I Queens of the Stone Age stregano Basilea: un concerto da brividi al Baloise Session
Ieri sera, 21 ottobre 2025, i Queens of the Stone Age hanno fatto tappa a Basilea con il loro “Catacombs Tour“, regalando al pubblico del Baloise Session uno spettacolo che difficilmente dimenticheremo. In una venue che già di per sé trasuda fascino, l’organizzazione impeccabile e un’atmosfera studiata nei minimi dettagli hanno trasformato la serata in qualcosa di molto vicino a un rito collettivo.
Fin dal primo brano, inaspettatamente eseguito in mezzo al pubblico, la band ha saputo trasmettere una teatralità perfettamente in linea con il mood pre-Halloween di questi giorni. Ogni atto dello spettacolo sembrava progettato per evocare un’emozione diversa: si è passati dalla versione rivisitata di “Running Joke” alla tensione cupa (complice la piccola luce soffusa spostata continuamente tra la band) di “Kalopsia“, fino ad arrivare ai momenti più intimi e oscuri di “You’ve Got a Killer Scene“ in apertura al terzo atto. La scaletta ha saputo bilanciare i classici che hanno reso celebre la band con le atmosfere più gotiche e sperimentali di questo tour teatrale.
La resa sonora è stata cristallina, potente, ma mai eccessiva, merito anche di un impianto tecnico di alto livello e di una regia luci che ha saputo valorizzare ogni sfumatura dello show.
In definitiva, più che un semplice concerto, quello dei QOTSA al Baloise è stato un viaggio sensoriale in un universo parallelo rispetto ai ciò a cui ci hanno sempre abituato. Perfettamente in linea con l’atmosfera di ottobre, questo spettacolo ha confermato ancora una volta la capacità della band di stupire senza mai perdere la propria identità.
In apertura il quintetto Svizzero Monopools. La giovane band si è esibita muovendosi tra indie rock e shoegaze. Ecco synth avvolgenti e melodie vocali molto delicate, in completa sintonia con l’eleganza dei tavoli a lume di candela del Baloise Session.
Grazie ancora all’organizzazione di Baloise Session per questa opportunità, è stato bellissimo.
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a cura e foto di
Nathalie R. Jachetti

