Sarà Achille Lauro a rappresentare la Repubblica di San Marino all’Eurovision

Sarà Achille Lauro a rappresentare la Repubblica di San Marino all’Eurovision
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Ormai lo sappiamo, da sabato sera tutti ne parlano. Il 19 febbraio si è tenuta la finale di Una Voce per San Marino, prima edizione di un programma in stile Sanremo, ideato per decidere chi andrà a rappresentare il Paese all’Eurovision.

La “competizione” è stata vinta da Achille Lauro con il brano Stripper. Il termine è virgolettato perché dal momento in cui è uscita la notizia della sua partecipazione, era chiaro già a tutti che non ci sarebbe stata alcuna gara. Probabilmente a San Marino ancora non pare vero di avere un cantate della sua portata come rappresentante. Alla proclamazione del vincitore in teatro si sono messi a festeggiare come gli italiani l’estate scorsa dopo la vittoria agli Europei di calcio.

Insomma, una serata alquanto surreale.

Foto dall’Ufficio Stampa – PH Valentina Sabino
Una Voce per San Marino: un contest che ha regalato gioie

San Marino ha partecipato dodici volte all’Eurovision, ma per otto edizioni non si è qualificato alla finale. La prima volta nel 2008 con Miodio, gruppo che quest’anno si ripresenta alle selezioni insieme a Fabry & Labiuse.
Ma gli artisti che sono stati inviati a rappresentare il Titano durante gli anni erano circa sempre gli stessi. Dal riciclaggio di Valentina Monetta (ospite durante la serata) alla bolognese Senhit e Serhat, cantante e produttore discografico turco.

Ecco che finalmente alla prossima edizione si presenterà con qualcuno di nuovo, e soprattutto molto conosciuto al pubblico italiano.

Quest’anno San Marino RTV, Media Evolution e la Segreteria di Stato del Turismo hanno deciso di creare una sorta di festival, proprio come Sanremo, un progetto volto alla promozione del turismo nella Repubblica di San Marino.

Il contest si è tenuto al Teatro Nuovo di Dogana ed è stato presentato da Jonathan Kashanian e da Senhit, quest’ultima ha partecipato per tre volte all’Eurovision in rappresentanza dell’antica terra della libertà, l’anno scorso con il brano Adrenalina (a tal proposito, avevamo fatto alcune chiacchiere con lei, potete trovare l’intervista qui).

Vittima ogni anno di bullismo su Wikipedia da parte degli italiani, San Marino questa volta parteciperà con un cantante della famigerata fazione nemica/amica, sperando magari di risparmiarsi le minacce di invasione e di guerra a causa dei famosi 12 punti non assegnati all’Italia. Ancora aperta la ferita del sesto posto di Francesco Gabbani nel 2017, per non parlare del secondo posto di Mahmood nel 2019. Ma sorvoliamo.

La finale di Una Voce per San Marino è stata seguita in televisione da moltissimi telespettatori, mentre l’hashtag ufficiale è finito secondo in tendenza su Twitter (ammetto di aver contribuito anche io).

Entrare al Teatro Nuovo è stato come entrare a Capitol City, la gente più o meno era vestita come nell’immaginaria città della saga di Hunger Games. Il fatto di aver preso l’aperitivo al bar di fianco a Beppe Vessicchio ha reso il tutto ancora più strano. Non sono ancora sicura che la serata del 19 febbraio sia stata reale, forse era un sogno, magari dopo aver preso qualche droga. Un bel sogno, però.

Metteteci pure che come ospite c’era Al Bano, che oltre a cantare non ha perso l’occasione per ricordare la famosa vicenda di plagio rivolta a Michael Jackson.

Dentro la gara: personaggi e situazioni surreali

La tanta attenzione al programma è sicuramente merito di Achille Lauro, che zitto zitto si presenta sul palco senza nemmeno dire niente sui social, a differenza di alcuni suoi colleghi di Sanremo, che avevano promesso di candidarsi per il Titano e alla fine non se n’è fatto niente. Rancorosi a San Marino, testimone è la frecciatina di Jonathan durante la serata “e con le mani con le mani salutiamo chi non è potuto essere con noi stasera”.

Ma, probabilmente, la dipendenza ossessiva apparentemente immotivata che ha tenuto moltissime persone incollate allo schermo durante un sabato sera è data dall’amore per il trash.

Sì, perché oltre ad Achille Lauro (che se a Sanremo voleva triggerare tutti, qui è sembrato quello più normale tra i partecipanti), erano presenti in gara tra i Big anche Ivana Spagna, Valerio Scanu e Francesco Monte.

Foto dall’Ufficio Stampa – PH Valentina Sabino

Valerio Scanu arriva vestito come se dovesse fare la Cresima e canta Io credo, un brano degno del suo outfit, perché pare scritto da don Oreste Benzi. Dopo aver fatto l’amore in tutti i laghi arriva il momento della redenzione, ma forse la sua vocazione è più verso il Vaticano che San Marino. Comunque la voce più bella della serata, sicuramente.

Francesco Monte cerca il riscatto con la sua Mi ricordo di te (Adrenalina) dopo essere stato rifiutato a Sanremo, e sabato sera abbiamo capito tutti il perché. Probabilmente le maledizioni che ha lanciato ad Ana Mena gli sono tornate indietro. Ma tra i due litiganti non c’è nemmeno bisogno di dire chi ha vinto, quando la notte arriva…

Un’Ivana Spagna che torna sul palco, ma diventa vittima di uno scherzo delle Iene non proprio riuscitissimo, che ha lasciato i presentatori sul palco più confusi di noi seduti in plaeta.

La partecipazione di Achille Lauro ha sicuramente reso impossibile il compito di istituire una vera e propria gara con tanto di colpo di scena finale.

Compito difficile reso tale anche dagli altri artisti in gara che di certo non hanno aiutato a rendere un minimo viva la competizione. Dai fratelli Francesco ed Elena Faggi che hanno fatto un’esibizione perfetta per uno show dei Me contro Te, al bizzarro assembramento sul palco dei Dashedus con Tony Cicco e Alberto Fortis, vestiti come i Beatles ma più simili ad una brutta copia degli Extraliscio.

In compenso hanno contribuito tutti a far divertire il pubblico. Non sapevi cosa stavi guardando e perché lo stavi facendo, ma in fondo ti piaceva. Tutto era estremamente perfetto per l’Eurovision.

Foto dall’Ufficio Stampa – PH Valentina Sabino

Un po’ dispiace per gli altri artisti, che si sono presentati alla serata consapevoli già in partenza che avrebbero perso. Forse l’unica mossa sbagliata l’ha fatta Achille Lauro, che decide di partecipare a Sanremo non per vincere ma per fare una gara a parte contro non si sa chi, e poi va a competere a San Marino per accedere all’Eurovision.

Ora mi chiedo, se tanto ci si voleva presentare al pubblico dell’estero, perché non partecipare a Sanremo direttamente per vincere? Una mossa che non è facile comprendere, e probabilmente non ne sapremo mai il motivo. Ma a parte ciò, ringrazio di aver partecipato a questa serata surreale, perché ci ha regalato un assaggio del trash che vedremo a Torino a maggio.

a cura di
Valentina Dragone

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