Addio a Issey Miyake, lo stilista giapponese che ha rivoluzionato la moda contemporanea

Addio a Issey Miyake, lo stilista giapponese che ha rivoluzionato la moda contemporanea
Condividi su

Ideatore del plissé che non si sgualcisce e creatore degli iconici dolcevita neri di Steve Jobs, il 5 agosto 2022 è venuto a mancare lo stilista Issey Miyake, all’età di 84 anni. Quello che resterà è la sua filosofia della moda, che unisce creatività e funzionalità

Nato il 22 aprile 1938 a Hiroshima in Giappone, Issey Miyake è sopravvissuto all’esplosione della prima bomba atomica della storia, sganciata da parte degli Stati Uniti il 6 agosto 1945, a soli 7 anni. La madre morì tre anni dopo a causa delle radiazioni. 77 anni dopo questo evento è venuto a mancare a causa di un carcinoma epatocellulare.

Miyake si è laureato alla Tama University of Fine Arts di Tokyo e ha proseguito gli studi a Parigi, presso la scuola della Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Nel 1970 torna in Giappone, dove inizia finalmente la sua carriera da stilista fondando il Miyake Design Studio e confermandosi come uno dei più grandi esponenti della corrente avanguardista giapponese

Non si sa molto della sua vita privata. Per questa riservatezza, la notizia della sua morte è stata infatti diffusa a distanza di giorni, così come la rivelazione del vissuto della bomba atomica che arrivò addirittura dopo decenni. Un trauma di cui non aveva mai discusso apertamente fino al 2009 in un articolo del New York Times. Questo evento ha senza dubbio influenzato la sua filosofia per cui la moda non solo deve essere creativa, ma anche funzionale.

“Ho provato, senza mai veramente riuscirci, a mettermi tutto alle spalle, pensando alle cose che possono essere create piuttosto che distrutte, a quelle che portano bellezza e gioia. Ho gravitato attorno al campo del design di abiti anche perché si tratta di una forma di creatività moderna e ottimista”.

Issey Miyake, The New York Times, 2009
Fonte: Pinterest
La filosofia di Issey Miyake: arte, moda e funzionalità

Quello che non possiamo evitare di fare in questo momento è celebrare la creatività di Issey Miyake, un vero e proprio rivoluzionario della moda avanguardista giapponese. La moda per Miyake è un concetto che va oltre alla frivolezza, laddove la frivolezza non è un aspetto negativo, ma qualcosa che deve unirsi alla funzionalità dell’essere indossato e all’arte.

Quante volte abbiamo ammirato sulle passerelle abiti meravigliosi ma impossibili da utilizzare nella vita reale? Per Miyake non basta realizzare abiti, ma vestire persone, un principio molto importante nella produzione prêt-à-porter e allo stesso tempo estremamente democratico. È il corpo umano a rappresentare il fondamento da cui far partire il processo creativo. Sperimentazione geometrica, innovazione tecnologica e frivolo ottimismo gravitano vorticosamente intorno alla persona.

Le creazioni di Miyake, in particolare quelle in plissé, sono infatti pratiche, leggere, puoi lanciarle in valigia arrotolate e tirarle fuori assolutamente perfette. Ed è proprio questa invenzione che ha fatto di Miyake un vero e proprio visionario della moda.

Il plissé che non si sgualcisce: la collezione Pleats Please

Issey Miyake è diventato particolarmente famoso grazie al suo plissé. Nella collezione Pleats Please P/E 1994 ha presentato sulle passerelle i primi abiti realizzati nel suo iconico tessuto. Le classiche pieghe del plissé vengono solitamente create prima della realizzazione dell’abito, ma Miyake decide invece di procedere al contrario, creando le pieghe a capo ultimato attraverso un particolare processo di stiraggio.

L’abito Disco Volante rimarrà per sempre un pilastro della storia della moda grazie alla sua costruzione. Il capo è stato realizzato in tessuti che scendono a cascata sul corpo, creando un effetto fisarmonica straordinario e una volta tolto, si riduce a un disco perfetto.

Sfilata Issey Miyake Primavera/Estate 199, Parigi
One Piece of Cloth

Precursore a tutto tondo, Miyake nel 1999 ha presentato il suo One Piece of Cloth (chiamato poi A-POC), una collezione che consiste nella creazione di più abiti da un unico pezzo di stoffa, privo di cuciture aggiuntive, per limitare gli sprechi di tessuto e ottimizzare l’utilizzo del tessuto.

Venti modelle hanno sfilato indossando questo drappo rosso fuoco declinato in diversi vestiti ancora uniti tra loro, unendo in un’unica, sinuosa performance l’espressione dell’innovazione tecnologica e il fil-rouge dell’idea.

Fonte: Pinterest
I dolcevita neri di Steve Jobs

Linee essenziali e funzionalità: così come i prodotti Apple, anche l’abbigliamento del fondatore Steve Jobs si fonda su questi principi. Issey Miyake fornirà più di 100 dolcevita neri al padre dell’iPhone, che verranno indossati in numerose occasioni pubbliche, diventando un vero e proprio tratto distintivo dell’uniforme, indossati insieme agli iconici Levi’s 501 e alle New Balance.

Nel 1997 Issey Miyake si era ritirato, restando però presidente e supervisore della direzione creativa delle diverse linee prodotte, portando avanti il suo concetto di vestire, fondato sull’unione di creatività e praticità, spinto dalla curiosità e dall’innovazione tecnologica. Quello che lascia, oltre all’incredibile produzione artistica, è un insegnamento fondamentale: “Il design non è per la filosofia. È per la vita”.

Fonte immagine di copertina: Pinterest

a cura di
Chiara Serri

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – Il Revenge Dress: lo stile della vendetta
LEGGI ANCHE – AltaRoma e i suoi volti: futuro firmato made in Italy
Condividi su
Chiara Serri

Chiara Serri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *