“A Working Man” – la recensione in anteprima del nuovo film di Jason Statham

Esce nelle sale italiane oggi, giovedì 10 aprile, “A Working Man”, ultima fatica del duo David Ayer – Jason Statham, che stanno creando un fantastico universo parallelo in cui l’attore inglese si trasforma in uomo comune (più o meno), diventando l’eroe di cui tutti abbiamo bisogno. Questa pellicola sarà all’altezza del predecessore “The Beekeeper” o lo zampino di Sly avrà rovinato la magia?

Era il 2014 quando Chuck Dixon (uno dei principali fumettisti del The Punisher Marvel, famoso per aver preso parte a molte delle run DC a tema Batman) pubblicò il suo romanzo Levon’s Trade, la storia di un ex agente segreto che, tornato alla vita normale, deve salvare una ragazza rapita.

A partire da questo romanzo, Sylvester Stallone decise di sviluppare un adattamento di Levon’s Trade per il piccolo schermo come serie tv. Solo successivamente, nel 2023, si decise di trasformarlo in un action movie, annunciando che il regista sarebbe stato David Ayer e l’attore protagonista Jason Statham.

A gennaio 2024 Amazon MGM Studios acquistò i diritti sulla distribuzione statunitense di A working Man, mentre sul mercato internazionale essa venne affidata a Warner Bros.. L’intenzione dei produttori è quella di creare un vero e proprio franchise sui romanzi di Dixon con protagonista Levon Cade.

Prima dell’inizio delle riprese, nell’aprile di quell’anno, venne annunciato il resto del cast: David Harbour, Michael Peña e Jason Flemyng. Nello stesso mese fissarono per il 17 gennaio 2025 l’uscita del film nelle sale statunitensi, slittandolo poi al 28 marzo per gli USA e al 10 aprile in Italia.

Il primo trailer italiano uscì il 21 febbraio e sin da subito il mio interesse nei confronti della pellicola fu molto alto. Non nascondo, infatti, che ho un debole per ogni film con protagonista Jason Statham, sin da Lock & Stock (sua prima prova da attore).

Il mio taccuino cinematografico segnò quindi con un cerchio rosso la data di uscita, con la consapevolezza che avrei preso parte alla visione un film nudo e puro, con la giusta azione da picchiaduro e dialoghi tanto semplici quanto efficaci. Ma David Ayer sarà riuscito a far breccia, di nuovo, nel mio cuore?

Jason Statham
Ricordando “Io Vi Troverò”

Levon Cade (Jason Statham) è un capocantiere amato da tutti, è stato preso sotto l’ala della famiglia Garcia quando aveva bisogno di un lavoro e lui ha ricambiato dando tutto sé stesso in cantiere e per quelle persone che hanno creduto in lui.

Ma la sua vita non è tutta rosa e fiori, pur di mettere da parte soldi per lunga battaglia legale per l’affido di sua figlia dorme in macchina e fa di tutto per l’unica luce della sua vita, ma sembra tutto così difficile che i fantasmi del passato sembrano riaffiorare quando l’ex suocero cerca di farlo esplodere.

Tutto cambia quando rapiscono la figlia della famiglia Garcia e lui, che ha promesso che l’avrebbe sempre protetta, decide che è giunto il momento di tirare fuori tutte le sue abilità come ex berretto verde e far rimpiangere ai rapitori questa loro scelta.

In un turbinio di ex compagni di guerra che aiutano il nostro eroe e quel sano retrogusto di “Io Vi Troverò”, capostipite moderno del genere, entriamo in una spirale discendente di morte e distruzione che porterà Levon tanti nemici, ma anche tanto onore, sarà la strada per la sua redenzione o segnerà l’inizio della fine?

Una coppia scintillante

David Ayer dimostra che Suicide Squad è stato solo un passo falso, cancellato da un nuovo universo che si sta formando: il “Jason Statham fa cose Universe”! Il regista porta infatti in scena un action nudo e crudo, un sano film da botte e spari, che tanto piace al pubblico di cui io faccio parte.

Altro pregio di Ayer è stato quello di prendere in mano la grezza sceneggiatura di Sylvester Stallone, trasponendola in una storia convincente e con pochi fronzoli, focalizzata unicamente sul personaggio e su tante, tante botte.

Jason Statham fa quello che gli riesce meglio e lo fa fottutamente bene, poiché sembra che questo vestito che gli ha cucito addosso il regista americano gli calzi proprio a pennello. Vuoi vedere che siamo di fronte alla nascita del nuovo Liam Neeson ?(cinematograficamente parlando).

La fotografia ad opera di Shaw White porta in scena l’ideale stereotipato del genere, con colori cupi ed azione quasi sempre in notturna che ammaliano, ma spesso fanno perdere di vista la scena, rendendo il tutto troppo caotico e facendo svanire la magia che il duo anglo-statunitense ha portato sullo schermo con The Beekeeper.

Plauso alla colonna sonora! Jared Michael Fry riesce ad alternare in maniera eccezionale suoni elettronici a canzoni popolari. Fino ad arrivare alla Moonlight Sonata di Beethoven, che viene utilizzata qui come filo conduttore tra il prima e il dopo il rapimento, quasi ad accompagnare lo spettatore con una dolce carezza.

Un film per quelli come me

A working Man è un film sincero, che non crea false aspettative e che, sin dalle prime immagini del trailer, mostra quanto la pellicola ha da offrire.

Usciti dalla sala molti hanno esposto il loro disappunto per una pellicola non convincente come il precedente The Beekeeper. Ma l’errore è stato invece pensare che il film fosse il diretto discendente della pellicola uscita un anno fa, quando, in realtà, è il sodalizio di un duo, Ayer e Statham, che si sta divertendo un sacco in quello che fa. A Working Man vi farà uscire dalla sala con la giusta soddisfazione, ma solo se la vostra mente sarà settata sulle giuste onde.

Le due ore di film passano a volte veloci, a tratti lente, ma nei momenti di scoraggiamento succederà qualcosa che vi farà sobbalzare sulla poltrona. Jason Statham ha capito che il pubblico vuole questo e ce lo dona, come quello zio lontano porta il regalo tanto voluto.

Era quello che mi aspettavo entrato in sala? Sì. Mi è piaciuto? Certo che si!

È una pellicola che vi consiglio di vedere? Mille volte sì, solo se siete pronti a non pensare a trama, personaggi, ma solo a tante botte e sparatorie. Con quel prendersi sul serio che, in fondo, prende in giro se stesso.

Non vi resta che andare al cinema, esaltarvi per Jason Statham ed aspettare il prossimo capitolo di quest’universo fantastico di cui avevamo bisogno, donatoci da Jason Ayer.

Buona Visione!

a cura di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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