A distanza di 8 anni dal suo disco di debutto “Broken Branches”, definito dalla stampa musicale come un prodotto visionario, autentico e fuori dagli schemi, Saint Huck torna sulle scene con “When It All Began”.
Un concept EP, quello di Saint Huck, che segna il passaggio del cantautore e polistrumentista siciliano su un terreno maggiormente sperimentale e ricco di nuove sonorità.
“When It All Began” è un racconto musicale suddiviso in capitoli, che rappresentano a pieno la vita di Saint Huck: il racconto della perdita – e dei vissuti a questa connessi – della madre dell’artista, avvenuta nei giorni del suo decimo compleanno.
Saint Huck si lascia ispirare dalla scena indie folk alternativa americana contemporanea e in particolare ad artisti come Kevin Morby, Woods and The Babies, Eels, Sparklehorse, Devendra Banhart e Kurt Vile. “When It All Began” è anche il racconto della nascita della sua passione per la musica, come risposta ad una nuova urgenza espressiva.
Un album pensato e vissuto come un atto di crescita personale ma anche artistica: l’inizio di un percorso verso un universo artistico e compositivo rinnovato e più complesso, che esprime la naturale evoluzione del progetto di Saint Huck a distanza di svariati anni dall’esordio.

Il dolore come fonte di ispirazione
Saint Huck con il nuovo album ci porta nel suo mondo più intimo e fragile, fatto di sogni, paure e dolori. Il cantautore mette nero su bianco tutte le emozioni che una persona può vivere a causa della perdita di una persona cara. E lo fa con cinque brani che ti avvolgono e ti coinvolgono in questo ascolto, che potremmo definire “emotivo”.
Testi semplici, ma evocativi che grazie agli accompagnamenti riescono ad arrivare dritti al cuore e a farti commuovere. Tutto inizia con “Wander” che rappresenta l’incipit di questo racconto sulla perdita. Saint Huck riesce con brani semplici a renderti partecipe della sua vita, descrivendo perfettamente il percorso emozionale che ha vissuto durante la morte della madre.
Segue “Final Greetings“, il pezzo più potente dell’album, dove Saint Huck ci presta i suoi occhi e ci rende partecipe di quel dolore vissuto.
I look at you one last time
I sing this song to forget the white tiles
And your dress, and the mourners
And the parade in your wake
Le emozioni continuano a fluire con “Next Days” e “Present“, dove si può ascoltare e comprendere a pieno l’evoluzione di un lutto. Dal giorno dopo al presente. Pensieri che si intrecciano e vengono esorcizzati grazie a un sound dolce, che sa di speranza. Infatti in questi ultimi pezzi dell’album le musiche si illuminano, abbandonando quella nota malinconica.
“When It All Began” si conclude con il quinto pezzo “Moonlight“. Una dolce promessa che il cantautore fa alla madre: quella di rivederla un giorno ed essere di nuovo insieme.
Meet me on the moon
When the sky becomes bright
When the stars go out
We’ll have no more time for us
Biografia
Saint Huck è il moniker del cantautore e polistrumentista Livio Lombardo.
Nato come chitarrista noise/alternative (ha suonato e suona in molte band: Fräulein Alice, Mapuche, Silent Carnival), con questo primo progetto solista vira verso la ricerca di un sound più intimo misto a testi che ruotano attorno a un immaginario personale e onirico.
Nel novembre 2015 pubblica per l’etichetta italiana Viceversa Records il suo primo album in studio, “Broken Branches”, accolto con entusiasmo dalla critica musicale che lo descrive come un prodotto visionario, autentico e fuori dagli schemi.
A settembre 2020 Saint Huck pubblica il brano “Song To Remember”, che entra a far parte della compilation “Resonance – An Alternative Italian Music Support To Grup Yorum”, creata per sostenere il collettivo musicale turco vittima di una dura persecuzione da parte del governo di Erdoğan.
Nel 2021 collabora con l’artista visivo Francesco Lauretta per la colonna sonora dell’opera “La lettrice”, esposta alla Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso (TE) in occasione della mostra “Paso Doble. Dialoghi sul possibile”.
Il sodalizio tra i due artisti prosegue e a febbraio 2022 Saint Huck si esibisce al finissage della mostra “Festival” di Francesco Lauretta presso il MAC – Museo di Arte Contemporanea di Lissone (MB).
a cura di
Martina Giovanardi

