Aphex Twin – Villafranca di Verona – 14 luglio 2023

Il Mozart della musica elettronica torna dopo cinque anni per un’unica data in Italia al Castello Scaligero di Villafranca di Verona

Il Castello Scaligero di Villafranca di Verona è stato lo sfondo perfetto per una serata indimenticabile, in cui il pubblico ha avuto l’onore di assistere all’unica data italiana di Aphex Twin per quest’anno. La serata è partita con la performance del duo D’Arcangelo, i cui suoni sperimentali e visionari hanno preparato il terreno per il genio dell’elettronica, Richard D. James, meglio noto come Aphex Twin.

Con una carriera eterogenea e uno stile fuori dagli schemi, il maestro dell’elettronica ha regalato al pubblico un’esperienza unica, una sinfonia spaziale di suoni che, in un crescendo continuo, ha spaziato tra l’incredibile e l’assurdo.

I fratelli D’Arcangelo scaldano l’atmosfera

Originari di Roma, i fratelli D’Arcangelo hanno dimostrato una profonda padronanza delle macchine elettroniche, creando paesaggi sonori futuristici e coinvolgenti. Le loro radici nella scena IDM e ambientale hanno fatto emergere un’intrigante fusione di suoni astratti e ritmi pulsanti, preparando la folla per l’immersione totale nella realtà distorta di Aphex Twin.

Aphex Twin: il sovraccarico dei sensi nell’era del digitale

Qualche minuto dopo le 22.00, le luci si sono abbassate e l’attesa è diventata palpabile. Aphex Twin ha fatto il suo ingresso sul palco incitato da un’esplosione di applausi e dal coro del pubblico “Riccardo! Riccardo!”. Senza alcuna introduzione, si è tuffato direttamente nel suo set, intrecciando con maestria un mix di sensazioni provenienti dal mondo digitale in un’esplosione sonora di livelli sconosciuti, offrendo una sinfonia di glitch, acid, breakbeat e sperimentazioni ambientali che ha coinvolto il pubblico dall’inizio alla fine. I sui suoni ci hanno trasportato in un’esperienza quasi surreale, dove le macchine sembravano danzare in perfetta armonia con gli umani.

L’artista Richard D. James

La sua performance è passata da un’iniziale ordine sonoro a sensazioni sempre più noise mano a mano che procedeva, per culminare assieme ad un mix stordente di luci lampeggianti, laser e grafiche nell’ultima parte. Dopo un’ora e mezza, rimanendo dietro la console, Richard ci saluta rapidamente con i due pollici alzati, come per chiedere “Vi è piaciuto questo viaggio?” e scompare. È un personaggio misterioso che non intrattiene un rapporto vero e proprio con il pubblico, ma pone sé stesso in secondo piano rispetto al suo spettacolo di suoni e luci, come se fosse un gentile accompagnatore. Siamo noi Dante, lui è il nostro Virgilio. Scendiamo negli inferi, ma stavolta saliamo anche in paradiso: siamo in ottime mani.

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a cura e foto di
Marco Zerbinati

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di Marco Zerbinati

Classe '96, cresce nella bassa mantovana con un basso elettrico in una mano e una fotocamera nell'altra senza mai mollare la presa. Fotografa e scrive di musica per thesoundcheck.it dal 2021.

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