Quattro chiacchiere con Vincenzo Adelini

É partito sabato 14 settembre 2024 da Torino il tour nei planetari italiani del chitarrista e compositore campano, Vincenzo Adelini.

Noi dovevamo assolutamente capire qualcosa in più di questo tour ambizioso, strano e senza precedenti, da Aosta a Napoli, Vincenzo Adelini si adopera con la sua chitarra e aggeggi vari di cui abbiamo ovviamente chiesto.

Da dove nasce lidea di Moonlight From, e di questo tour senza precedenti nei planetari italiani? E com’è stato accolto sinora?

Il progetto “Moonlight From” è nato a seguito di una serie di concerti effettuati presso il planetario di Città della Scienza di Napoli. Durante quelle performance, ho respirato un senso di coinvolgimento e diffusione tra musica e astronomia che mi ha spinto a strutturare il progetto “Moonlight From…” ed esportarlo in giro per l’Italia. Sinora, il tour è stato accolto molto positivamente, e il pubblico sembra profondamente coinvolto dalla sinergia tra la musica e il contesto unico dei planetari.

Come descriveresti sinora la tua esperienza e il tuo impegno in questo tour? Ti senti mai da solo in questa esperienza?

Finora il tour sta andando alla grande, e sono molto soddisfatto del feedback che sto ricevendo in ogni location. Anche se sono da solo sul palco ad esibirmi, non avverto un senso di solitudine, perché mi sento supportato da un pubblico sempre entusiasta e coinvolto nello spettacolo. Inoltre, ho un team di collaboratori che gira con me nelle diverse strutture astronomiche. In particolare, il videomaker Alfredo Buonanno e il fonico Marco Musco che considero parte integrante del progetto e contribuiscono a renderlo ancora più speciale.

Addirittura, tra gli strumenti che hai utilizzato in questi concerti, anche un joystick per la Nintendo Wii. Come si impara a suonare uno strumento del genere? E come ci sei arrivato?

Mi piace molto coniugare mondi lontani, come quello dei videogiochi e della musica. Il joystick della Nintendo Wii è un ottimo controller per software musicali, poiché mi permette di comandare suoni ed effetti in tempo reale durante l’esecuzione. Non c’è un manuale per “suonare” un joystick: ci arrivi sperimentando, esplorando nuove possibilità sonore. Ho iniziato a usarlo per curiosità, con la volontà di espandere il mio sound e creare performance più dinamiche e coinvolgenti, ed è diventato una parte fondamentale del mio set.

Come hai attirato lattenzione di un marchio come Gibson? E qual è la tua attrezzatura in questi concerti?

Gibson è stata attratta dalla mia visione musicale e dall’innovazione che porto nelle mie performance, compresa la capacità di fondere elementi classici e moderni in un linguaggio unico. Negli spettacoli uso principalmente chitarre, privilegiando l’esecuzione con le dita, derivante dalla mia formazione in conservatorio. Oltre alla chitarra ed il joystick della Wii utilizzo vari strumenti non convenzionali come il theremin, l’archetto del violoncello e diversi effetti che espandono il mio sound in modo originale e alternativo.

Ci saranno altre date, dopo quella di Napoli a inizio novembre?

Sì, il tour “Moonlight From” continuerà anche dopo Napoli. Sto lavorando per espandere il progetto in Europa e oltre, con l’obiettivo di portare questo spettacolo unico in strutture planetarie in diversi paesi.

a cura di
Redazione

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