Alfa Mist – Santeria Toscana, Milano – 5 marzo 2026

Alfa Mist - Santeria Toscana, Milano - 5 marzo 2026

Il giovanissimo pianista e producer londinese approda alla Santeria Toscana di Milano per una serata di jazz contemporaneo in cui groove hip-hop e improvvisazione si intrecciano con grande naturalezza

Giovedì 5 marzo la sala concerti della Santeria Toscana 31 accoglieva un pubblico eterogeneo: appassionati di jazz contemporaneo, producer, studenti, ma anche semplici curiosi che si sono raccolti lentamente sotto il palco, in quell’attesa tipica dei concerti in cui si percepisce che sta per succedere qualcosa di bello.

Quando Alfa Mist entra sul palco, poco dopo le 21:30, lo fa con una discrezione quasi sorprendente. Nessuna introduzione: si siede al piano elettrico, scambia un rapido sguardo con i musicisti della band e attacca subito con un groove morbido, costruito su accordi sospesi e una batteria leggermente arretrata. Bastano pochi secondi per riconoscere il suo marchio sonoro: quell’equilibrio tra jazz, hip-hop e soul che negli ultimi anni lo ha reso uno dei nomi più interessanti della scena non solo britannica, ma internazionale.

La prima parte del concerto scorre con grande naturalezza. I brani si allungano rispetto alle versioni in studio, prendendo la forma di lunghe jam collettive. Il basso disegna linee profonde mentre la batteria gode dei maggiori applausi.

Uno dei momenti più riusciti arriva a metà concerto, quando il gruppo entra in una dimensione più atmosferica: il piano ripete una progressione semplice e ipnotica ma quando il tema torna, il pubblico esplode in un applauso spontaneo, uno di quelli che arrivano prima ancora che il brano sia finito.

Alfa Mist parla poco, ma quando lo fa è con tono rilassato: non sembra interessato a costruire un personaggio sul palco. La sua presenza è tutta nella musica, nei piccoli dettagli degli arrangiamenti e nei “dialoghi strumentali” tra i musicisti.

Verso la fine del concerto l’energia cambia. I groove diventano più serrati, quasi hip-hop, e il pubblico si avvicina ulteriormente al palco. Qualcuno inizia a muoversi a tempo, trasformando l’atmosfera da listening session a qualcosa di più vicino a un club. È qui che la band mostra tutta la sua compattezza: ogni cambio di dinamica è preciso, ogni pausa perfettamente calibrata.

Uno degli ultimi brani arriva senza troppi annunci. Keep On parte con un tema di piano delicato, quasi malinconico, che lentamente si espande fino a coinvolgere tutta la band.
È un finale elegante, costruito più sull’intensità emotiva che sulla spettacolarità.

Conclusioni

Alla Santeria Toscana 31, per una sera, il jazz contemporaneo ha trovato uno spazio perfetto e Alfa Mist ha dimostrato ancora una volta che la sua forza sta proprio lì: nel trasformare strutture apparentemente semplici in paesaggi pieni di sfumature.

a cura di
Edoardo Iannantuoni

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