Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha reso noto il programma di marzo del Cinema Massimo. Tra retrospettive dedicate alla coppia Marlene Dietrich/Joseph von Sternberg e l’omaggio al regista rumeno Radu Jude.

Il mese di marzo al Cinema Massimo si apre all’insegna di James Cameron, con la proiezione dei film ai quali ha collaborato come responsabile degli effetti scenografici e degli effetti speciali (ai tempi della New World Pictures di Roger Corman), oppure come sceneggiatore e produttore (Rambo II, Strange Days, Point Break).

L’ospite di marzo del Museo del Cinema sarà il regista rumeno Radu Jude, con la proiezione di sette suoi film di finzione attraverso i quali lo spettatore potrà assistere a storie che oscillano tra il dramma e il comico, il tragico e l’assurdo, che mettono in luce la complessità della società contemporanea e i suoi paradossi. Il cinema di Jude si nutre di complessità ed è rivolto allo smascheramento degli stereotipi culturali attraverso una sempre lucida riflessione sul cinema e sull’immagine come veicolo di dialettica.

Non meno importante la rassegna We, the Monsters, a cura di Carlo Chatrian, nata come tributo del 65° Festival Internazionale del Cinema di Salonicco, di cui offriamo una più breve versione di sette film, che
concentrerà sul tema del mostruoso come parte intrinseca della natura umana, un concetto che attraversa l’intera storia del cinema.

Infine, un’altra parte della programmazione sarà dedicata al film realizzati dal regista Joseph von Sternberg e dall’attrice Marlene Dietrich, che parte dalla distribuzione di L’angelo azzurro da parte della Cineteca di Bologna. La loro collaborazione, che ha prodotto alcuni dei film più significativi della storia del cinema, verrà celebrata con una selezione di sette titoli che hanno segnato un’epoca. Dai melodrammi raffinati agli intrighi più complessi, i film realizzati insieme da Sternberg e Dietrich hanno definito un’intera estetica cinematografica, caratterizzata da un uso sapiente della luce, della mise en scène e della psicologia dei personaggi. La loro capacità di esplorare i temi della seduzione, del potere e della solitudine ha fatto di loro una delle coppie artistiche più iconiche del grande schermo.

The Art of James Cameron (1-5 marzo)

Il Museo del Cinema celebra il genio creativo di James Cameron, uno dei più grandi registi, sceneggiatori, produttori contemporanei, attraverso la mostra The Art of James Cameron (dal 26 febbraio al 16 giugno 2025) e attraverso la proiezione dei film cui ha collaborato, quando lavorava agli effetti speciali nella Factory di Roger Corman e poi come produttore di due dei film di Kathryn Bigelow.

  • I magnifici sette nello spazio (Battle Beyond the Stars) di Jimmy T. Murakami/Roger Corman
  • Il pianeta del terrore (Galaxy of Terror) di Bruce D. Clark
  • 1997: Fuga da New York di John Carpenter
  • Rambo 2 – La vendetta (Rambo: First Blood Part II) di George P. Cosmatos
  • Strange Days di Kathryn Bigelow
  • Point Break – Punto di rottura di Kathryn Bigelow
Omaggio: I film di Radu Jude (6-14 marzo)

Nato a Bucarest nel 1977, Radu Jude è tra i registi più lucidi e corrosivi del nostro tempo. I suoi film
sono presenza costante nei festival internazionali più importanti del mondo. Esordisce molto giovane
come regista televisivo e pubblicitario e nel 2009 dirige il suo primo lungometraggio, The Happiest
Girl in the World
.

La definitiva consacrazione arriva nel 2015, con la vittoria a Berlino dell’Orso d’argento per il miglior regista grazie a Aferim! e nel 2021 l’Orso d’Oro per il film Bad Luck Banging or Loony Porn. Il suo ultimo film di finzione Do Not Expect Too Much From the End of the World prosegue in maniera sempre più radicale la riflessione sul dispositivo di rappresentazione.

  • Sesso sfortunato o follie porno (Babardeala cu buclucsau porno balamuc)
  • Everybody in Our Family (Toata lumea din familia noastra)
  • I Do Not Care If We Go Down in History as Barbarians (Îmi este indiferent daca în istorie vom intra ca barbari)
  • Aferim!
  • Scarred Hearts (Inimi cicatrizate)
  • The Happiest Girl in the World (Cea mai fericita fata din lume)
  • Do Not Expect Too Much from the End of the World (Nu astepta prea mult de la sfarsitul lumii’)
Retrospettiva: Dietrich/von Sternberg (6-21 marzo)

Incaricato dai dirigenti della Paramount di trovare la nuova grande stella del grande schermo, il visionario regista Josef von Sternberg propose Marlene Dietrich, che aveva diretto, ancora in Germania, in L’angelo azzurro, dando il via a quella che sarebbe diventata una delle collaborazioni più leggendarie nella storia del cinema. Nel corso di sei film prodotti dalla Paramount negli anni ’30, la coppia ha condiviso desideri e visioni di piacere e bellezza, oltre a una costante tensione a spingersi oltre i limiti.

La mistica trasgressiva e disinvolta di Dietrich si sposava perfettamente con i ruoli provocatori che von Sternberg le assegnava, dalla cantante, alla spia, all’edonistica Caterina la Grande. Il regista ne ha catturato il fascino con chiaroscuri e design sfarzosi, evocando visioni febbrili di ambientazioni esotiche, e personaggi continuamente svelati ed eternamente misteriosi.

  • L’angelo azzurro (Der Blaue Engel)
  • Marocco (Morocco)
  • Disonorata (Dishonored)
  • Shanghai Express
  • Venere bionda (Blonde Venus)
  • L’imperatrice Caterina (The Scarlet Empress)
  • Capriccio spagnolo (The Devil Is a Woman)
Rassegna: We, the Monster (22-31 marzo)

Creature strane e misteriose, mostri che vivono accanto a noi e dentro di noi, sono stati i protagonisti del grande tributo del 65° Festival Internazionale del Cinema di Salonicco, intitolato We, the Monster, curato da Carlo Chatrian. Nel mese di marzo proponiamo una parte di questa rassegna che esplora i simbolismi e gli enigmi complessi e affascinanti che si nascondono in ogni tipo di mostro.

“Dando forma e corpo a paure e desideri, il mostro tocca la quintessenza stessa del cinema. Quando pensiamo a immagini eccezionali, uniche, indimenticabili, non è verso la perfezione della bellezza che
ci rivolgiamo. I film sono allo stesso tempo una finestra aperta sull’ignoto e uno specchio deformante
ma profondamente accurato della nostra natura interiore. Spesso mostrati come il “nemico”, i mostri altrettanto spesso sono diventati una lente attraverso la quale possiamo cogliere l’alterità delle nostre società, la mostruosità che alberga in ognuno di noi e l’impulso naturale a comprendere e accettare ciò che è diverso”

Carlo Chatrian

  • Occhi senza volto (Les Yeux sans visage) di Georges Franju
  • Anche i nani hanno cominciato da piccoli (Auch Zwerge haben klein angefangen) di Werner Herzog
  • La bestia (La bête) di Walerian Borowczyk
  • Freaks di Tod Browning
  • United Red Army di Wakamatsu Koji
  • Il signore delle mosche (Lord of the Flies) di Peter Brook
  • La belle et la bête di Jean Cocteau

Scopri il programma completo qui.

a cura di
Staff

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