Ieri sera al Sequoie Music Park di Bologna il cantautore romano Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, ci ha fatto piangere, ballare, cantare a squarciagola e scatenare tra vecchie canzoni e nuovi brani tratti dall’ultimo album Infinito + 1
Tra un “tanti auguri a te” e un applauso al ragazzo che provava le luci, l’attesa per la salita sul palco dell’artista si è fatta sentire. “Dove sei Filippo?”, si chiedeva la folla. Poi, all’improvviso, “benvenuti a bordo di questa navicella spaziale”, “buon viaggio verso l’infinito” e un urlo si è alzato dal pubblico.
Cosa è meglio di così?
Tra un battito di mano a tempo e un’onda con le braccia, il pubblico ha davvero “respirato l’atmosfera” (cfr. Meglio di così). Pochi sono stati infatti i telefonini che hanno “interrotto” il concerto, rendendo le 4mila persone presenti pienamente coinvolte nello show messo in atto dal cantante.
I momenti più commoventi della serata sono stati due: Le biciclette, Simile e Una sera cantate delicatamente piano e voce in un coro unico con il suo pubblico; chitarra acustica alla mano, luci soffuse e Occhi grigi, San Giovanni, Così Cosà e La siepe. “Mi sono arrivati messaggi di insulti dopo aver tolto questa canzone dalla scaletta”, ha detto di quest’ultima. E per fortuna che l’hai rimessa, ci viene da dire, e ci hai regalato un momento magico con l’assolo di tromba dei tuoi musicisti.
Un legame speciale
Supporter, musicisti, band, chiamateli come volete, a me piacerebbe chiamarli amici. Non può essere solo professionale il rapporto che si è creato tra Fulminacci e la sua band, la quale l’ha sostenuto, accompagnato e supportato durante tutto il concerto. Tra un assolo di sax, un balletto fatto insieme e un omaggio a Figli delle stelle sono stati fondamentali per lo svolgimento della serata.
“Le persone sono più importanti, voi siete più importanti” ha detto poco prima di cantare Aglio e olio, da poco platino, “ma c*zzo un platino è bellissimo”. Il pubblico era a disposizione del cantante, Fulminacci era a disposizione della folla, in un reciproco scambio di emozioni, balli scatenati ed esplosioni di gioia.
“Facciamolo per sempre”
Se con questa frase Fulminacci intendeva invitarci a ballare come pazzi sulle note di Baciami Baciami e Tommaso, di piangere e urlare a squarciagola “perché è infinito anzi infinito più uno” (cfr. +1) e di fare un coro di “nanananana” alla fine di Santa Marinella, allora, va bene farlo per sempre Filippo. “Ora concludiamo davvero, con la canzone con cui ho perso al Festival di Sanremo”, ma la sua rivincita se l’è presa, quando l’intera folla ha cantato con lui e per lui la sua canzone.
La scaletta
- Borghese in borghese
- Miss Mondo Africa
- Spacca
- Brutte compagnie
- Tutto inutile
- Ragù
- Filippo Leroy
- Le biciclette
- Simile
- Una sera
- Occhi grigi
- La siepe
- San Giovanni
- Così Cosa
- Resistenza
- La vita veramente
- Meglio di così
- Aglio e olio
- +1
- Tattica
- Baciami baciami
- Tommaso
- Santa Marinella
a cura di
Giulia Focaccia

