Cinefilo ineguagliabile, musicista, performer e molto di più. Federico Frusciante ha vissuto mille vite e mille altre ne avrebbe vissute. Se n’è andato il 15 febbraio nella sua casa di Livorno, provocando un’ondata di riconoscenza e affetto sul web che oggigiorno è cosa rara.
Il ritratto
Videotecaro prima, divulgatore e critico(ne) poi, per trent’anni Frusciante ha diffuso cultura cinematografica in giro per l’Italia. Sbarcato su Youtube oltre 15 anni fa grazie al collettivo di filmaker “I Licaoni”, formato da Alessandro Izzo e Francesca Detti, da quel momento non si è più fermato. Migliaia e migliaia sono le ore di video caricate sul suo canale, aperto nel 2015, fonte inesauribile di cultura cinematografica da cui potersi abbeverare a costo zero.
Ben presto arrivano le monografie sui registi, tra cui Tarantino, Allen, Cronenberg, Yuzna, Raimi, e poi il “Meglio e peggio dell’anno”, “I classici”, e le immancabili “Mini recensioni Patreon”. Autori a lungo trascurati – e ingiustamente dimenticati – come Mario Bava, Lucio Fulci e George A. Romero tornano all’attenzione del grande pubblico grazie al lavoro “archeologico” di Federico Frusciante.
Non si considerava un critico togato, non dava stelline o voti ai film. Che fosse dietro al bancone del suo negozio o davanti alla macchina da presa, il suo unico obiettivo è sempre stato stimolare la curiosità dell’ascoltatore, di portarlo oltre la propria comfort zone cinematografica per solcare i confini dell’ignoto e arrivare al cinema altrui, al cinema di altri paesi e di altri mondi. Per ascoltarsi e comprendersi reciprocamente attraverso lo sguardo del cinema, questo importava a Federico.
La sua è diventata una voce amica e famigliare per migliaia di persone (131mila gli iscritti al canale Youtube), perfetto sottofondo dentro la quotidianità di chiunque amasse l’ironia e la satira pungente del suo eloquio. L’intro ai suoi video sempre lo stesso, eppure non stancava mai: “Benvenuti o bentornati sul canale del sottoscritto, ovvero Federico Frusciante… un canale dove si parla di cinema, di musica, di letteratura… quasi tutto comunque collegato alla Settima Arte”.

Videodrome e I Criticoni
Quell’arte a cui Frusciante ha dato rifugio come ad un animale in via di estinzione, nella sua videoteca “Videodrome” di Via Magenta a Livorno. Quell’arte che meglio di chiunque altro sul web ha saputo rendere accessibile a tutte e tutti, con quel linguaggio schietto, diretto, colmo di passione cinefila, che parlasse di un autore prestigioso o di un B-movie anni ’50.
Ne sono cambiate di cose da quel 1999, anno di apertura di “Videodrome”. Dal vhs al dvd, e poi i siti pirata, Netflix, una pandemia globale. Ma “Videodrome” è rimasto, resistendo allo scorrere del tempo, luogo di cultura prima ancora che negozio di noleggio film, un posto dove parlare di vita, di musica, di politica, del Cinema con la C maiuscola e dunque del cinema inteso come esperienza da vivere nella sala.
Una filosofia di cui I Criticoni sono stati portavoce. Il collettivo cinefilo formato da Victorlaszlo88, Davide Marra, Francesco Alo’ e Federico Frusciante ha portato una ventata di passione vera, sincera, che ha riempito sale, teatri, fiere e che sembrava potesse durare per sempre.
Per Mattia, Davide e Francesco ci auguriamo con il cuore che l’avventura possa continuare, nel nome di Federico, perché se è vero che la morte arresta il movimento di un corpo, non potrà fermare il movimento culturale e sociale che quel corpo col vocione tonante dall’accento livornese ha innescato.
a cura di
Alessandro Bertozzi

