Simona Molinari – Festival delle Serre, Cerisano (CS) – 2 Settembre 2025

Nel suo spettacolo “La donna è mobile” al Festival delle Serre, Simona Molinari mette la sua classe, eleganza, ironia e, ovviamente, la sua strepitosa voce al servizio di un messaggio importante: una donna “libera” è tutt’altro che leggera o frivola. È una donna consapevole della sua identità, forte, coraggiosa, responsabile, che rivendica il suo ruolo e la sua dignità nella società

“Ma la Molinari non faceva la cantante?” Simona stessa ironizza dal palco per questo suo inedito e particolare spettacolo, quasi a scusarsi per aver forse sorpreso e spiazzato i presenti. Ma il numerosissimo pubblico presente nella suggestiva cornice del Palazzo Sersale di Cerisano risponde con un susseguirsi di accorati e scroscianti applausi. Ha capito che questo spettacolo va oltre l’ambito prettamente musicale. È un occasione e, al contempo, un atto di responsabilità.

Per Simona Molinari è l’occasione di mostrare un lato diverso del suo enorme talento e di dare il giusto risalto alle vite di tutte quelle donne “mobili” che hanno dovuto lottare contro tutto e tutti per potersi affermare senza le quali, forse, lei stessa non sarebbe stata su quel palco. Ma è anche un atto di responsabilità verso tutte le donne di domani, affinchè possano trovare ispirazione, forza e coraggio per rivendicare il proprio ruolo nella società.

Dal “Rigoletto” a Billy Eilish

La versatilità artistica di Simona Molinari è indiscutibile. In questo spettacolo spazia dal “Rigoletto” a Billy Eilish (con varie “escursioni” nella letteratura dalla Shelley alla Ginzburg) con una bravura e disinvoltura “disarmanti”. Un arcobaleno di sfumature e di generi. Nina Simone (“I put a spell on you” semplicemente da brividi), Milly, Gabriella Ferri ma anche Lucio Dalla e Mina, sempre con una cifra stilistica altissima ma mai per mero esercizio stilistico. Ogni canzone, ogni monologo di questo spettacolo è mirato a comunicare, a far aprire gli occhi. A tal proposito, menzione particolare merita la scelta di chiudere il concerto con “A bocca chiusa” di Daniele Silvestri, colonna sonora del bellissimo film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”. Canzone meravigliosa e perfettamente funzionale al messaggio di consapevolezza e di speranza per il futuro che permea totalmente tutto lo spettacolo.

Ogni spettacolo è uno scambio

Sono fermamente convinto che ogni spettacolo sia uno scambio. E sono certo che Simona sia riuscita ad arrivare all’anima degli spettatori. l’applauso è la risposta che scatta quando veniamo “investiti” da un’emozione. In questo caso, mi piace pensare che, oltre all’emozione, in ognuno dei presenti si sia innescata una piccola scintilla che spinga a riflettere, a responsabilizzare e responsabilizzarsi. Le vite di queste donne meravigliose, le loro lotte più o meno silenziose, non devo essere solo un ricordo, una storia ma devono servire a segnare la via del futuro. Perchè, non dimentichiamolo, “c’è ancora domani”.

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a cura e foto di
Paolo Porco

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