Durante la stagione di Musica Insieme il teatro Manzoni ha ospitato l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo con il violoncellista Luigi Piovano
Luigi Piovano e l’orchestra
Luigi Piovano è violoncellista e direttore lui stesso, con un’esperienza in Italia e all’estero che include la collaborazione con l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo. L’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo nasce nel 1841 e conta attualmente circa 90 musicisti specializzati nella musica di Mozart.
Con quest’ultima è apparso nella doppia veste di direttore e solista in questo appuntamento al teatro Manzoni di Bologna, nella Stagione di Musica Insieme.
Il concerto sinfonico
Il maestro Piovano guida l’orchestra salisburghese in quella Sinfonia chiamata Jupiter, dotata di una chiarezza e potenza espressiva. Ad anticipare tale sinfonia si conclama un concerto solistico, quello che Šostakovič dedica al violoncellista Rostropovič nel 1959, con un linguaggio classico riformulato. Infatti, non è un caso che abbia scelto la comunanza tra i 2 artisti protagonisti di tale concerto: essi sono simili nella struttura compositiva.
All’interno del teatro Manzoni si respirava un’aria elitaria, l’approccio sembra essere quello classicheggiante, dotato di formalità e regole di comportamento da rispettare. Una volta tutti al proprio posto è un alternare di applausi ripetitivi; una forma di rispetto estrema per il duro lavoro e la formazione di questi straordinari artisti, ognuno con la propria storia e riuniti in un’unica vetta di successo musicale.
Tale sinfonia di Mozart è una delle più complesse, dotata di un’energia esuberante, che il maestro e l’orchestra sono stati in grado di riprodurre alla perfezione, sia a livello tecnico che espressivo.
L’autorevole movimento di apertura, in forma di sonata, è seguito da un secondo movimento più sommesso, con una miscela lirica di temi in tonalità maggiore e minore. Il terzo movimento è un maestoso minuetto, mentre il quarto e ultimo movimento, sempre in forma sonata, è audace e vivace, con un finale fugace che è un segno distintivo del pezzo.
Conclusioni
Una lotta pacifica di violini, violoncelli, tromba, clarinetto è stata la necessaria guerra civile di una ventata rivoluzionaria sonora. Non potevo fare altro che associare delle immagini in costante movimento, un sussulto sentito quanto evocativo.
La leggerezza, i primissimi rallentamenti tecnici al tocco dello strumento coinvolgevano, evocavano la base di un turbinio successivo inarrestabile.
Sicuramente Mozart sapeva benissimo la resa appena dipingeva quelle note sul pentagramma e l’interpretazione data questa sera la rende immortale ed attuale.
a cura di
Fortunato Neve

