In corso su Disney + la seconda stagione di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, la serie tratta dall’omonima saga di romanzi fantasy per ragazzi scritta da Rick Riordan. In questa nuova stagione viene adattato il secondo libro, Il mare dei mostri.
Le avventure di Percy Jackson continuano su Disney+. Dopo aver evitato una guerra tra Zeus e Poseidone, ora Percy e i suoi compagni dovranno affrontare una prova proveniente dall’immaginario dell’Odissea di Omero. La prima stagione, nonostante delle trovate sceniche talvolta cheap, si era rivelata un prodotto intrattenente, scorrevole e piacevole da seguire, per nulla limitato dalla sua natura teen.
Questa seconda stagione seguirà lo stesso canovaccio? Oppure presenterà un miglioramento o un peggioramento? Scopriamolo insieme!
Trama
Percy Jackson (Walker Scobell) fa un sogno che mostra il suo migliore amico Grover (Aryan Simhadri) in pericolo. Raggiunto da Annabeth (Leah Sava Jeffries) e accompagnato da Tyson (un ciclope aggiunto in questa nuova stagione ed interpretato da Daniel Diemer), parte verso il campo dei semidei.
Una volta arrivati, i nostri eroi trovano una situazione tragica: Chirone è stato sostituito come preside dal ben più subdolo Tantalo e Luke ha avvelenato l’albero di Talia, che protegge il campo dai mostri. L’unico modo per guarire l’albero è ritrovare il Vello d’oro, protetto da Polifemo sulla sua isola, stesso luogo in cui Grover è tenuto prigioniero.

Una seconda stagione esteticamente più ispirata
Questo adattamento de Il mare dei mostri, nonostante un budget pressoché simile a quello della prima stagione, mostra una maggior cura nei dettagli scenografici e nel design degli elementi più fantasy, rimanendo, sì, in una dimensione seriale, ma più ispirata.
Il ladro di fulmini soffriva, a mio avviso, di una messa in scena spesso pigra, come la rappresentazione del campo dei semidei o la Chimera, ridotta ad una specie di gatto gigante, piuttosto che ad un insieme di animali come nell’originale mitologia greca. Bisogna dare credito, però, alla rappresentazione di Medusa e degli Inferi, decisamente riuscita. La prima, in particolare, appariva come una creatura perfettamente adattata ai giorni nostri, anche nel modo di nascondere la letale vista.

Il mare dei mostri, invece, è in generale ben curato, con una forte ispirazione e originalità nel rappresentare, in questo caso, i personaggi chiave dell’Odissea: da Polifemo, Scilla e Cariddi, fino ad arrivare alle sirene e alla maga Circe, perfettamente inserita e adattata a quello che è il worldbuilding dell’universo di Percy Jackson. Stesso discorso per quanto riguarda la scenografia dei nuovi luoghi mostrati in questa nuova avventura.
Il passo in avanti non si nota solo nel design, ma anche nell’uso della CGI, che continua ad essere spesso granulosa (soprattutto nelle scene più movimentate), ma in generale meglio gestita rispetto alla prima stagione.
Lo sviluppo dei personaggi
Molto positiva anche la crescita dei personaggi, sia personale, sia in relazione ai loro rapporti e intrecci. Se ne Il ladro dei fulmini Percy era un ragazzino insicuro e impaurito, mosso solo dal desiderio di salvare la madre, ne Il mare dei mostri risulta invece più coraggioso, spavaldo e pronto all’azione, nonostante i dubbi morali dinnanzi ai quali la storia lo pone. Se la prima stagione serviva a piantare solo i primi semi del rapporto tra lui e Annabeth, questa seconda fortifica i due, rendendoli essenziali l’uno per l’altra.
Inoltre, viene dato molto spazio a Luke, al suo odio per l’Olimpo e alla sua scelta di unirsi a Crono. Vengono caratterizzati molto bene anche i nuovi personaggi di Tyson e di Clarisse (Dior Goodjohn), la figlia di Ares ridotta nella prima stagione a semplice bulletta del campo.
L’unica nota negativa si rivela essere Grover che, ritrovandosi catturato da Polifemo e tenuto prigioniero, non ha modo di crescere, venendo ridotto a “damigella” (non è un termine casuale) da salvare e a semplice linea comica della serie.

Una godibilissima serie teen
Questa seconda stagione risulta, in linea di massima, più accattivante e più intrattenente, migliorando quello che era uno dei principali aspetti positivi della prima: l’essere scorrevole e piacevole da seguire.
Non si può negare la natura teen del prodotto, non solo per la giovane età dei suoi protagonisti. La comicità, le scelte musicali, i colpi di scena fin troppo telefonati per uno spettatore più adulto e, in generale, lo stesso mood delle puntate strizzano l’occhio ad un pubblico giovane (come prevedibile, essendo tratte dalla saga fantasy di Rick Riordan, già di per sé per ragazzi).
Nonostante ciò, in questo caso, Percy Jackson riesce ad essere godibilissimo per tutti, dando ampio respiro all’avventura e alla sua lore, ispirata alla mitologia greca, che – nel caso ne siate anche un minimo appassionati – non potrete non apprezzare per l’adattamento al mondo moderno.
In conclusione
Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo è la serie migliore al momento? Assolutamente no, ma siamo ben distanti da un brutto prodotto. Se volete un qualcosa di leggero e godibile da seguire, questa serie fantasy per ragazzi è quello che fa per voi, con archetipi e situazioni (a partire dai tre protagonisti) che possono anche ricordare la più famosa saga di Harry Potter.
Non perdete perciò altro tempo e buttatevi a capofitto in questa rivisitazione del mito degli dei dell’Olimpo!
a cura di
Andrea Rizzuto

