Presentato nel settembre del 2024 al Festival internazionale del cinema di San Sebastián, il nuovo lavoro del prolifico regista parigino arriverà nelle sale italiane il 10 Aprile, distribuito da BIM Distribuzione. Lo abbiamo visto in anteprima a Milano, e ve ne parliamo in questo articolo!
Dopo Mon Crime – La colpevole sono io, François Ozon torna con un film intriso di alcuni tra gli elementi più ricorrenti della sua vasta filmografia: l’amicizia, la morte, la caducità del tempo, l’impermanenza delle cose. Vincitore del premio della giuria alla migliore sceneggiatura e del premio al miglior attore non protagonista (Pierre Lottin) al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián, Sotto le foglie è un film che arriva diretto, essenziale.
Non è un’opera indimenticabile, ma restituisce allo spettatore uno sguardo di cinema autentico, come accade sempre più raramente di questi tempi.

Figlie che odiano le madri
Michelle (Hélène Vincent) è un’anziana signora che vive da sola in una casa della campagna borgognona. Le sue giornate scorrono serene, tra faccende domestiche e passeggiate con l’amica di sempre Marie-Claude (Josiane Balasko). Una quotidianità sporadicamente illuminata dalle visite di Valérie (Ludivine Sagnier), la figlia, e del nipotino Lucas (Garlan Erlos), per cui la nonna stravede.
Con Valérie il rapporto è teso, distante. Qualcosa nel passato delle due donne sembra riemergere ogni volta che si incontrano, riportando alla luce ricordi che preferirebbero dimenticare. Sono sguardi, di una figlia verso una madre dal passato ingombrante, una donna che ricopre di amore e di attenzioni il nipote, e forse anche questo è causa di frizione tra le due.
Basta allora un incidente in cucina e un piatto di funghi tossici a spezzare un equilibrio già fragile. Valérie accusa Michelle di averla avvelenata di proposito, e le proibisce da quel momento di rivedere Lucas. Michelle è sconvolta e confusa, e il dubbio si insinua in lei: e se il piatto di funghi non fosse stato un semplice incidente? Forse, senza nemmeno rendersene conto, aveva davvero cercato di avvelenare la figlia ingrata.
A scompigliare ancor più le carte (o a rimetterle in ordine, dipende dai punti di vista) ci penserà Vincent (Pierre Lottin), il figlio un po’ scapestrato di Marie-Claude, appena uscito di galera. Le sue intenzioni sono buone, ma scateneranno una tragica spirale di eventi, verso un finale dal sapore agrodolce.

Sguardo d’autore
François Ozon dirige con grande mano un film che è parte di un cinema fluido, variegato, tanto per la moltitudine di vicende che riempiono lo schermo quanto per la varietà di stili di cui il regista si serve per portare avanti la storia, a volte illudendo a volte sorprendendo gli spettatori. Il ritmo del racconto è frenetico, e questo crea un affascinante contrasto con la tranquillità comunicata dalla campagna borgognona, l’ambientazione principale della pellicola.
Velocità di esecuzione che pervade tutto il linguaggio di Sotto le foglie, tra stacchi di montaggio, scene e sequenze alternate, non concedendoci però mai la possibilità di entrare davvero dentro la storia, di farci avvicinare ai personaggi, per i quali non si riesce fino in fondo a provare empatia. Un aspetto che a volte compromette la forza stessa del film.

A chi non piacciono i funghi?
I funghi rappresentano il mcguffin di Sotto le foglie. L’espediente narrativo che serve a far partire il tutto, ciò che fornisce una motivazione alle azioni dei personaggi. I funghi possono curare, nutrire, uccidere. Le differenze tra una varietà commestibile e una potenzialmente mortale a volte sono quasi impercettibili. Proprio su questo margine Ozon costruisce la sua narrazione, intrecciando l’ambiguità dei personaggi: a tratti amorevoli, a tratti disposti a tutto per ottenere ciò che vogliono.
Un confine sottile, anche in relazione al concetto tra legami di sangue e legami elettivi. Helene e Marie-Claude, due ‘sorelle’ che è stata la vita ad unire. O Vincent, che viene simbolicamente adottato da Helene come il figlio che la donna avrebbe sempre voluto.
A noi spettatori la responsabilità di decidere da che parte stare, di decidere a chi e a cosa credere. Sotto le foglie, come nella scena finale, forse troveremo la risposta.
Dal 10 Aprile al cinema!
a cura di
Alessandro Bertozzi

