After the Hunt, il nuovo film di Luca Guadagnino, è stato presentato Fuori Concorso al Festival del Cinema di Venezia. Un cast stellare, composto da Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri, per uno dei film più attesi di questa edizione. Ecco la recensione in anteprima!

Quest’anno all’82° edizione del Festival del Cinema di Venezia, nella selezione Fuori Concorso, spicca After the Hunt, il nuovo film di Luca Guadagnino. Con un cast eccezionale capitanato da Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri, la pellicola pone i contrasti generazionali sotto la lente del legal drama.

Guadagnino si presenta qui in una veste nuova, concentrandosi meno rispetto al solito sull’estetica. Ad emergere sono invece i conflitti interni ed esterni tra i personaggi, accentuati dal ritmo serrato del film.

After the Hunt arriverà nei cinema italiani il prossimo 16 ottobre e, con molta probabilità, farà molto parlare di sè, dal momento che non ha paura di mettere in discussione tutti i punti di vista rappresentati.

Il dubbio in una caccia alle streghe

Il tema più evidente del film ad un primo sguardo è il dubbio. Tutti i personaggi in un momento o in un altro dubitano delle parole e delle intenzioni del prossimo. Alma (Julia Roberts) è una professoressa di filosofia a Yale, che presto si troverà in una posizione molto scomoda. Una sua studentessa, Maggie (Ayo Edebiri), denuncia delle molestie subite da un altro professore e amico stretto di Alma, Hank (Andrew Garfield). Da quel momento si sviluppa una rete soffocante di versioni diverse della stessa storia, portando tutti i personaggi a dubitare del prossimo.

Alma non sa a chi credere, entrambe le versioni presentano elementi di verità così come ragioni per dubitare. Maggie, dal suo canto, dubita dell’etica di Alma nel momento in cui non le crede sulla parola. Hank, a sua volta, mette in dubbio le azioni di Alma e la sua mancata difesa davanti alle accuse di Maggie.

In questa rete di sfiducia si erge poi Frederick (Michael Stuhlbarg), il marito di Alma, che, con occhio attento e lingua tagliente, sembra sempre essere in grado di porre attenzione ai dettagli giusti. Se le parole e azioni dei tre personaggi principali destabilizzano lo spettatore, Frederick è invece il faro che dissipa le ombre dei dubbi.

Uno scontro generazionale senza vincitori

Forse, però, l’aspetto più sorprendente di After the Hunt è il suo coraggio nel mettere in scena uno scontro generazionale di ideali. Guadagnino non risparmia colpi a nessuno, mettendo in luce gli aspetti più controversi che entrambi i ragionamenti possono avere. Ad incarnare questo tema, che pervade tutta la pellicola, sono proprio Alma e Maggie.

Maggie accusa la sua mentore Alma, prima profondamente rispettata, di essere una donna che, pur di affermarsi nel suo campo maschilista, ha scelto di piegarsi alle regole del patriarcato. L’intero sistema di ideali di Maggie si basa sulla giustizia sociale, senza tenere conto degli aspetti circostanziali. E così, nel momento in cui Alma non la sostiene immediatamente, anche la sua mentore diventa l’ennesima donna bianca privilegiata.

Parafrasando le parole di suo marito Frederick, Alma è una donna a cui piace circondarsi di persone che la adorano, perciò prendere posizione nella battaglia tra Maggie e Hank, significherebbe perdere uno dei due.

Uno studio sul privilegio

I personaggi di After the Hunt interpretano un ruolo e vivono in funzione di esso. Il caso più eclatante è Maggie, una ragazza ricca di buona famiglia che, però, cerca di sotterrare in ogni modo i suoi vantaggi. Considerando il modo in cui usa la parola “privilegio” per attaccare il prossimo, non sorprende che non voglia evidenziare il proprio.

Il privilegio di Hank, interpretato da un ottimo Andrew Garfield, è forse quello più ovvio. Hank è un uomo bianco, etero, cis, il nemico principale della lotta di Maggie. E poi ovviamente c’è il privilegio di Alma, capace di cadere in piedi anche nella peggiore delle situazioni. Per tutto il film Alma sprofonda sempre più giù, trascinata dal peso delle controversie in cui viene coinvolta e da cui si lascia coinvolgere. Eppure, dopo aver raggiunto il fondo, ha comunque la possibilità di rialzarsi, una possibilità che, in altre circostanze, forse non ci sarebbe stata.

In conclusione

After the Hunt è un film interessante all’interno della filmografia di Guadagnino e, per certi versi, ne rappresenta quasi un’anomalia. Una diversità stilistica e tematica spiazzante e sorprendente, che non mancherà di far discutere fan e non del regista.

Sicuramente, è un film che mette in crisi i sistemi valoriali e gli ideali delle persone e, pertanto, che si sia d’accordo o meno con ciò che viene mostrato, merita una visione.

a cura di
Claudia Camarda

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