Biffy Clyro – Carroponte, Sesto San Giovanni (Milano) – 14 Settembre 2022

Biffy Clyro – Carroponte, Sesto San Giovanni (Milano) – 14 Settembre 2022
Condividi su

I Biffy Clyro portano il loro energico rock sul palco del Carroponte per l’unica data italiana

Dopo non esserci visti per pochissimo nel lontano 2013, quando aprirono le danze ai Muse allo Stadio Olimpico di Torino, è arrivato il momento di incontrare i Biffy Clyro sotto al palco.

La band scozzese composta da Simon Neil (voce e chitarra), James e Ben Johnston (rispettivamente basso e batteria) torna sul palco per presentare non uno, bensì due nuovi album, finalmente, dal vivo: “A Celebration of Endings” del 2020 e “The Myth of the Happily Ever After” uscito nel 2021.

Certo, diciamoci la verità. Per quanto alcuni degli ultimi singoli radiofonici siano riusciti a conquistarci, la maggior parte dei presenti è qui per spaccarsi le ginocchia e commuoversi sulle note più alte della voce di Simon dei vecchi brani. Ma andiamo con ordine…

Entrée: De Staat

Dopo una lunghissima avventura per le campagne milanesi per evitare il traffico dell’ora di punta, siamo giunti al Carroponte di Sesto San Giovanni, dove siamo stati accolti da un pubblico già abbastanza numeroso e trepidante.

Afferrata la prima birra (questione di priorità) ci dirigiamo timidamente verso uno dei lati del palco. Situazione durata decisamente poco, finita dritta dritta in mezzo al pogo. Un classico.

I fan più celeri hanno potuto assistere all’apertura del gruppo alternative rock olandese De Staat, che con i suoi sintetizzatori e il giusto groove ha saputo settare il mood per lo show a seguire.

Plat Principal: Biffy Fuckin’ Clyro

Puntualissimi, i Biffy Clyro arrivano sul palco con i loro outfit improbabili: Simon apparentemente di ritorno dalla palestra, James con un completo color puffo. Ma va bene così, perché fortunatamente dopo poco il look si è ridotto ai soli pantaloni e tatuaggi in vista, confermando così la mia ennesima crush per un cantante. Diversi “Simon ti amo” urlati tra una canzone e l’altra hanno dimostrato un certo fervore condiviso.

Fonte: Facebook

Il live si apre in modo abbastanza tranquillo con due brani dell’ultimo album, la delicata “DumDum” e l’aizza-cori “A Hunger In Your Haunt”, ben accolte dal pubblico. Seguono a ruota due brani del precedente album, la danzereccia “Tiny Indoor Fireworks” e la più dura “The Pink Limit”, in cui si iniziano a notare i primi segni di surriscaldamento nell’area centrale sotto palco. L’inconfondibile, armonico “Drip, Drip, Drip, Drip” introduce la meno recente “Black Chandelier” e spacca a metà i nostri cuori, aprendo la strada a brani più conosciuti dal pubblico e relativi canti a squarciagola. 

E così, arriviamo al momento che tanto attendevo: è bastato il primo riff per riconoscere il mio brano preferito “That Golden Rule” a convincere con un solo sguardo i miei compagni a dirigersi dritto dritto nell’ormai accesissimo, turbinante pogo. Che botta di adrenalina!

Dopo un momento così intenso, è giusto riprendere un po’ di energie con “Histant History”, a cui è seguito il celebre brano “Mountains”. Impossibile trattenere la lacrimuccia sulle note di “Nothing lasts forever, except you and me”. Impossibile non continuare ad emozionarsi con il brano seguente, “Machines” dell’album “Puzzle” del 2007, presentata qui in versione acustica. Non è mancata in scaletta un’altra perla preziosa dello stesso album, “Living is a Problem Because Everything Dies”, che con le sue ritmiche martellanti ha creato un bel po’ di movimento.

Come consuetudine, ai momenti di calma, seguono altrettanti momenti di euforia, richiesti a gran voce dal pubblico che urla “Simone! Simone! Simone!”. In un crescendo di intensità passiamo per “Unknown Male 01” e “End Of”, sempre estratte dagli ultimi due album, fino a giungere all’inno “Wolves of Winter”.

La voce elegante di Simon e la dolce melodia del violino culla le nostre barcollanti emozioni in “Space”. Ad accompagnare la band in diversi brani, infatti, c’erano due incredibili violiniste e un pianista, che hanno contribuito a rendere l’atmosfera estremamente catartica e orchestrale, unita alle incredibili armonizzazioni che contraddistinguono i Biffy Clyro.

L’ennesimo principio di piantino arriva con la versione soft di “Re-Arrange”, a cui è seguito uno dei brani più significativi della serata, dove l’emozione era palpabile tra abbracci di gruppo e sorrisi colmi di speranza, “Biblical”.

You gave me magical
I gave you wonderful
Let’s make this biblical

Sì, possiamo già dire a questo punto che il live dei Biffy Clyro è un’esperienza biblica. Concludono la prima parte “Bubbles”, che ha visto tutte, ma proprio tutte le persone presenti scoppiettare come bolle impazzite sottopalco, e “The Captain”.

Dessert: Pugni nello stomaco e baci sulla fronte

Dopo una brevissima pausa, la band torna sul palco con tutta la sua energia e conclude il concerto con una tripletta riassuntiva dell’altalena di stati dell’Io che ci ha accompagnato durante le due ore di live.

L’encore si apre con l’originale ballata in pieno stile Biffy Clyro “Different People” e con i cori all’unisono del pubblico che inevitabilmente la accompagnano. Segue “Cop Syrup”, simbolo perfetto della quota spacca-ossa della serata con i suoi suoni distorti e impetuosi. Arriviamo così, a malincuore, all’ultimo brano: “Many of Horror”, la carezza di cui avevamo bisogno per dirigerci verso l’uscita del Carroponte con il cuore più leggero (e la necessità di farci una lunga doccia).

Insomma, le aspettative prima del concerto erano alte: tantissimi mi avevano raccontato della potenza del trio scozzese dal vivo. Ma non posso che confermare che quello che si sente negli album in studio è davvero una minima parte dell’universo Biffy Clyro, che trova la sua massima espressione proprio nella dimensione del live. Precisissimi e molto affiatati, i Biffy fottuti Clyro ci hanno regalato uno show elettrizzante e coinvolgente, che ci fa già sperare di poterli rivedere prestissimo nel nostro Bel Paese.

Ecco la scaletta del live!

Intro: Also sprach Zarathustra

  1. DumDum
  2. A Hunger in Your Haunt
  3. Tiny Indoor Fireworks
  4. The Pink Limit
  5. Black Chandelier
  6. That Golden Rule
  7. Instant History
  8. Mountains
  9. Machines (acoustic)
  10. Unknown Male 01
  11. End Of
  12. Wolves of Winter
  13. Space
  14. Slurpy Slurpy Sleep Sleep
  15. Re-Arrange
  16. Biblical
  17. Living Is a Problem Because Everything Dies
  18. Bubbles
  19. The Captain

Encore

  1. Different People
  2. Cop Syrup
  3. Many of Horror

Outro: Can’t Take My Eyes Off You

a cura di
Chiara Serri

Fonte immagine di copertina: Pagina Facebook Biffy Clyro

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – Infected Rain – Legend Club, Milano – 14 settembre 2022
LEGGI ANCHE – La 34esima stagione del FolkClub di Torino
Condividi su
Chiara Serri

Chiara Serri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *