Dopo più di 10 anni SpongeBob torna finalmente sui grandi schermi. E lo fa tuffandosi negli abissi di Bikini Bottom a bordo dello spettrale Olandese Volante in una veste grafica totalmente inedita per la sala. In uscita il 1 gennaio con Eagle Pictures.
SpongeBob è uno dei più grandi eroi dei nostri tempi. L’ultimo dei grandi sognatori in un’epoca sempre più dominata da cinismo e disillusione. Un personaggio sempreverde che ha saputo conquistarci con il suo inguaribile ottimismo e il suo spirito da bambinone, mai troppo cresciuto, anche quando protagonista di avventure deliranti e pericolosissime.
Un’icona ormai radicata totalmente nel nostro immaginario pop, onnipresente in miriadi di meme su internet, protagonista di intere puntate che hanno segnato la nostra infanzia. Perché le sue prime leggendarie stagioni hanno creato un parco di personaggi e situazioni che nell’animazione occidentale sono seconde solo probabilmente ai Simpson, e per questo potremmo riconoscere oggi SpongeBob come una delle più iconiche e rappresentative serie della nostra generazione.

Nel 2004 SpongeBob sbarca al cinema
Già nel 2004, dopo sole tre stagioni, SpongeBob – Il film aveva dimostrato l’incredibile potenziale narrativo che la spugna e i suoi comprimari riuscivano a raggiungere anche superando il limite degli episodi da 10 minuti. Il creatore della serie Stephen Hillenburg, in quell’occasione regista della pellicola, aveva infatti pensato proprio per il cinema di proporre la storia più ambiziosa di tutto il franchise: quella che potenzialmente doveva rappresentarne il massimo climax narrativo e che si sarebbe posto come naturale epilogo della serie.
Ma l’incredibile successo e riscontro positivo della pellicola, altro non fecero se non cementificare ancora di più la voglia di portare avanti SpongeBob e il desiderio del pubblico di continuare a sognare di immergersi tra le onde di Bikini Bottom.

Il nuovo film, Un’avventura da pirati
A oggi, infatti, le avventure del nostro eroe non sono mai giunte al termine, e certificate dal traguardo raggiunto di oltre 300 episodi e 16 stagioni, Paramount Animation e Nickelodeon Movies inaugurano il 2026 cinematografico italiano proprio con la sua quarta incursione nelle sale.
Dopo la parentesi streaming dei due film spin-off – di cui segnalo il divertentissimo e ingiustamente bistrattato Plankton – Il film uscito su Netflix solo lo scorso marzo – SpongeBob torna quindi sui nostri schermi il 1 gennaio con Eagle Pictures proponendo al pubblico una nuova e vertiginosa avventura a tema piratesco, perfetta da gustare durante le feste.
Un viaggio tra gli abissi di Bikini Bottom, questa volta in compagnia di spettri e fantasmi tanto cari alle celebri tradizioni delle leggende marinaresche. Un’avventura da brivido che continua a seguire i binari dei precedenti film, strizzando l’occhio (quello non bendato) a Pirati dei Caraibi e a un certo tipo di immaginario. Quindi aizzate le vele e preparatevi a salire a bordo dello spettrale Olandese Volante!

La premessa
A Bikini Bottom ha appena aperto un nuovo, mirabolante luna park. SpongeBob però è terrorizzato dalle montagne russe e non riesce a trovare il coraggio di salirci. È proprio questo episodio a innescare le prese in giro di Mr. Krab, che continua a vedere SpongeBob come un immaturo, non abbastanza cresciuto per considerarlo un vero uomo di mare. A ciò si aggiunge che lo stesso Krab si sbottona spesso in nostalgici racconti di un suo passato da grande pirata, sbeffeggiando a più riprese un suo attestato da spadaccino ed esibendo vari cimeli raccolti durante queste avventure passate.
SpongeBob si ritrova dunque screditato e profondamente ferito nell’orgoglio, e deciso a voler dimostrare al suo capo di essere un valoroso ragazzone degno del suo rispetto, si convince di voler diventare un vero pirata. Finendo casualmente a rovistare tra i cimeli di Krab, si imbatte nel Corno dell’Olandese Volante ed evoca istintivamente lo spettro del pirata Davy Jones, che gli offre proprio l’opportunità di guadagnarsi l’agognato certificato.
Ma ciò che il nostro eroe spugnoso non sa è che anche il corsaro è alla ricerca di qualcuno per sciogliere la maledizione che lo affligge: un’anima pura che prenda il suo posto come capitano della nave fantasma. Vedendo, quindi, nel protagonista un perfetto candidato, Jones non esita un attimo a stringere un accordo con SpongeBob e a trascinarlo con l’inganno – in compagnia dell’inseparabile Patrick – all’inizio di questo spettrale viaggio alla conquista, forse, di un discutibile titolo di spadaccino.

Tra spettri, mostri e folklore degli abissi
Fin dalle prime stagioni, gli episodi di SpongeBob con la ciurma dell’Olandese Volante, sono sempre stati ricordati tra i più affascinati e memorabili di tutta la serie. Con un certo gusto creepy e tetro, a metà tra un’episodio di Scooby Doo e uno speciale di Halloween dei Simpson, ci mostravano la celebre nave fantasma che, secondo il folklore marinaresco, sarebbe rimasta in eterno condannata a navigare, con tutto il suo equipaggio mutato in forma spettrale.
Un mito che ha acquisito ancora più notorietà grazie anche a Pirati dei Caraibi e One Piece che hanno ripescato da quest’immaginario, e di conseguenza l’idea di attingerci pienamente per la nuova pellicola di SpongeBob, risulta assolutamente vincente.
Innanzitutto perché ci offre la possibilità di avere su schermo uno sguardo assolutamente divertito e scanzonato di fronte a questi abissi, che seppur pieni di mostruosità, creature putrescenti e creature quasi lovecraftiane, sembrano essere completamente inermi di fronte SpongeBob e Patrick che continuano a prendere continuamente sottogamba la situazione e ne ignorano totalmente il reale pericolo. Abbiamo visto il nostro protagonista esitare di fronte a una montagna russa, ma di fronte alle creature più pericolose dei sette mari ci sembra il pirata più impavido del mondo, e questo basta a renderlo il nostro eroe.
E poi, va detto, questi episodi “spettrali” della serie sono sempre stati molto slegati tra loro, sia a distanza di stagioni che per continuità narrativa e il film riesce perfettamente a ripresentare la ciurma fantasma come fossero nuovi personaggi, senza riscrivere nulla o dando per scontato qualcosa. Fungendo sia da graditissimo rincontro per chi era già salito a bordo in passato, sia un perfetto ingresso per nuove generazioni che ci si approcciano per la prima volta, mettendo tutti nella stessa condizione di potersi godere a pieno quest’avventura.

Un comparto tecnico tutt’altro che spettrale
SpongeBob – Un’avventura da Pirati è una vera gioia per gli occhi, un film coloratissimo che ci fa immergere in una Bikini Bottom mai vista. Il fascino della vecchia serie in 2D rimane comunque immortale e non meritevole di paragoni, ma non siamo assolutamente chiusi al cambiamento. Se il risultato raggiunto deve essere questo, vedere rinnovare la veste grafica dei film di SpongeBob per una proposta così accattivante, vale davvero il prezzo del biglietto.
Va detto che il passaggio a un film prevalentemente in CGI c’era già stato con il terzo film SpongeBob – Amici in fuga (2020), certo, ma causa pandemia non abbiamo mai avuto la possibilità di goderci il film in sala e i successivi due spin-off sono stati destinati allo streaming. Quindi l‘ultima volta che avevamo visto SpongeBob in sala era stato più di 10 anni fa con SpongeBob – Fuori dall’acqua (2014), che tralasciando il finale in tecnica mista, presentava ancora il vecchio stile 2D della serie.
Se a ciò ci aggiungiamo che, dal film del 2020 a oggi, si è raggiunto uno standard visivo ancora più elevato e ricercato, l‘impatto in sala con la saga dopo anni è assolutamente mozzafiato. Così bello da desiderare subito altri capitoli. Perché i modelli 3D scoppiano tanto sono saturi di colori, tanto espressivi quanto essenziali nel mantenere i soliti tratti dei personaggi senza snaturarli, nonostante l’aggiunta della profondità.
Le sequenze ispirate sono tante e regalano svariati momenti di puro stupore, conditi da tanti momenti di sperimentazioni visiva che da tradizione non mancano mai: con inserti in 2D, sequenze ibride, presenze di attori in tecnica mista e scene che integrano più tecniche perfettamente, o anche utilizzando vari green screen con un certo gusto da b-movie volutamente desiderato.

Una formula già collaudata
La stessa voglia di rinnovamento, però, non si ritrova nella struttura della storia, che riprende sia l’idea del road movie dei precedenti film – anche per la sottotrama dei personaggi che corrono in soccorso di Patrick e SpongeBob – sia per il climax finale che si compie nuovamente fuori dall’acqua: una soluzione ricorrente nei film del franchise, ma che inevitabilmente diverte sempre.
Inoltre l’idea stessa di SpongeBob la cui maturità viene messa in discussione, sostanzialmente vede ripetersi anche la stessa premessa del primo film, quasi fosse un eterno Pinocchio che deve crescere e diventare bambino vero.
Ma se anche nella serie – un po’ come i Simpson – vediamo certi eventi ripetersi con dinamiche simili ma sempre diverse allo stesso tempo, e uno status quo poi ripristinarsi a ogni episodio successivo, in tal senso anche questo film rimane coerente con tutto quanto raccontato finora. Al contempo, però, non si può non considerare un grande pregio: un film che, anche se visto con poca conoscenza del personaggio, riesce a funzionare così bene e così autonomamente. Che lo riesca a fare ripercorrendo tutte strade già solcate è certo, ma è altrettanto indubbio l’ottimo risultato raggiunto alla fine.

In definitiva
SpongeBob – Un’avventura da Pirati ripropone una minaccia già vista nella serie principale, una premessa molto simile a quella del primo film, una struttura narrativa pressoché invariata dei precedenti capitoli, ma un comparto tecnico in totale stato di grazia.
E questo basta a far volare via l’ora e mezza in un baleno. Perché i personaggi funzionano come sempre, le gag vanno a segno per tutte le età e anche a distanza di giorni sarà impossibile togliersi dalla testa l’immagine di SpongeBob che si prepara a uscire di casa sulle note di Big Guy di Ice Spice.
a cura di
Alfonso La Manna

