Presentato in concorso al 78° Festival di Cannes (dove ha vinto i premi a Miglior Attore e Miglior Regia), O Agente Secreto è la storia di un uomo in fuga dal passato e dal suo stesso Paese, quel Brasile di fine anni ‘70 funestato dalla dittatura militare “Ordem e Progresso”, che avrebbe provocato il sequestro e la morte di migliaia di persone.
A tre anni di distanza dal documentario Retratos Fantasmas, Kleber Mendonça Filho torna dietro la macchina da presa per riprendere un filo narrativo che, fin dagli esordi registici de Il suono intorno, sembra legarlo in modo indissolubile alla sua terra e alla sua amata città natale, Recife. Lo fa attraverso un film che è prima di tutto un’esplorazione del tempo: di un’epoca e di un Brasile che fu e che ha scavato nelle esistenze, tanto del protagonista (un fenomenale Wagner Moura), quanto in quella dello stesso Mendonça Filho.

Prodotto da CinemaScópio Produções, MK2 Productions, O Agente Secreto arriverà nelle sale italiane questo giovedì, 29 gennaio, distribuito da FilmClub Distribuzione e Minerva Pictures.
Un’epoca piena di dispetti
“Questo film si svolge in Brasile, nel 1977. Un’epoca piena di dispetti.”.
È la frase che apre il film e che ne cattura da subito l’essenza: un profondo senso di inquietudine, di minaccia costante avvolge tutti 160 minuti di O Agente Secreto.
Un cadavere davanti a un benzinaio, abbandonato da giorni sotto un grosso foglio di cartone, e una volante della polizia che si ferma. La polizia non è, però, lì per quel corpo. Il sospetto ricade su un maggiolino giallo che si è fermato a fare benzina: la tensione sul volto di Armando (Wagner Moura) mentre il poliziotto gli perquisisce l’auto getta subito un’ombra di mistero attorno alla sua figura.
Chi è Armando? Dov’è diretto? Ma, soprattutto, da chi o da cosa sta fuggendo?
Scopriamo che l’uomo sta andando a Recife, dove ad attenderlo c’è Dona Sebastiana, un’anziana signora che ospita rifugiati e dissidenti politici avversi al regime. Ciascuna di queste persone ha negli occhi storie di soprusi e violenze subite, ma anche un forte senso di speranza verso un futuro – personale e collettivo – ancora da scrivere. Un microcosmo d’identità sospese e esistenze celate agli occhi del mondo, dove sentirsi al sicuro mentre là fuori c’è il caos.

Un mondo di squali
Armando è a Recife per poter stare vicino al figlio piccolo, Fernando, che vive a casa dei nonni materni e che vorrebbe tanto portare via con sé, fuori dal paese. Suo suocero è il gestore di una bellissima sala cinematografica, dove vengono proiettati a ripetizione film come The Omen e Le Magnifique, la commedia di Philippe de Broca con Jean Paul Belmondo. Anche se il fenomeno del momento è Lo Squalo, film che ossessiona Fernando e che il padre non gli lascia vedere.
Nel mondo reale ci sono però altri squali, ben più pericolosi: un passato che torna a galla e che prende le sembianze di due sicari venuti da lontano, perché se pesti i piedi alle persone sbagliate questa è la fine che fai nel Brasile del 1977. Non esistono leggi, non ci sono forze dell’ordine a cui chiedere aiuto, soprattutto quando il confine tra legalità e criminalità si fa sempre più sottile.
Carnevale di storie e personaggi
O Agente Secreto è un film frammentato, con una moltitudine di personaggi che riempiono lo schermo di storie e di colore. Una chiave di lettura che in certi momenti sembra non dare al film una direzione chiara, tra le tante sottotrame che si aprono senza ottenere una vera e propria conclusione.

Ma questa è anche la sua carta vincente: una pellicola autentica e vitale, un’opera che non lascia sconti a niente e nessuno e che riapre una ferita che ha insanguinato il Brasile tra il 1964 e il 1985 – gli anni della Dittatura dei Gorillas, un’epoca di recente affrontata anche da Walter Salles nel suo Ainda Estoi Aqui.
Un capitolo a parte lo merita Wagner Moura: l’attore brasiliano trova forse la più importante prova della carriera, che lo consacra come uno dei più grandi attori della sua generazione. Il suo Armando è un personaggio enigmatico, sfuggente, ma assolutamente concreto e disposto a tutto per proteggere il figlio. Anche a costo di sacrificare la sua stessa identità.
Identità, centro di gravità permanente del film e l’unica e sola moneta di scambio in un Brasile sotto dittatura e popolato da sicari, poliziotti corrotti, industriali senza scrupoli e rifugiati politici. O Agente Secreto ci parla di un tempo distante e lontano, ma che, se solo proviamo ad osservare più da vicino, non è poi così diverso dal nostro presente.
In tutti i cinema da domani, 29 gennaio.
a cura di
Alessandro Bertozzi

