Royal Blood – Alcatraz, Milano – 23 Giugno 2022

Royal Blood – Alcatraz, Milano – 23 Giugno 2022
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I Royal Blood portano il loro potente rock sul palco dell’Alcatraz per l’unica data italiana (sold-out), regalandoci uno spettacolo coinvolgente, energico e carnale

Che i Royal Blood siano ormai consacrati tra le rock band più riconosciute a livello internazionale dell’ultimo decennio è un dato di fatto. Che il duo può essere una formula vincente è stato confermato da diverse band nel corso della storia. Ma che due ragazzi di Brighton, armati di basso elettrico e batteria, possano reggere un palco così come avrebbe fatto una band con almeno il doppio dei componenti, ecco, su quello non ero sicura al 100%.

Mike Kerr (basso e voce) e Ben Tatcher (batteria) sono arrivati finalmente sulla penisola per la loro unica data italiana, originariamente programmata al Lorenzini District, poi rimandata e spostata all’Alcatraz di Milano.

Considerando che secondo il mio Spotify Wrapped 2021 Figure It Out è stata la canzone più riprodotta dalla sottoscritta nell’arco dell’anno, le aspettative erano alte e la paura che potessero essere deluse pure. Spoiler: sto già aspettando trepidante il prossimo tour.

Turn the lights out

A scaldare il pubblico di un Alcatraz già abbastanza pieno ci hanno pensato gli Amazons, rock band di Reading che negli ultimi anni sta raccogliendo numerosi consensi. Il locale si riempie completamente (la data è infatti sold out) e poco dopo le 21, le luci si spengono e il magic duo sale finalmente sul palco. Per questo tour, Mike, con il suo bellissimo (e un po’ tamarro – come piace a me) basso arancione, e Ben, con il suo trono-batteria rialzato, sono accompagnati da un terzo componente, ai cori e alla tastiera. 

Il live si apre con due brani del loro ultimo album in studio, l’omonima title track Typhoons e Boilermaker e subito l’intero locale si scatena tra salti e spintoni. Bastano le prime note del basso splittato di Mike per eccitare ulteriormente il pubblico sulle note di Lights Out e da qui in poi si aprono le porte di canti a squarciagola e frequentissimi poghi.

Continuano le danze con le (a parer mio) super sexy Come on Over e Trouble’s Coming, per poi tornare ad accontentare la necessità di sfogarsi fisicamente del pubblico con Hook, Line & Sinker e Honeybrains. Segue un lungo, virtuoso assolo di batteria di Ben che si conclude con qualche colpo sul gong posizionato dietro di lui (e anche la cazzata di cui non sapevamo di avere bisogno è stata soddisfatta), per poi ripartire e far saltare tutto l’Alcatraz con Little Monster, How Did We Get So Dark?, Blood Hands e Million and One. Inutile dire quanto si sia scatenato il pogo sulle note di Limbo, creando un gigantesco vortice umano sotto palco, che è continuato imperterrito sotto i riff taglienti di Loose Change, fino ad arrivare alla tanto attesa Figure It Out.

Una piccolissima pausa ci conduce verso l’encore che inizia con la tranquilla versione in acustico di All We Have Is Now, per poi concludere con le ultime esplosioni di rullate e bassi potenti di Ten Tonne Skeleton e Out of the Black.

 We’ve been fuckin’ loud!

Ben Tatcher
Tre aggettivi con cui descriverei il live

I Royal Blood, oltre a essere dei musicisti di tutto punto, sono anche quelli che parlando molto informalmente definirei dei “tatoni”. Come tante rock band che ho sentito negli anni, hanno dimostrato sempre una grandissima gratitudine nei confronti del pubblico sotto palco, ringraziando e interagendo con gli spettatori quasi a volerne assorbire le energie per fomentarsi ulteriormente. La sintonia con il pubblico è tale da spingere Ben in mezzo al pogo, che come un direttore d’orchestra impazzito ha guidato il turbinio di persone intorno a sé per un momento, prima di risalire sul palco e concludere con un’ultima botta di decibel insieme al suo collega.

Insomma, non saprei come altro descrivere il live se non con tre semplici aggettivi: carnale, intenso, divertente. Impossibile stare fermi per tutta la durata del live. Ci rivediamo presto.

(Una cosa non mi è chiara: cosa beveva Ben da quell’ampolla trasparente? Ai posteri l’ardua sentenza.)

La scaletta:

  1. Typhoons
  2. Boilermaker
  3. Lights Out
  4. Come on Over
  5. Trouble’s Coming
  6. Hook, Line & Sinker
  7. Honeybrains
  8. Little Monster
  9. How Did We Get So Dark?
  10. Blood Hands
  11. Million and One
  12. Limbo
  13. Loose Change
  14. Figure It Out
    BIS
  15. All We Have Is Now
  16. Ten Tonne Skeleton
  17. Out of the Black

a cura di
Chiara Serri

foto di
Maria Laura Arturi

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Chiara Serri

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