
All’Estragon Club di Bologna, il concerto di Ermal Meta del 9 maggio 2026, si trasforma in una serata di forte intensità emotiva. Oltre ad uno show impeccabile, l’artista non esita a prendere posizione contro le guerre, esprimendo apertamente supporto per la Palestina, e ricordando quanto l’amore sia alla base di tutto. Non mancano riferimenti alle sue radici albanesi e al forte legame con l’Italia.
All’Estragon club di Bologna, nella serata del 9 maggio 2026, Ermal Meta ha trasformato il concerto in uno spettacolo speciale: un racconto fatto di aneddoti, ironia, identità e impegno civile. Ermal Meta nei live ci mostra l’esperienza di oltre vent’anni di carriera: energia costante, carisma e una voce cristallina che non tradisce una nota. Sul palco emerge non solo il musicista, ma anche una persona colta, profondamente consapevole di ciò che vuole comunicare e in grado di creare un’atmosfera autentica con il pubblico. Infatti, tra un brano e l’altro, alterna riflessioni profonde e momenti leggeri e ironici.
Uno dei temi centrali della serata è l’amore: “Mi è stato detto che ho troppe canzoni d’amore, ma se non parlo d’amore di che ca**o dovrei parlare? ” afferma dal palco. E aggiunge: “L’ amore sta alla base di tutto; anche questo microfono che ho in mano è stato creato da qualcuno che prova amore per la tecnologia “.
Contro la violenza e le guerre
Grande intensità durante “Mediterraneo“, presentato come un brano ritmico che affronta il tema della morte con la dignità che merita. L’artista evidenzia il contrasto del brano: da un lato una coppia che va in vacanza nel Mediterraneo, dall’altro una coppia che lo attraversa nella speranza di un futuro migliore. Il verso “leggeri sull’acqua“ viene spiegato dall’artista come un riferimento ai gommoni che galleggiano in mare, sospesi tra speranze e tragedia. Uno dei momenti più delicati della serata arriva con “Stella Stellina”, brano dal forte valore simbolico e umano. Il pezzo, che è stato presentato anche a Sanremo, all’Estragon assume un significato ancora più diretto e personale. Ermal Meta si mostra apertamente contrario alla violenza e le guerre, pronunciando dal palco la frase “Palestina libera”, accolta da un lungo applauso del pubblico. Quando lo stare della parte giusta della storia crea polemiche, queste due semplici parole hanno un impatto ancora più forte se dette da un artista di questo calibro.
Il legame con l’Albania e l’Italia
Non sono mancati riferimenti alle radici albanesi, sempre accompagnati da un profondo amore e rispetto per l’Italia, il paese che lo ha accolto e in cui si è formato artisticamente. Essendo anch’io di origine Albanese, questo lato di Ermal Meta lo sento particolarmente vicino, così come sicuramente molte altre persone; per chi vive tra più culture è facile sentirsi divisi o “non abbastanza“ per una, o entrambe. Per questo motivo, vedere un artista vivere con naturalezza entrambe le culture, dimostra che non conta tanto il luogo cui apparteniamo fisicamente, ma quello in cui ci sentiamo davvero a casa emotivamente.
a cura di
Morena Kercuku
