Domani, giovedì 22 gennaio, arriva nelle sale italiane 2 cuori e 2 capanne, il nuovo film di Massimiliano Bruno distribuito da Vision Distribution. Una commedia romantica fortemente radicata nell’attualità, che racconta l’incontro e la convivenza (possibile?) tra le diversità di due individui che incarnano anime opposte della società contemporanea
Presentato in anteprima a Roma in occasione della 23. edizione di Alice Nella Città, 2 cuori e 2 capanne ha attirato l’attenzione di critica e pubblico per la sua premessa originale e per un cast di grande richiamo, con Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo come protagonisti. A partire da domani sarà finalmente disponibile al cinema questa commedia romantica – scritta da Massimiliano Bruno insieme ad Andrea Bassi, Damiano Bruè e Lisa Riccardi – che invita a riflettere, con ironia e sensibilità, sugli stereotipi e le contraddizioni sociali del nostro tempo.
La trama
2 cuori e 2 capanne prende avvio dal presupposto che “gli opposti si attraggono”: Alessandra (Claudia Pandolfi) e Valerio (Edoardo Leo), si incontrano casualmente su un autobus e, fin dal primo istante, è evidente che tra i due scatti un’attrazione immediata. Da un primo dialogo leggero e pieno di ironia, che si fa a tratti più serio, iniziano a emergere le loro – lontanissime – personalità e convinzioni.
Alessandra è una donna emancipata, indipendente e libera dalle convenzioni sociali, una femminista convinta che il mondo maschile sia estremamente superficiale; Valerio, al contrario, rappresenta un modello di uomo legato ai valori di una mentalità maschilista. C’è però una cosa che li accomuna: l’impossibilità di avere figli, dato il fallimento dell’inseminazione artificiale di lei e il 99% di sterilità di lui.
Passione e sorprese
Nonostante le profonde differenze, è la passione a prendere rapidamente il sopravvento, e i due finiscono per trascorrere la notte insieme. Il mattino seguente, però, li attende una prima sorpresa: scoprono infatti di lavorare nella stessa scuola. Alessandra entra come nuova insegnante di lettere, conquistando gli studenti grazie alla sua empatia, alla capacità di ascolto e all’approccio anticonformista, mentre Valerio è un preside più attento ai progetti di facciata (il finanziamento di campi di padel) che non alle attività culturali e alle reali necessità degli alunni.

A destabilizzare l’equilibrio del loro rapporto giunge una notizia inaspettata: Alessandra scopre di essere incinta. Di Valerio. È così che i due, che fino a quel momento si sono frequentati senza davvero conoscersi, si ritrovano incastrati in una situazione che per lei rappresentava l’ultimo dei desideri: crescere un figlio con un uomo, e in particolare con Valerio. Nonostante la quasi totale sterilità di lui, quel sottile margine di possibilità li costringe a confrontarsi con conflitti e decisioni che riguardano non solo la loro relazione, ma anche l’educazione del futuro figlio e, più in generale, il loro modo di vedere il mondo.
Due mondi opposti
Massimiliano Bruno utilizza questa contrapposizione per costruire nel corso della narrazione una riflessione piena di sensibilità sulla necessità di mettere in discussione convinzioni radicate, la cui validità è spesso data per scontata.
Alessandra e Valerio costituiscono una coppia decisamente improbabile ma efficace nel mettere in scena un’ironica guerra dei sessi. La prima, ultrafemminista e attivista impegnata nella difesa dei diritti delle donne, con due spacciatori per amici, vive alla Garbatella in un piccolo appartamento disordinato – arredato con manifesti rivoluzionari e libri su Che Guevara – ma pieno di colori, che rispecchia la sua personalità anticonformista. Niente di più lontano dal “maschilismo inconsapevole” di Valerio, cresciuto in una famiglia credente e conservatrice, appassionato di calcio e di Top Gun.

La dinamica del rapporto tra i due è movimentata dall’arrivo di un figlio, che consente di riflettere su due diverse idee di famiglia: da un lato Alessandra, nella sua indipendenza, vive secondo la propria filosofia dell’ “a letto ci si scopa in due, ma si dorme da soli”, rivendicando il diritto delle donne di decidere autonomamente del proprio corpo e propensa a crescere il figlio da sola perché convinta che la responsabilità educativa non possa essere imposta da un uomo.
I valori di “arte, cultura e rivoluzione” che lei propugna non hanno infatti niente a che vedere con il tifo calcistico per l’Atletico Madrid. È questa invece la prospettiva educativa di Valerio, che dà per scontata la convivenza e il diritto di condividere la crescita del bambino: in lui si incarna la visione tradizionale della coppia che troverebbe realizzazione nel matrimonio, mentre lei rappresenta l’esaltazione di una libertà che non vuole essere mortificata dalla famiglia.
“Che ne sai? Magari funziona proprio perché siamo diversi”.
Valerio
Il confronto tra generazioni
Alla trama principale si affianca quella degli studenti del liceo, che permette di introdurre con garbo altre questioni attuali quali l’identità di genere, l’educazione sessuale e la violenza sulle donne. I giovani sono qui presentati – con una certa dose di utopia – come una generazione attiva e consapevole, pronta a dibattere e a lottare per i propri ideali. La rappresentazione nel momento dell’occupazione della scuola (per rivendicare il diritto a sportelli psicologici e a lezioni di educazione sesso-affettiva), sottolinea la loro capacità di essere motore del cambiamento.
Facendo tesoro degli insegnamenti della generazione precedente e, in particolare, di figure come Alessandra, sono spinti a ribellarsi a un sistema che li vuole succubi e ignoranti, ma nello stesso tempo conservano quel rispetto e disponibilità al confronto che permettono loro di instaurare un dialogo anche con gli adulti più chiusi e tradizionalisti come Valerio, aprendo loro nuove prospettive sulla società di oggi.

Verso il cambiamento
Viene così messo in scena l’inizio di un cambiamento, sottolineando l’importanza di trovare un punto d’incontro. È proprio grazie a questi ragazzi che il personaggio di Edoardo Leo comincia a mettersi in ascolto in una delle scene più belle e commoventi del film, che si svolge durante l’occupazione scolastica: un confronto generazionale in cui adulti e ragazzi esprimono i propri pensieri, ideali e punti di vista, in una comunicazione che diventa strumento per comprendere e cambiare. Il tutto è intriso della consueta ironica leggerezza dei film di Massimiliano Bruno, con cui stempera la serietà dei temi trattati.
“Vi ho guardato negli occhi e vi ho ascoltato… non come studenti, ma come esseri umani”.
Valerio
In 2 cuori e 2 capanne il regista e sceneggiatore offre una chiave di lettura tutt’altro che banale di alcuni degli stereotipi più diffusi nella società contemporanea, mostrando il loro superamento attraverso l’evoluzione dei protagonisti. Ne deriva un film originale in cui la comicità diventa veicolo di riflessione su cambiamenti culturali, dinamiche familiari e confronto generazionale, mostrando come sia possibile guardare la realtà da nuove prospettive.
La forza del cast: Pandolfi e Leo protagonisti impeccabili
È indubbio che parte del successo del film si debba ai protagonisti: Claudia Pandolfi ed Edoardo Leo, due tra gli attori italiani più apprezzati dalla critica e amati dal pubblico. Un duo che prometteva bene ancora prima di comparire sugli schermi per la prima volta come coppia principale al centro della narrazione (dopo aver condiviso i set de I peggiori giorni e FolleMente).
Entrambi gestiscono con grande abilità la dialettica tra comicità, delicatezza e profondità, con un’interpretazione che valorizza una sceneggiatura già di per sé solida. La Pandolfi, credibilissima nei panni di un’insegnante di lettere (ruolo che le si addice alla perfezione, come dimostra anche in Un Professore), dona dolcezza al personaggio di Alessandra, mentre Leo conferisce al suo Valerio quel leggero atteggiamento impacciato che suscita un sorriso spontaneo. Insieme, funzionano magistralmente.
Completano il cast Giorgio Colangeli e Gianmarco Tognazzi, rispettivamente nei ruoli del patrigno e fratellastro di Valerio, oltre a Carolina Crescentini, Valerio Lundini e Daniele Silvestri, che interpretano sé stessi in divertenti camei che arricchiscono la narrazione dell’occupazione del liceo con interventi sul maschilismo e la sessualità.

“Libera, voglio essere libera”
Oltre alla scelta degli attori, un altro pregio della pellicola è la colonna sonora: “Bandiera” di Giulia Mei rappresenta il vero inno del film, un brano che celebra la libertà e l’emancipazione femminile dai pregiudizi della società e dalle imposizioni del patriarcato. La canzone accompagna e sottolinea i messaggi del film, anche con la partecipazione della stessa autrice che la suona e canta accompagnata dai ragazzi.
Una commedia sincera e ottimista
2 cuori e 2 capanne è un film che riesce ad affrontare temi delicati e di grande attualità – patriarcato, maschilismo, violenza sulle donne, identità di genere, libertà e diritto di scegliere per sé stessi – in modo semplice e concreto, senza cadere nell’eccesso dei cliché o nella banalizzazione.
Lontano da un tono moralistico, la narrazione si caratterizza – come tipico dei film di Massimiliano Bruno – per la sua leggerezza capace di unire comicità e riflessione.
È una storia umana e sincera, che attraverso l’evoluzione dei protagonisti esprime la possibilità di un confronto che superi i pregiudizi e che porti all’accettazione delle diversità e alla valorizzazione delle qualità dell’altro. L’ascolto e il rispetto reciproco li inducono a migliorarsi a vicenda, ed è proprio questo uno dei messaggi che il film vuole trasmettere.
Animato da una visione ottimistica, 2 cuori e 2 capanne propone una società aperta al dialogo e pronta a lottare per ciò che è giusto, supportata dall’entusiasmo delle nuove generazioni.
Un’opera piacevole e divertente, che non stanca nemmeno se vista una seconda volta.
a cura di
Micol Perotti
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