Only Murders in the Building, la serie crime-comedy scritta da Steve Martin e John Hoffman, arriva alla sua quinta stagione. Nel cast Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez nel ruolo dei protagonisti. La serie debutterà in Italia su Disney + domani 9 settembre con i primi tre episodi.
Ad un anno esatto dalla precedente stagione torna Only Muders in the Building con un nuovo caso da risolvere. La serie nell’arco di quattro stagioni, per un totale di quaranta episodi, ci ha abituati ad un ritmo sempre costante, dove i pochi episodi deboli erano comunque decisamente al di sopra della sufficienza e i picchi raggiunti sono stati di alta caratura. Con questa quinta stagione sono riusciti a mantenere questo livello? Hanno alzato l’asticella oppure stanno iniziando a scemare? Scopriamolo insieme!

Di cosa parla Only Murders in the Building?
La serie narra le vicende di Charles (Steve Martin), un attore che dopo una serie tv negli 80 non ha avuto altri ruoli di successo, Oliver (Martin Short), un regista teatrale fallito, e Mabel (Selena Gomez), una giovane donna che non è ancora riuscita a trovare un suo equilibrio economico-sentimentale, e in generale, la sua identità nel mondo. Questo trio di personaggi così diverso tra di loro, si ritrova ad essere accomunato da una passione: i podcast true crime.
A seguito di una sospetta morte all’interno del palazzo in cui abitano, i tre decidono di provare a prendersi una rivalsa sociale, aprendo un podcast di true crime tutto loro dal titolo Only Murders in the Building. Questo podcast presenta però due caratteristiche che lo contraddistingue da tutti gli altri: svolgono direttamente loro tre le indagini per scoprire l’assassino e riguarda omicidi che avvengono solo all’interno del loro palazzo, l’Arconia.
Cosa rende la serie così amata e apprezzata?
Ad un primo impatto, la seconda regola del podcast può sembrare una forzatura molto difficile da gestire a livello logico. Cinque stagioni significano cinque omicidi all’interno dello stesso luogo, in un arco temporale praticamente annuale e con le indagini della polizia, per un motivo o per un altro, praticamente assenti, lasciando totale libertà di manovra al trio. Incredibilmente però, questa forzatura non turba assolutamente lo spettatore, grazie alla natura fortemente comedy dello show.
Il pregio più grande della serie non è mai stata la regia, tipica da show televisivo (salvo alcuni episodi che presentavano peculiarità o sperimentazioni diverse dagli altri). La forza di Only Murders in the Building sta nella scrittura dei dialoghi e dei personaggi. In un episodio che può andare dai venticinque ai quaranta minuti, lo spettatore riesce ad avere un indagine avvincente da seguire, accompagnata sia da momenti molto toccanti e introspettivi e sia da momenti da una fortissima vena comica.

L’importanza dei personaggi
L’assurdità legata al luogo degli omicidi non tocca lo spettatore perché sono assurdi proprio i personaggi stessi. Altro dono della serie è la sua capacità di farti affezionare praticamente a tutti i personaggi presenti nello show, non solo il trio, ma anche le comparse più disparate.
Si potrebbe tranquillamente ammettere che è grazie alla scrittura dei personaggi che accetti la caratteristica limitata del podcast. A parte la vittima della terza stagione (forse per questo la più debole delle cinque) le morti riguardano persone o residenti all’Arconia o legate ad un membro del trio.
Sono personaggi che hai imparato a prendere in simpatia e che eri così abituato a vedere nell’arco dei vari episodi, che t’interessa solamente scoprire insieme ai protagonisti chi può averli uccisi. Di conseguenza non t’importa che siano tutti morti in area circoscritta così limitante.
In sostanza, com’è questa quinta stagione?
La quinta stagione di Only Murders in the Building continua a mantenere l’alto livello della serie. Tutti i punti di forza che hanno contraddistinto lo show vengono nuovamente convalidati. Sono tantissimi i momenti comici capaci di donare più di una risata e sono altrettanti i momenti più emotivi, dove le paure e le ansie del trio si fanno vivide.
La serie prova ad alzare l’asticella in questa indagine, puntando l’obiettivo non sulla possibilità che l’assassino possa essere un singolo. Già dal trailer la serie getta le basi sullo zampino della mafia e di tre potentissimi magnati aziendali. Questa scelta è stata a dir poco vincente, donando quello che è il caso più difficile e pericoloso alla quale il trio ha indagato finora. I tre podcaster non sono mai stati così fragili e vulnerabili come in questa quinta stagione.
Ovviamente non tutti gli episodi sono di egual qualità. Alcuni si possono considerare dei piccoli capolavori. Altri sono più utili nell’avanzamento della trama in se, senza peculiarità proprie.

Un cast di stelle
Only Murders in the Building ci ha da sempre deliziati con la presenza di attori e figure del mondo dello spettacolo di alta caratura, sia che si tratti di semplici camei (come Sting, Mel Brooks o Ron Howard) o di nuovi personaggi effettivi (Meryl Streep, Paul Rudd, Cara Delevigne, Eva Longoria, Eugene Levy, Zach Galifianakis).
In questa quinta stagione non bada a spese, aggiungendo tra i nuovi personaggi, interpreti del calibro di Logan Lerman, Dianne Wiest, Renée Zellweger e Christoph Waltz. Questi attori si limiteranno a semplici comparsate, ma avranno un ruolo fondamentale in questa nuova indagine.
Non è tutto oro quello che luccica
La serie però si porta dietro quei piccoli problemi che continua ad accompagnarla fin dall’inizio. In primo luogo, continua a non far percepire il successo che il podcast ha avuto. Si continua ad ironizzare che non sia nei primi posti della classifica nonostante ci sia un film sui nostri protagonisti in produzione. Questa scelta continua a far rimanere il trio in un particolare limbo.
A parte Oliver, che è riuscito a trovare un po’ di equilibrio sposando Loretta, Charles continua a soffrire la solitudine, con tutte le sue insicurezze e patologie sociali, e Mabel continua a non essere stabile nella vita. Cresce la complessità dei casi, cresce il mondo attorno a loro, ma è proprio il trio a rimanere fermo.

Questo problema nello specifico va a colpire il personaggio interpretato da Selena Gomez. A parte nella terza, ad ogni stagione trova un nuovo amore che sembra farle fare dei passi avanti, per poi sparire nella stagione successiva senza nemmeno una spiegazione, riportando il personaggio di Mabel al punto di partenza. Nella seconda stagione, per esempio, si è deciso di rendere il personaggio bisessuale senza mai più riprendere questo aspetto in seguito.
Per questo motivo, non prendi troppo seriamente la nuova finestra amorosa che sembra si stia aprendo per lei in questa stagione, perché ormai hai la certezza che molto probabilmente non ne vedrai alcun sviluppo in seguito. Almeno Charles paga le conseguenze delle storie sentimentali che non vanno a buon fine.
La recitazione della Gomez e la l’assurdità dell’Arconia
Altro punto a sfavore della Gomez è il suo livello recitativo. Una recitazione monocorde e con un parco di espressioni molto più limitato rispetto agli altri. La possibile scusa che il suo personaggio è molto più riservato e meno eccentrico degli altri regge solo fino ad un certo punto.
Altro punto critico è rappresentato dallo stesso Arconia. Quasi ad ogni stagione si scoprono nuovi passaggi segreti o cunicoli nascosti all’interno del palazzo, e quelli presentati in questa stagione sono così esagerati da far sembrare quel luogo più una cripta medievale che un agglomerato di condomini a New York.

In conclusione
In sostanza, la quinta stagione di Only Murders in the Building conferma l’altissima qualità dello show. S’indaga molto di più che nelle altre stagioni, complice un caso da risolvere molto più intricato e pericoloso, ma non si toglie spazio neanche ai momenti di umanità tra i personaggi. Non si cala neanche un po’ per quando riguarda la comicità, con certe situazioni assolutamente da spacca mascella.
Si tratta di una grandissima serie tv, che ha il pregio di riuscire, nonostante il numero di episodi sempre più numeroso, a mantenere un livello veramente alto senza mai avere un calo troppo netto.
Gettatevi perciò senza indugio in questa nuova indagine all’interno dell’Arconia, perché di nuovo, non ne rimarrete delusi!
a cura di
Andrea Rizzuto

