Rainy Sunday Afternoon: The Divine Comedy. La recensione

Dopo un’attesa di sei anni torna Neil Hannon a deliziarci con l’album “Rainy Sunday Afternoon”. Un disco che rivela canzoni riflessive e malinconiche senza tempo. Se cercavate un disco classico che superi la barriera del tempo questo farà al caso vostro.

Primi giorni di ottobre, fuori sembra la tempesta che affligge la spiaggia di Rimini. Il cambio di registro del tempo quest’anno è stato puntuale o quasi. In questa domenica da pantofolaio boomer il nuovo disco dei Divine Comedy ha in se la colonna sonora perfetta. La musicalità sublime, il tono malinconico e brani scritti prevalentemente al piano, con archi che spesso fanno bella mostra di se.

Metto su il primo brano. Inizio con tocchi di campane, un pò alla Nick Cave di “Red Right Hand” per intenderci. Il brano “Achilles” è ispirato da una poesia di Patrick Shaw-Stewart intitolata “Achille nella trincea”. Trasmette la sensazione di un soldato che rischia la morte in battaglia e si ispira alle battaglie di Achille nell’Iliade di Omero. Riferimenti alti accompagnati da un’orchestrazione orchestrale arrangiata con cura, un ritornello che coinvolge.

Pop barocco

Dal primo brano si capisce che siamo su canoni pop che si spostano verso il barocco, riflessivi e profondi, come nella tradizione dei migliori dischi dei Divine Comedy. Neil Hannon è tornato dopo un’attesa di sei anni con questo album registrato nello studio 3 di Abbey Road. Una produzione sontuosa in cui i Divine Comedy non hanno badato a spese. L’album infatti è successivo alla colonna sonora composta da Hannon per il film “Wonka” con Timothee Chalamet. Da quella esperienza intensa prendono il via le canzoni di “Rainy Sunday Afternoon”.

Ma l’album è un compendio di esperienze personali come “The Last Time I Saw The Old Man”. La descrizione degli ultimi momenti vissuti al capezzale del padre morente. Credo che, non solo il testo, ma la musica crei l’atmosfera che sembra restituire importanza al momento vissuto. Ma scorrendo il nastro troviamo canzoni come “I Want You” con la sua carnalità, una dichiarazione d’amore assoluto contro la ricerca affannosa di illusioni nella vita.

Memorie del lockdown

La title-track ha un gradevole incipit alla Randy Newman. Descrive un pomeriggio piovoso d’estate, periodo del lockdown, mentre si accende una discussione con la propria compagna su futili motivi. Sembra di vivere quel momento insieme alla consapevolezza, che tutti abbiamo vissuto, di un momento sospeso della vita. Mentre “Down in The Rabbit Hole” è una critica alla deriva del populismo in atto anche in Gran Bretagna. La metafora del Bianconiglio, quando ci si ritrova coinvolti in percorsi legati a informazioni distorte o teorie del complotto.

Dietro un’accompagnamento beguine e suggestioni da crociera “Mar-A-Lago By The Sea” descrive l’incanto di un luogo situato a Palm Beach in Florida e diventato un resort di proprietà di Donald Trump. Una frecciatina nascosta che auspica un ritorno del luogo verso tempi di migliore libertà. “The Heart is The Lonely Hunter” è un brano di un’intensità notevole. Offre una riflessione a tutto campo sulla ricerca dell’amore nel corso di una vita e su quanto dolore accompagni la nostra ricerca della felicità. La chiusura della chitarra nel finale da veramente i brividi.

Il filo invisibile

Dopo lo strumentale “Can’t Let Go” perfetto per un tema da colonna sonora, il disco si chiude con “Invisible Thread”, brano che affronta il distacco di un bambino dalla tenera età “prendendo il volo” verso la vita che si affiaccia. Ma, malgrado tutto ciò che può capitare, “un filo invisibile” lega le vite di un genitore ed un figlio. A rendere funzionale la canzone contribuiscono i cori di Willow, figlia di Neil Hannon.

Rainy Sunday Afternoon è un disco che va assaporato come un buon brandy, magari adesso che la stagione volge a momenti più distesi. Neil Hannon mette in mostra tutte le sue peculiarità umane in queste canzoni. Non solo, mette on mostra la sua capacità di creare melodie mai scontate, sonorità che sembrano sposarsi a stati d’animo, ora profondi altri ironici ma profondamente umani. Ve ne innamorerete ad ogni ascolto, rimarrete coinvolti in questa danza fra canzoni e vita, stati d’animo e emozioni. E forse non esageriamo dicendo che sono elementi di cui tutti abbiamo bisogno.

a cura di
Beppe Ardito

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di Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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