Una minaccia silenziosa: il bullismo

Una minaccia silenziosa: il bullismo
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A 12 anni ci si può togliere la vita? Io a 12 anni non sapevo neanche cosa fosse la morte

Le mie preoccupazioni principali erano giocare a Pokémon Platino e fare i biglietti di San Valentino con scritto: “Vuoi stare con me? Si, no, forse”. Pensare che proprio nell’età più felice ed inconsapevole sia avvenuta una cosa del genere fa spezzare il cuore.

Drayke Hardman
Il caso Drayke Hardman

Drayke Hardman, dodicenne americano dello Utah, il mese scorso (febbraio 2022) è stato trovato in fin di vita dalla sorella. La vittima è stata tormentata per mesi da un bullo a scuola. La domanda sorge spontanea: “Si poteva evitare?” Il bullo in precedenza era già stato sospeso e anche i genitori erano intervenuti chiedendo al ragazzo di smetterla. Il 9 febbraio il ragazzo ha saltato l’unico allenamento da quando aveva iniziato basket, nonostante ciò, il bullo ha continuato ed alcuni giorni prima di togliersi la vita, Drayke è tornato a casa con un occhio nero.

Questa è la notizia che mi ha convinto a trattare questa tematica, non l’unica, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Tipi di bullismo

La maggior parte delle persone che mi hanno raccontato la loro esperienza sono ragazze, frutto probabilmente di un orgoglio virile tossico e di una maggiore vulnerabilità femminile. In tutti questi casi, la caratteristica che torna incessantemente è sempre e solo una: la paura del diverso. Da questa, si sviluppano i vari tipi di bullismo: fisico, verbale, digitale (cyberbullismo) e sociale.

Il bullismo verbale è presente nella maggior parte dei casi, spesso accompagnato da quello sociale. Il cyberbullismo è un fenomeno in crescita esponenziale ed è la tipologia più recente di bullismo, che il 22% dei ragazzi bullizzati ha sperimentato (fonte: Istat). Il bullismo fisico è quello meno denunciato (per vergogna) e ovviamente quello più pericoloso. Il bullismo sociale consiste nell’escludere una persona dalla vita sociale del gruppo, o condividendo informazioni ed immagini lesive della sua dignità. Non ho ricevuto casi di violenza fisica.

Il 61% dei giovani afferma di essere stato vittima di bullismo o di cyberbullismo, e il 68% di esserne stato testimone.

Cyberbullismo
Le testimonianze

Molti episodi sono di tipo verbale, appunto. Una di queste ragazze, oltre ad essere stata presa in giro per il peso, ha ricevuto reiterati schiamazzi ed offese a bordo di un autobus che prendeva tutti i giorni per andare a scuola ed è stata anche definita “cagna” per i collari che vengono portati al collo.

Questo aprirebbe un grande punto di domanda sulla questione mezzi di trasporto, dove è diffuso riservare il posto per non far sedere persone considerate antipatiche che, comunque, hanno pagato per quel servizio. Ovviamente il conducente può far poco (in autobus molto lunghi) visto che la sua premura è quella di rimanere concentrato sulla strada. Spesso, sopra di lui, si trova anche un cartello con scritto “non parlare al conducente“. In questo caso la vittima ha avvisato i professori i quali, sgridando i responsabili, li hanno solamente più incattiviti.

Altri episodi si sono verificati nella sua squadra di pallavolo e addirittura ad un compleanno.

Si pensa che il bullismo sia un fenomeno infantile e dato solo dalla mancanza di attenzioni. Non è così.

Una ragazza ha testimoniato di essere stata presa di mira prepotentemente dalla sua insegnante di danza perché “troppo in carne“. Dalle richieste di mettersi a dieta prima dei saggi ai vestiti per farla sembrare magra fino ad essere messa in ultima fila, sempre per ragioni estetiche. “Ho smesso danza per colpa della mia maestra“, quando proprio lei avrebbe dovuto essere la prima a darle la forza di superare l’ansia da palcoscenico e le paranoie sul fisico.

La stessa ragazza è stata anche definita “pattumiera” da un suo “amico” per farsi notare dalla ragazza che gli piaceva.

Un ragazzo è stato bullizzato per tutta la durata delle elementari a causa delle sue orecchie a sventola, perché era “impacciato” e con la testa tra le nuvole mentre un altro è riuscito a fregarsene dei commenti che riceveva per il suo fisico piazzato.

Secondo quest’ultimo non esiste un motivo vero e proprio ma il bullo tende a prendere in giro per “gelosia“, ovvero quando nota un difetto che possiede anche lui o, più spesso, un pregio che a lui manca.

Due ragazze sono state prese in giro per il loro sviluppo precoce e rapido (forme più evidenti rispetto alle altre ragazze) mentre altre tre perché di origine straniera o non totalmente italiana (razzismo). Una di queste anche per la religione diversa da quella cattolica nonostante l’Italia sia uno stato laico.

Ovviamente, i bulli prendono sempre di mira individui più gentili e sensibili e così, “occhio a mostrarsi deboli” perché persone timide e soggette ad ansia sono i bersagli più “succulenti”. L’uomo si ciba delle insicurezze altrui.

Le loro parole

Ho pensato anche di dar voce al vissuto di alcune persone che si sono volute aprire raccontando la loro esperienza.

“Non ne sono certa ma basandomi sulla mia esperienza personale credo che ci sia più disinteresse quando il bullismo riguarda ragazzini piccoli, mentre diventa un argomento maggiormente trattato (anche se nemmeno troppo) quando ormai sono cresciuti e hanno maturato un loro pensiero. È molto difficile cambiare la mentalità delle persone grandi nel caso in cui questa non sia aperta.

È fondamentale che questo argomento venga trattato fin da piccoli, quindi nelle scuole elementari e medie, però coinvolgendo realmente gli alunni e facendogli capire quanto sia grave. Questo perché in molte scuole gli insegnanti si limitano a dire soltanto che non deve essere fatto perché è sbagliato, ma effettivamente loro non fanno nulla di concreto per aiutare anche studenti già vittime.

“Non so come definire se sono stata vittima di bullismo. Bisogna capire di che tipo: fisico sicuramente no, non ho mai subito atti di violenza fisica. Sicuramente verbale. Ho iniziato a soffrire di bullismo quando ero alla fine della prima media, mi sentivo distante dai miei compagni e tutti mi tenevano molto lontana, perché sapevano che avevo mille impegni e venivo da un’altra città.

Anche l’età non aiuta, gli anni delle medie sono i peggiori per vivere queste cose. Alle superiori la situazione è sicuramente migliorata, forse crescendo e capendo che tipo di persone dovevo e volevo seguire mi ha aiutata tanto. Non nego, però, che i primi anni di liceo sono stati difficili, perché mi sentivo molto esclusa e lasciata da parte.

Sinceramente adesso ne sono uscita molto più forte e sicura di me, ovviamente ripensando a quegli anni mi vengono in mente quegli episodi. Per fortuna, non ho mai avuto bisogno di aiuti da parte di psicologi o di psichiatri, ma grazie alla mia famiglia e agli amici che avevo sono riuscita a stare meglio.

Oltre che disinteresse penso ci sia molta superficialità nel parlarne, in particolare quando si tratta degli anni delle medie e superiori, dove è “normale” che ci siano episodi di questo genere.”

“Sono stata vittima di bullismo durante la mia adolescenza, più precisamente durante il primo anno di scuole medie. La prima volta da delle ragazze più grandi di me, di terzo se non sbaglio. Dopo poco tempo, ho subito cyberbullismo da una delle mie “migliori amiche”, anche se sinceramente non ricordo il motivo che abbia scatenato quell’episodio (sempre se ci fosse).

Stavo le ore a subire insulti in chat, non me ne perdevo uno, e questo credo abbia contribuito molto alla mia estrema insicurezza. Ero piccola, non avevo fatto niente e non capivo perché dovesse succedere proprio a me. Sono stata male molti anni e tanti ne ho impiegati per riprendermi, ma ora sto bene anche se tuttora mi spaventano i giudizi degli altri.

Non mi sono rivolta a nessun professionista, in quanto non conoscevo molto quel mondo. Mia madre però, venuta a conoscenza dell’accaduto e della mia intenzione di non parlarne, si é rivolta alla preside della scuola senza, però, ricevere comprensione.

Più che disinteresse credo che ad oggi ci si sia abituati al bullismo, é quasi una cosa normale esserne vittime. Credo anche che non ci siano abbastanza ed adeguati mezzi per aiutare i ragazzi in difficoltà. Non si conosce bene questo mondo e non si insegna a sufficienza a difendersi, a farsi valere, a chiedere aiuto e a parlarne.”

Conclusioni

Volevo, però, lasciarvi con un messaggio di speranza e per questo ho chiesto ai testimoni di dare un consiglio a chi ha sofferto o soffre tutt’ora di bullismo:

“Se senti di stare male la cosa più importante è parlarne con qualcuno, che sia vicino a te o con figure professionali. Con la crescita tutto si supera.”

“Bisogna imparare a sopportare queste persone ed imparare ad essere pazienti: vedrete che smetteranno con le prese in giro.”

“Vivete con chi vi ama e vi vuole bene, restate il più possibile alla larga dalle persone negative”

“L’arma migliore è parlarne, aprirsi, anche se si fa fatica all’inizio. Il beneficio che si ottiene vale tanto quanto la fatica. Posso dire con tranquillità alle persone che ne soffrono/hanno sofferto che si diventa sempre più forti di prima e con molta più sicurezza. Alla fine siamo tutti molto deboli, chi lo mostra in un modo e chi in un altro.”

“Il mio consiglio é quello di affrontare il prima possibile il problema magari coinvolgendo qualcuno che sappia realmente aiutarti e che non voglia ostacolarti.”

“Non avete colpa di niente e nulla di sbagliato.”

“Non tenere tutto dentro, parlane e di non aver paura perché c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarti.
Un altro consiglio é quello di non dare corda a chi ti vuole male. Ignoralo e mostrati forte, so che é difficile ma più ci si mostra deboli e più il bullo si sente forte e libero di poter dire ciò che vuole.”

“Le persone che hanno bisogno di schiacciarne altre sono povere dentro. Non lo è chi subisce. Chi è o è stato vittima di bullismo si deve amare per quello che è, perché vale cento volte rispetto a coloro che lo bullizzano.”

“L’unico consiglio che mi sento di dare è di trovare il coraggio di parlarne con qualcuno che possa darti la forza e l’aiuto che cerchi. Per coloro che invece sono riusciti ad uscire da questa situazione, una cosa importante è imparare a perdonare, perché anche quel ragazzo deve aver subito sicuramente qualcosa per poi diventare un bullo.”

a cura di
Federico Cataldi

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