L’album della cantautrice e rapper italiana è disponibile a partire dal 16 di Aprile su tutte le piattaforme
Torna Madame dopo “L’amore” a distanza di tre anni con “Disincanto” un album estremamente crudo, umano in un’epoca in cui la musica italiana vive il momento più basso a livello qualitativo di sempre. Tra brani spacciati per hit, tutte identiche tra loro e anche di poco significato, a quantità di artisti buttati su un palco masticati dall’industria musicale, sfruttati e poi buttati come un chewingum, questo album spunta come un fiore nell’asfalto.
Madame racconta con un linguaggio universale un periodo molto difficile ed estremamente introspettivo con un’umanità e un’empatia tale da avvicinarsi all’ “io” di chi ascolta, abbattendo totalmente la distanza. Un racconto onesto, in cui si parla di OCD in maniera esplicita, ricovero in psichiatria, dolore…ma anche amore puro, il primo verso un uomo.
Disincanto
L’album è composto da quattrodici brani che scorrono e mantengono attivo l’ascoltatore. Sembra per l’intimità che si raggiunge nell’ascoltare, quasi una seduta di psicoterapia. Madame con la sua vulnerabilità fa in modo che il tempo si fermi, ci si presti all’ascolto e ci si ritagli un momento di fronte a una valanga di domande, dubbi e dolore: ci si passa completamente attraverso.
Si spazia tra un brano e l’altro tra rap e pop. I featuring sono scarni, il più corposo in “Volevo Capire” è Marracash, tra l’altro in uno dei brani più belli.

Disinnesco
Questo album con “Grazie” arriva al disinnesco: Madame raggiunge consapevolezza. Il passare attraverso la sua, ma che poi diventa anche nostra, tempesta emotiva fatta di dolore, dubbi, rancore e caos porta ad una chiave di lettura molto semplice: L’accettazione.
Per far pace con sé stessi, per riuscire a perdonarsi e guardare aldilà di questo dolore e finalmente vivere, è la chiave universale che porta un senso a tutto l’immenso dolore vissuto. Non è un azzardo dire che questo album è uno dei dischi dell’anno.
a cura di
Valentina Pilotti

