Dopo essere stato presentato fuori concorso all’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia lo scorso settembre, Coup de Chance è pronto ad arrivare nei cinema italiani a partire dalla giornata di oggi, mercoledì 6 dicembre. Scritto e diretto da Woody Allen, il film è un piacevole cosy crime dai toni leggeri e divertenti, ambientato a Parigi, all’interno della vita matrimoniale di Fanny e Jean Fournier. Noi di The Soundcheck abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima, e ve ne parliamo qui, in questo articolo!
In un’ordinaria mattinata infrasettimanale, girovagando tra le rues di Parigi, Alain si imbatte dopo numerosi anni in Fanny, una vecchia compagna di college, nonché suo segreto oggetto d’amore d’un tempo.
Sposata con un affermato Gatsby dei quartieri alti parigini – che si è arricchito facendo “diventare ancora più ricchi i ricchi” – e stanca della sua vita mondana, ridotta tutt’al più all’accompagnamento del marito a cocktail party ed eventi, la donna troverà presto salvezza in una relazione extraconiugale, che porterà a segreti, indagini e ad una misteriosa sparizione.

In uscita oggi, mercoledì 6 dicembre, Coup de Chance segna il ritorno di Woody Allen sul grande schermo per la 50ª volta, dopo l’incantevole A Rainy Day in New York (2019) e Rifkin’s Festival (2020).
Il film è stato presentato Fuori concorso all’80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dalla quale il regista mancava da 16 anni. Nel 2007 vi aveva infatti partecipato con il suo Sogni e delitti.
Girato per la prima volta interamente in francese, Coup de Chance si presenta come un giallo delizioso dai toni frizzanti e leggeri, ambientato nella bella capitale francese.
“Avevo scritto il film pensando a due americani che vivono a Parigi, ma poi ho deciso per il mio cinquantesimo film di regalarmi un film francese.
Woody Allen, 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, 2023
Quando ero più giovane i film che mi erano rimasti più impressi erano francesi, italiani, svizzeri; vedendo quei film avevo capito che volevo fare il regista. Volevamo tutti essere europei e fare cinema come loro. Ho ammirato tanto Truffaut, Renoir, Godard, volevo unirmi a questo gruppo, ho avuto aiuto ed ecco il mio film“.
Un cosy crime ben costruito
Il film si configura, dunque, come un vero e proprio cosy crime (o cozy mystery): un thriller meno violento e maturo, con caratteristiche peculiari che lo allontanano dal genere madre.
Oltre all’utilizzo dei toni spiritosi e divertenti propri di Woody Allen – che si inseriscono egregiamente all’interno del sottogenere in questione -, il delitto si consuma nella dimensione privata – o quasi – di una coppia parigina, la cui solidità inizia a spezzarsi proprio a causa di una relazione extraconiugale di Fanny. La pellicola pone quindi l’accento sui rapporti e le interazioni tra i personaggi, destinati a subire continue e frequenti variazioni proprio a causa delle azioni compiute da questi ultimi.
L’omicidio – che fa da sfondo all’intera vicenda e alle conseguenze che comporterà in seguito – non viene mai mostrato esplicitamente sullo schermo, così come tutti quegli altri dettagli cruenti e sanguinosi presenti da sempre nei thriller più iconici. Anche l’utilizzo di musiche allegre e gioiose nei principali momenti di tensione non è causale, ma congeniale alla narrazione stessa e al tipo di film che ci è presentato.
L’ambientazione è quindi più soft, e l’attenzione ruota principalmente attorno ad un mistero da svelare: che fine ha fatto Alain?
C’è un caso da risolvere, e sarà proprio Camille – madre di Fanny, nonché appassionata lettrice di gialli di mezza età – che, in modo maldestro ed indiscreto, inizierà a condurre le indagini.
Proprio come una vera detective.

La scrittura di Woody Allen
Procedendo con le ricerche, lo spettatore non potrà che trovarsi sempre più coinvolto dalla storia che vede protagonisti Fanny, Jean, Alain e Camille.
Artefice di tutto è – come sempre – Woody Allen, che riesce a confezionare ancora una volta una commedia divertente e piacevole, mescolando assieme tutti quegli elementi caratteristici del suo Cinema.
Amori ed amanti.
Sesso, segreti e bugie.
Incomprensioni e matrimoni in piena crisi, che si fanno largo sullo schermo, messi in scena dalla penna sagace ed umoristica del regista.
Non mancano, inoltre, numerosi colpi di scena, elementi essenziali per lo sviluppo della trama, attraverso i quali è mantenuta viva l’attenzione dello spettatore.
Perché, come ricordato svariate volte da Vittorio Storaro, Woody Allen è “un grandissimo sceneggiatore e scrittore”, ancora in grado di stupire con la sua scrittura divertente e brillante.
Anche mettendo in scena una commedia a tinte gialle, all’età di 88 anni.

La fotografia di Vittorio Storaro
Piccola menzione anche per la fotografia del film, realizzata ancora una volta dal maestro italiano Vittorio Storaro (vincitore di tre Premi Oscar per la migliore fotografia con i film Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore). Continua nel tempo, dunque, la collaborazione tra il regista e il celebre “autore della fotografia”, come lui stesso preferisce definirsi.
“Bisogna avere rispetto per il regista e per la parola fotografia, non si possono avere due direttori. La fotografia è scrivere con la luce un’immagine, mentre la cinematografia è uno svolgimento dall’inizio al suo compimento e viene dalla lettura di una sceneggiatura”.
Vittorio Storaro, 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, 2023
Café Society.
La ruota delle meraviglie – Wonder Wheel.
Un giorno di pioggia a New York.
Rifkin’s Festival.
Anche in Coup de Chance la resa visiva delle immagini risulta particolarmente ispirata. Storaro attinge con abilità alla sua tavolozza di colori, regalandoci una fotografia che spazia dalle tonalità autunnali a luci più azzurrine e soffuse, simbolo di una relazione profondamente intima (il matrimonio), capace di celare al suo interno segreti, bugie ed una felicità solo apparente. In netto contrasto con le tonalità dorate di un amore folle, felice e passionale, e – proprio per questo – destinato ben presto a tramontare.

Il ruolo della Fortuna
Fanny: “Mi stupisce che tu mi abbia riconosciuta!”
Coup de Chance, Woody Allen, 2023
Alain: “Ti avrei riconosciuta ovunque, ero pazzo di te all’epoca. Incredibile averti incontrata!”
È da questo incontro fortuito che Woody Allen, con sapiente sagacia, costruisce pian piano la sua storia. Tornando ancora una volta su temi a lui cari ed ampiamente trattati in alcune delle sue pellicole più celebri, che hanno contributo a renderlo grande agli occhi del pubblico.
Come quello della Fortuna – o, per meglio dire, della Sorte – e del ruolo che essa gioca continuamente nelle vite umane. Le cui esistenze scorrono veloci, scandite dall’incessante susseguirsi di numerosi piccoli eventi che, impercettibili e casuali, sono destinati a cambiare radicalmente la nostra storia.
Come una vincita alla lotteria, un incontro inaspettato, o un colloquio passato grazie all’assenza improvvisa dell’altro candidato. Come una piccola fortuna ereditata da una vecchia prozia sconosciuta, o quel colpo di fulmine scattato per caso tra i binari della metropolitana di una qualsiasi uggiosa metropoli.
Come quell’unica incredibile “possibilità su 400 trilioni di nascere in questo mondo”.
La Fortuna (Τὺχη per gli antichi Greci) è una forza motrice che agisce costantemente su tutti noi, mettendo alla prova il nostro essere e le nostre scelte, piegandoci e sottraendo al nostro controllo ogni nostra possibilità di azione. È il trovarsi nel posto giusto al momento giusto – o, in alcuni casi, nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Il mondo stesso si divide nettamente in due tipi di uomini: quelli come Jean, che si credono totalmente padroni della loro vita e delle loro scelte, seguendo l’antico motto fatto proprio dagli umanisti secoli addietro, secondo il quale homo faber fortunae suae.
Ma ci sono anche le persone come Alain, che credono nella Sorte e in quello che il Destino può loro offrire.
Compresa la possibilità che la situazione possa loro sfuggir di mano, o d’incappar in quale piccola spiacevole conseguenza.
Arrivando perfino alla più definitiva e assolutiva di tutte: la Morte.
“Chi disse: «Preferisco avere fortuna che talento» percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no, e allora si perde.”
Match Point, Woody Allen, 2005
Le forme dell’Amore
Altro aspetto caratteristico del cinema di Allen sono sicuramente i rapporti che intercorrono tra i personaggi, messi in scena dal regista in tutta la loro complessa umanità.
In questo film in particolare, grande spazio è lasciato alla rappresentazione delle relazioni poste in essere da Fanny Fournier, l’avvenente moglie di Jean. Temendo che la sua esistenza si sia ridotta a quella di un mero trofeo da esibire ad eventi e a cene di gala ed intrappolata in un matrimonio senza più stimoli, la donna inizia a frequentare assiduamente Alain, da sempre innamorato di lei.
E mentre la passione tra i due si fa più travolgente, Jean inizierà a sospettare della lealtà della moglie, arrivando a compiere un gesto estremo per riprendere il controllo della situazione e della donna che ama.
Al sentimento folle e spietato del marito si contrappongono, quindi, le prime stagioni dell’amore tra Fanny ed Alain. I quali, in un gioco di sguardi e di passione, si dedicano liberamente alla loro storia, dando sfogo ai propri sentimenti. Incuranti ed inconsapevoli di ciò che verrà dopo.

Anche in Coup de Chance, dunque, i personaggi vivono in preda ai loro impulsi, che guidano le loro azioni e dettano il loro agire. Abbandonandosi completamente ad essi, senza curarsi delle irrimediabili conseguenze che questi comporteranno.
Un film imperdibile?
Nonostante la pellicola sia sicuramente distante anni luce da capolavori come Manhattan ed Io e Annie, il film rappresenta un sorprendente e gradito ritorno del regista, che all’età di 88 anni sa ancora come intrattenere il suo pubblico.
Coup de Chance riesce a stupire e a divertire lo spettatore, il cui sguardo rapito segue con interesse, per tutta la sua durata, questo nuovo cosy crime woodyalleniano.
Il regista ci regala, dunque, l’ennesima brillante commedia che, tra amori, risate ed un pizzico di brivido, merita decisamente di essere vista al cinema.
E quale migliore occasione del Natale imminente alle porte?
a cura di
Maria Chiara Conforti

