“The Big Dreamer” – la rassegna dedicata a David Lynch

Inizia un nuovo capitolo del progetto della Cineteca di Bologna e di Lucky Red: “The Big Dreamer”, una rassegna dedicata al cinema di David Lynch.

Nuovo capitolo del progetto di Lucky Red e Cineteca di Bologna, The Big Dreamer – Il cinema di David Lynch: dal 15 al 17 settembre arriva nelle sale italiane il restauro di Velluto blu, diretto da Lynch nel 1986 e interpretato tra gli altri da Kyle MacLachlan, Isabella Rossellini, Dennis Hopper.

Sotto tutti gli aspetti, Velluto blu è fino a oggi il vero classico di Lynch. Non è un film prototipo come Eraserhead, né un successo più o meno collettivo a cui l’autore ha contribuito con il suo tocco caratteristico come Elephant Man, ma un’opera interamente personale, padroneggiata e conclusa, come non cercheranno più di essere i film successivi, molto più dislocati e asimmetrici. È anche il film in cui insedia il suo universo, e crea una ricetta che potrà servire per tutti i film successivi (anche se cercherà di rinnovarla), un quadro (Lynchtown), uno schema strutturale e un nuovo tipo di romanticismo“.

Michel Chion, David Lynch, Lindau, Torino 2000

Velluto blu è il film che passa il testimone alla seconda parte del progetto di distribuzione nelle sale italiane dei film di David Lynch, che porterà al cinema nei prossimi mesi i seguenti titoli:

  • Fuoco cammina con me: dal 29 settembre al 1° ottobre
  • Strade Perdute: dal 13 al 15 ottobre
  • Una storia vera: dal 3 al 5 novembre
  • Mulholland Drive: dal 24 al 26 novembre
  • Inland Empire (20° anniversario): dal 19 al 21 gennaio 2026

L’idea della sequenza iniziale ci è venuta in mente pensando ad un libro, Good Times on Our Street, che tutti gli studenti americani una volta erano costretti a leggere. Il romanzo parla della gioia, della vita quotidiana, del buon vicinato. Per un piccolo americano che vive in una famiglia agiata, il paradiso deve assomigliare alla strada in cui abita. Sono cresciuto in questo ambiente: cancellate in legno e vecchie case. Sono certo che dietro ad esse si celassero verità terribili, ma nella mia testa di bambino tutto sembrava tranquillo e rassicurante. Gli aeroplani passavano lentamente nel cielo, i giocattoli di plastica galleggiavano sull’acqua, i pasti sembravano durare cinque anni, mentre la pennichella sembrava infinita. Tutto era piacevole e Good Times on Our Street restituiva questo clima. Questo mondo, oggi, sembra più che mai distante: credo che nelle scuole ormai più nessuno legga questo libro, perché nessuno può adesso sentirsi vicino all’atmosfera che descrive. In un certo momento della vita, cosa che capita a tutti, ho creduto alla possibilità di un mondo ideale e perfetto. Poco a poco ho notato come quest’idea si sia degradata, come questo mondo sia peggiorato. Velluto blu è un film molto americano, e lo specchio di questa America è Lumberton, una città di fantasia, ma in America esistono molte Lumberton. Il film riflette una certa impressione data dagli Stati Uniti rispetto agli anni Ottanta. Ciò che Velluto blu descrive è l’orrore nascosto dietro l’apparente tranquillità di una piccola città di provincia. Un orrore che esiste nella natura umana. È inoltre un’incursione nel subconscio, un faccia a faccia con un universo che generalmente non si vede. Il protagonista, il giovane Jeffrey, si ritrova per caso in questo mondo d’orrore e di paura, ma riesce a fuggire. Non è sicuramente un film autobiografico, ma c’è molto di me nel film. Io e il personaggio di Jeffrey abbiamo parecchie cose in comune. Innanzitutto la cittadina in cui sono nato. Sono cresciuto in un ambiente simile a quello che si vede nel film: la cancellata bianca, le rose, tutto, all’inizio del film, è com’era nella mia infanzia. Ho visto la stessa cancellata nel giardino dietro alla casa dei miei genitori. Come Jeffrey, ho corso nei boschi e ho avuto le sue stesse curiosità. Inserisco inoltre, in Velluto blu, una serie di esperienze personali. Quando si realizza un film, a partire da un’idea alla quale si tiene molto, ci si mette molto di se stessi: il meglio ma anche l’altro lato, quello oscuro e perverso“.

David Lynch, in David Lynch, “Garage”, n. 17, 2000

A completare questo amplissimo affresco del cinema di David Lynch ci saranno anche i Missing Pieces di Twin Peaks, i cortometraggi e i lavori di animazione realizzati negli anni da Lynch.

a cura di
Staff

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