Il “Forever tour”, dopo aver attraversato buona parte d’Europa, arriva anche in Italia con le date di Milano e Bologna
Ekkstacy non è di certo un volto sconosciuto al pubblico italiano. Non è la prima volta del cantautore canadese nel Belpaese e, nonostante la sua giovane età, possiede una fama internazionale degna di nota. Sicuramente lo stile dei suoi pezzi, molto vicino a quello delle band post punk più in voga in questo periodo storico, ha agevolato l’ascesa della sua carriera. Tuttavia, si fa davvero fatica a contare i gruppi in possesso dello stesso requisito: senza una buona dose di talento e di originalità non sarebbe mai arrivato ai cuori di così tanti ascoltatori.
Ad anticiparlo sul palco ci pensano i Worry Club: una frizzante combriccola di giovani di Chicago. Il loro pop punk senza infamia e senza lode rivela la natura di un gruppo ancora molto acerbo, ma con un grande potenziale. A livello di sonorità, si potrebbero vagamente associare ad Ekkstacy, ma il loro mood “sbarazzino” si allinea poco all’atmosfere trasmesse dall’artista. I numerosi giovani presenti in sala hanno però apprezzato il contrasto preparandosi a scatenarsi anche con i brani più malinconici.

Se contiamo anche l’ultima uscita “Forever and always”, Ekkstacy ha cinque album all’attivo, ma per la data di Bologna ha deciso di concentrarsi principalmente sulle tracce recenti. Accompagnato dalla sua band, fa scorrere una scaletta uniforme e coerente, senza particolari variazioni di tono. Le sensazioni trasmesse dal live non si discostano di un millimetro da quelle dei dischi: un particolare misto di malinconia e rivalsa è ormai il marchio di fabbrica del progetto.
Il fatto che fosse lunedì ha intaccato sia sul numero di paganti sia sul livello di partecipazione. Un cospicuo gruppo di adolescenti si è addensato sotto al palco per pogare, ma il clima appariva comunque freddo, senza un sincero coinvolgimento emotivo. Le tempistiche del live non hanno di certo aiutato. Un’ora, in molti contesti, può essere una durata più che degna per un’esibizione. In questo caso, però, non è stata sufficiente né per riportare un buon riassunto della discografia né per soddisfare il pubblico.
Fortunatamente, non è la prima volta che ascoltiamo Ekkstacy dal vivo, sappiamo che può fare di molto meglio!
a cura di
Lucia Tamburello

