vecchi amici.
La scaletta del’evento
- Re-Education (Through Labor)
- Under the Knife
- Give It All
- Help Is on the Way
- The Good Left Undone
- Nod
- Ready to Fall
- Like the Angel
- Satellite
- Hero of War
- Swing Life Away
- Chamber the Cartridge
- Prayer of the Refugee
Encore: - Make It Stop (September’s Children)
- Savior
a cura di
Mattia Mancini

