La 34esima stagione del FolkClub di Torino

La 34esima stagione del FolkClub di Torino
Condividi su

Il 13 settembre, via conferenza stampa, è stato presentato il programma della prima parte del FolkClub di Torino: arte, cultura ed un sacco di nomi interessanti

Ci hanno invitato, abbiamo accettato subito. Nel nostro piccolo, dare visibilità a delle realtà del genere è prezioso, così com’è prezioso il lavoro che hanno fatto e continuano a fare i ragazzi di FolkClub. In Via Perrone 3 Bis a Torino, scendendo un paio di scale, è infatti possibile trovare un ambiente caloroso e soffuso, con una trentina di posti a sedere, un bar elegante e ben fornito, un pianoforte nell’angolo ed un palco, proprio a due passi dai posti a sedere.

La conferenza è stata semplice e calorosa: Paolo Lucà ci presenta le idee, i progetti, gli artisti che solcheranno questo palco dal 25 settembre al 23 dicembre (dopo ci arriviamo!). Quello che ci ha colpito, sono state le proposte, non solo musicali, ma trasversali e atte a promuoversi nel modo giusto.

Ma quali sono, queste proposte? Artisti internazionali, per cominciare, con background ricchi e brani di cose da raccontare. Sconti sostanziosi per gli under 30: che oltre la tessera a 5€, avranno ulteriori sconti sui concerti e una consumazione gratuita al primo che andranno vedere. E ancora, un’idea che a parer mio è molto, molto interessante: tre telecamere, una regia, una cattura dell’audio eccellente danno loro la possibilità di registrare qualsiasi concerto, rendendolo accessibile in streaming ad altissima qualità al costo di 5€. Ideale per chi non è di Torino, fondamentale per godere di concerti unici.

Gli artisti: nutrirsi di bellezza

Baluardo e fortino della miglior musica d’autore, del jazz e del folk contemporanei, dei progetti speciali e delle presentazioni dei dischi di tanti affezionati personaggi della creazione italiana e internazionale, il FolkClub, con la direzione artistica e organizzativa di Paolo Lucà, conferma il suo ruolo indipendente e coraggioso con 16 concerti dal 25 settembre al 23 dicembre nella prima parte della 34esima stagione.

Il roster d’artisti che vedremo al FolkClub è vario e molto, molto interessante: il 25 settembre sarà la prima apparizione italiana del chitarrista e compositore irlandese Foy Vance; il 1° ottobre l’incontro fra folk contemporaneo e cultura popolare con il trio di Mauro Palmas, ideatore di una tecnica esecutiva unica che gli ha permesso di trasporre sula mandola il linguaggio delle antiche “nodas” sarde. Il 21 ottobre, Steven Bernstein, turnista sopraffino nelle registrazione di Lou Reed e Sting, ed il 22 ottobre è il turno di Michael McDermott che proprio in quei gironi riceverà il Premio Tecno Interazionale alla Carriera sul palco dell’Ariston di Sanremo. E ancora l’ungherese Polygon Trio il 18 novembre, la pianista e vocalist inglese Lianne Carroll il 16 dicembre… insomma, solo alcuni dei nomi presto annunciati nel programma.

“E’ adesso il momento di lottare, di combattere con tutte le nostre forze contro il consolidarsi imperitura di una realtà scialba, sciatta, degradata, umiliante, instupidita; è adesso il momento di tornare ad aggiungere anziché togliere, di riprendere a cibarsi a piene mani di cultura, di musica, di arte… e nutrirsi insomma di bellezza, che – per dirla con il magniloquente Dostoevskij – davvero crediamo salverà il mondo!

Paolo Lucà
Perché andare al FolkClub

I locali hanno bisogno di vivere e noi, per sopravvivere, abbiamo bisogno di bellezza. Nulla di più semplice, in realtà. Il FolkClub oltre ad offrire un’ampia gamma di artista vuole andare incontro ai giovani, far conoscere la musica, quella musica, a chi non vi si è mai imbattuto. Mix di generi, mi raccontano parlando con altri organizzatori dell’evento, serate emozionanti a contatto con la musica dove puoi proprio sentire gli strumenti. Vi invitiamo a seguirli sul loro sito, rimanendo aggiornati sulle novità e sui concerti. Ma soprattutto, vi invitiamo ad andare, perché noi faremo lo stesso!

a cura di
Nicolò Angel Mendoza

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – The Retaliators: la recensione del film
LEGGI ANCHE – Il tempo è una bugia, il nuovo singolo dei FASK feat. Luciano Lugabue
Condividi su
Nicolò Angel Mendoza

Nicolò Angel Mendoza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *