Dopo più di 10 anni dall’uscita di Girls, la regista e protagonista della serie, Lena Dunham, torna (finalmente) con un nuovo prodotto che non passa di certo inosservato: Too Much. Uscita il 10 luglio su Netflix è già in Top 10 tra le serie più viste in Italia.
La trama
Jess (Megan Stalter), aspirante regista nel settore pubblicitario, decide di accettare una proposta di lavoro a Londra per tentare di superare la rottura con il suo ormai ex fidanzato Zev (Michael Zegen), il quale intraprende repentinamente una nuova relazione con l’influencer Wendy Jones (Emily Ratajkowski).
La sera stessa del suo arrivo a Londra, Jess incontra Felix (Will Sharpe), musicista acciaccato che tenta di sopperire ai traumi del passato facendo uso di droghe e alcol.
Too Much è il racconto della loro storia: tra oscenità, rapporti disfunzionali, caos, sesso (tanto), droga e sad indie.
La romcom che sa di vita vera
C’è qualcosa che mi irrita delle romcom, perché c’è pochissimo di reale e praticamente nulla di replicabile. Quante probabilità ci sono che ti arrivi una proposta di lavoro a 5000 km di distanza post tragica rottura? Ma soprattutto, quante probabilità ci sono che tu possa incontrare l’uomo della tua vita un istante dopo aver chiuso una relazione che ti ha distrutta?
Il tempo per rimettere insieme i pezzi, può davvero coincidere con la durata di un volo intercontinentale?
La verità è che, nonostante i cliché, Too Much ha quel quid in più che la rende la commedia romantica autentica di cui avevamo bisogno. La perfetta rappresentazione dei giorni nostri, dove quello che è imperfetto lo è realmente.
È un po’ come se Lena Dunham avesse voluto togliere quella patina troppo lucida, che pare finta, e ci avesse messo dentro quel disordine che rende tutto più familiare.
“Credo di essere la voce della mia generazione. O almeno una voce, di una generazione” dice il suo personaggio Hannah nell’episodio pilota di Girls, e dieci anni dopo mi sento di dire che nulla di più vero fu mai detto.

La scelta dei protagonisti
Jess è la perfetta ragazza non convenzionale capace di abbattere ogni tipo di stereotipo imposto dalla società odierna. Senza la minima paura di mostrarsi al mondo per quello che realmente è, nella sua eccentricità e follia è un esempio forte e importante che dà speranza in un’epoca in cui fingere sembra sempre la scelta più semplice.
Il fatto che Dunham abbia iniziato a scrivere la serie pensando a Megan Stalter, senza nemmeno conoscerla, mi è sembrato un po’ un azzardo inizialmente, ma forse Andrew Scott (anche lui membro del cast) c’aveva visto lungo. Difatti, fu proprio lui a mostrare i video della comica a Lena.
E, ciliegina sulla torta, a Megan venne offerto il ruolo di protagonista ancor prima che la serie fosse proposta a Netflix.

Diversa è stata la scelta del personaggio principale maschile, forse meno intuitiva: Will Sharpe. Aveva da poco ricevuto una nomina agli Emmy ai tempi dei casting e Lena era rimasta particolarmente incuriosita dalla sua parte in The White Lotus (stagione 2).
Certo è che Will, nei panni di Felix, ci sta proprio bene. Musicista tormentato, con un’emotività ermetica ma con una sensibilità priva di mascolinità tossica, è la perfetta rappresentazione del “ragazzo interrotto” per il quale è impossibile non perdere la testa.
Il cast
Questa volta Lena sceglie di ritagliarsi un piccolo ruolo all’interno della serie: veste i panni della sorella maggiore di Jess, Nora. È una madre divorziata che tenta di risollevarsi dalla fine del matrimonio con l’ex marito Jameson, interpretato da Andrew Rannells — grande ritorno, già visto in Girls.
Divertente ritrovarli insieme in veste di marito e moglie, contando che in Girls Andrew, nei panni di Elijah, dapprima fidanzato di Hannah (Lena Dunham), la lascia in seguito alla scoperta della sua omosessualità. Uno strano multiverso geniale, a parer mio.
La presenza di personaggi secondari interpretati da volti noti e attori eccelsi, in ruoli poco pretenziosi, reali e, se vogliamo, anche un po’ grotteschi, dà alla serie quella marcia in più che contribuisce a rendere la visione liscia come l’olio e assai godibile.
Per citarne alcuni: Jessica Alba, Adèle Exarchopoulos, Kaori Momoi, Kit Harington, Andrew Scott, Rita Ora, Rita Wilson, Rhea Perlman.
a cura di
Sara Balletta

