Approfittando della promo estiva di Einaudi, come da mia tradizione personale, ho deciso di recuperare tre romanzi di uno dei miei autori preferiti: Haruki Murakami. Uno scrittore che ho scoperto per caso, grazie ad un libro prestato da un’amica, ma che da quel momento è diventato un po’ come una coperta di Linus: quando sono so cosa leggere scelgo Murakami.
I titoli in questione sono La città e le sua mura incerte, Nel segno della Pecora e La ragazza dello Sputnik.
Oggi vi parlerò di quest’ultimo.
Il triangolo no…
Se dovessi riassumere la trama del romanzo con una parola direi: triangolo. I protagonisti sono Lui, Lei e l’Altra. Ma andiamo con ordine.
La storia ci viene raccontata da un giovane insegnante senza nome, perdutamente innamorato della sua migliore amica Sumire, una scrittrice eccentrica che non riesce a portare a termine il suo romanzo nonostante passi le giornate a scrivere. Sumire, però, nonostante l’affetto nei suoi confronti non può ricambiare i suoi sentimenti. Ad un matrimonio incontrerà Myu, una donna bella e distinta, e ne rimarrà folgorata. Per la prima volta in tutta la sua vita proverà persino una pulsione sessuale.
Durante un viaggio in Grecia, però, Sumire sparirà in modo misterioso e Myu chiamerà il narratore sull’isola per aiutarla a ritrovare la ragazza….
Quella spiaggia era troppo tranquilla, troppo bella per una persona sola. Vi era qualcosa in quel luogo che sembrava suggerire un modo di morire.

È quasi magia
Come sempre nelle opere di Murakami la realtà incontra la dimensione onirica e il pensiero filosofico assume un ruolo centrale nella narrazione. Anche qui sono presenti tematiche ricorrenti nella sua produzione come l’amore non corrisposto, le riflessioni sull’amicizia, le pulsioni sessuali e la perdita di sé.
Il triangolo amoroso messo in scena fa soffrire il lettore per la maestria con cui Murakami descrive i sentimenti dei personaggi. Conosciamo le loro storie, capiamo i loro sentimenti e mentre leggiamo ci rendiamo conto che nessuno dei tre potrà mai essere felice.
Questa donna amava Sumire. Ma non riusciva a provare desiderio per lei. Sumire la amava e la desiderava. Io amavo Sumire e la desideravo.
La penna di Murakami, evocativa e altamente simbolica, brilla nella seconda parte del romanzo in cui la realtà soccombe alla magia e al mistero.
Le prime cento pagine servono a introdurci i personaggi, capire chi sono e cosa desiderano. Ma superata la metà del libro tutto cambia. Le strade di Tokyo lasciano il posto alle stradine di una sperduta isola greca e il “realismo magico” prende il sopravvento.
Elementi onirici e misteriosi si fondono con la realtà si mescolano e volteggiando ci raccontano un passato fatto di traumi, di specchi e di dubbi.
Vediamo Myu attraverso gli occhi di un’altra Myu, che la osserva da una ruota panoramica, e ci chiediamo quale delle due sia quella vera. O forse entrambe la sono?
La ragazza dello Sputnik è un libro breve che si inserisce perfettamente all’interno della produzione letteraria di Murakami. Non è sicuramente il suo libro più ambizioso (sia per dimensioni che per tematiche trattate) ma potrebbe essere un buon punto di partenza per chi volesse approcciarsi a questo autore per la prima volta.
La prosa pulita, i dialoghi sospesi e il realismo magico infatti sono tutti elementi che si ritrovano, in forma più complessa e articolata, in una delle sue opere più famose: Kafka sulla Spiaggia (con cui condivide anche alcune tematiche).
Io sono di parte (ma credo che si fosse già capito all’inizio dell’articolo) ma non posso fare altro che consigliarvi di recuperare questo libro perché, chissà, magari anche voi potreste scoprire di amare Haruki Murakami.
a cura di
Laura Losi

