Subsonica – Hall, Padova – 21 Aprile 2022

Subsonica – Hall, Padova – 21 Aprile 2022
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Due anni e numerosi rinvii ma alla fine, giovedì 21 Aprile, è successo. I Subsonica sono saliti sul palco dell’Hall di Padova per il loro “Microchip Emozionale Tour”.

I Subsonica rappresentano per me, ormai 37enne, non solo un gruppo che ho ascoltato da adolescente ma un periodo della mia vita che si è plasmato sulle note dei loro brani.

Non prendete queste righe per un classico report di un concerto ma come ringraziamento e lettera d’amore nei confronti di una band che è stata così importante per me e per centinaia di migliaia di altre persone.

Il primo ascolto

Presente quei ricordi che rimangono impressi nella memoria per sempre? Quei momenti che lì per lì non sembrano nulla di trascendentale ma che alla fine ti cambiano?  Ecco, per me uno di quei momenti è stato a fine 1999. Ero al liceo ed una compagna di classe (grazie Karto, grazie) venne da me e mi disse “Ti ho portato questo cd, ascoltalo perché penso proprio che ti piacerà”.

Quel cd, fresco fresco di stampa, era “Microchip Emozionale” e ricordo ancora quella curiosità già solo a vedere la copertina con quei colori così caldi e contrastati, con quella tipa che mi puntava contro una pistola.

Il colpo di fulmine

Non giriamoci attorno, all’epoca dover aspettare di poter tornare a casa per ascoltare un cd nuovo era sì magico ma pure un’agonia, la curiosità era sempre tantissima ma bisognava trovare, oltre allo stereo, anche un momento per poterlo ascoltare attentamente. Era un momento sacro, andava gustato.

Bè, io ancora mi ricordo quando sono entrata nella stanza, ho acceso il mega impianto stereo di mio padre, ho alzato il volume ed è partito quel “Buncia buncia”.

Tutto quello che avevo ascoltato fino al giorno prima è stato come spazzato via e da lì, da quel disco, è cambiato tutto.

“Microchip Emozionale” non era solamente un disco, era un mondo nuovo.  Quel primo ascolto (e pure i successivi milioni) mi aveva emozionato in un modo in cui forse nessun album è mai più riuscito a fare. Aveva come innescato qualcosa in me.

Non era un disco che iniziava con la prima traccia e finiva con l’ultima nota, quell’album era un punto di partenza.

Da lì a poco l’esperienza di Sanremo con “Tutti i miei sbagli” e quell’attacco con l’orchestra che ogni volta fa partire un brividino di piacere.

E poi l’esperienza catartica: il concerto.

Attenzione, non sto parlando di un concerto qualsiasi. Fu il mio primissimo concerto. Il mio primo concerto era della mia band preferita che presentava il mio album preferito. La perfezione.

Il 3 Marzo 2000, in un New Age pronto ad esplodere, con una temperatura di 60° ed una percentuale di umidità stimata intorno al 200%, i SubsOnicA salivano sul palco per la prima volta dopo Sanremo.

Quella sera è marchiata a fuoco nel mio cuore.  Non avevo mai sentito una tale energia e ne sono rimasta letteralmente folgorata. Era, ed è ancora, impossibile raccontare le emozioni di quel momento. È uno dei ricordi più belli e felici della mia vita e lì ho capito di essermi ufficialmente innamorata dei concerti.

Dal 2000 al 2022 sono trascorsi 22 anni in cui sono cresciuta, “ho fatto cose e visto gente” ma una grande costante è rimasta la musica. Le cassette hanno lasciato il posto ai cd, che a loro volta sono stati rimpiazzati dagli Mp3, poi da Spotify e, per quanto mi riguarda, i vinili. Ho cambiato un sacco di supporti musicali e ho anche aggiornato i miei gusti musicali, scoperto nuove band, abbandonato altre.

Sono stata a centinaia di concerti e perso la voce svariate volte cantando a squarciagola canzoni di un sacco di gruppi.

Ho visto più e più volte la stessa band live ma mai quanto la band di Torino.

Microchip Temporale

A 22 anni di distanza Samuel, Boosta, Bass Vicio, C-Max e Ninja riescono a farmi ancora emozionare come la prima volta e se è vero che il progetto “Microchip Temporale” mi spaventava un po’, giovedì all’Hall di Padova mi sono dovuta ricredere. Quando li ho visti salire sul palco e le luci si sono accese sono tornata ad essere una ragazzina emozionata come non mai.

L’album “Microchip Temporale” poteva essere due cose: una baracconata paracula per cercare di guadagnarci su o un esperimento onesto alla ricerca di nuove sonorità per avvicinare un pubblico che probabilmente quel 3 Marzo 2000 ancora non era nato (mentre scrivo questa frase scende una lacrima).

Direi che l’esperimento è riuscito e non riesco a definire un’età del pubblico. Ci siamo tutti. Ci sono gli universitari che saltano e non sudano e ci siamo noi della vecchia guardia che li guardiamo saltare e sudiamo al posto loro.

Quasi tutti i brani sono chiaramente tratti da “Microchip” ma si lascia spazio anche a qualche canzone extra come “Istantanee” che mi fa immediatamente ondeggiare ad occhi chiusi.

Mi ero un po’ spoilerata il concerto leggendo i report di altre date e sapevo che sarebbe stato presente Ensi ed infatti eccolo sul palco per cantare “Il cielo su Torino” e vi giuro, fan della vecchia guardia, questa versione non rovina per nulla l’originale ed è davvero un piacere ascoltarla.

Back to the ’90s

A seguire un momento talmente anni ’90 che per un attimo ho pensato di avere addosso ancora la mia maglietta dell’Adidas con le 3 bande laterali; parte “Aspettando il sole” di Neffa. Una di quelle canzoni che è bella sempre e non stanca mai. Ensi al posto di Neffa e Samuel al posto di Giuliano Palma.

La combinazione oltre a non sfigurare rispetto al duo originale in realtà funziona in modo sorprendente e spero possano registrarla perché è tutto il giorno che vorrei ascoltarla di nuovo.

Non c’è un solo momento sbagliato all’interno di tutta la serata, le canzoni sono sempre perfette anche con i nuovi suoni che non stravolgono ma arricchiscono. Anche se cantiamo canzoni che hanno superato le due decadi, non c’è quell’effetto nostalgia che qualcuno poteva temere.

Con “Lasciati”, “Strade” e “Tutti i miei sbagli” ho tenuto fede alla mia tradizione di “pianto incontrollato quando le ascolto live” e mi sono messa in un angolino a cantare mentre la mascherina mi tamponava le lacrime.

Dal concerto di ieri ho avuto tutto quello che potevo desiderare, ho avuto i brividi di piacere, ho cantato come una pazza, ho ballato (e sudato), ho pianto, sono tornata un po’ giovane per qualche ora ed è stato tutto meraviglioso.

I Subsonica sono uno di quei gruppi che vanno visti dal vivo almeno una volta nella vita. Sono certamente una delle band italiane, se non LA band, più incredibile che si possa ascoltare live.

Amore sempiterno per i Subsonica e per quell’album perfetto e senza tempo che è “Microchip Emozionale“.

A cura di
Anna Bechis

foto di
Enrico Dal Boni

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