Monica Vitti: addio alla più grande attrice italiana

Monica Vitti: addio alla più grande attrice italiana
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Ci lascia a novant’anni Monica Vitti, indimenticata tra le attrici italiane

Ti prego, vai via“, pronunciava il personaggio di Claudia ne “L’Avventura” di Michelangelo Antonioni, “non rendere tutto più difficile, ti prego, vai via“.

E, anche se ormai Monica Vitti se n’era andata da anni, scomparsa dalla vita pubblica a causa di una malattia neurodegenerativa che, giorno dopo giorno, se l’era portata via un pezzettino alla volta, oggi è inevitabile sentirsi più soli. Con un po’ meno bellezza nel mondo, un po’ meno anima.

Aveva compiuto novant’anni lo scorso 3 novembre, ma da oltre vent’anni non si faceva vedere in pubblico, ritirata a vita privata nella sua casa romana con il marito, il fotografo e regista Roberto Russo. Però “che fine ha fatto la Vitti?” in tanti continuavano a chiederselo.

Gli esordi

Vincitrice di 5 David di Donatello come migliore attrice protagonista, 3 Nastri d’Argento, 12 Globi d’oro, un Ciak d’oro alla carriera, un Leone d’oro alla carriera a Venezia, un Orso d’argento alla Berlinale, una Cocha de Plata a San Sebastián e una candidatura al premio BAFTA, per molti è stata semplicemente “la Vitti”.

Nata Maria Luisa Ceciarelli, scelse uno pseudonimo per fare teatro, come andava di moda ai tempi. Monica, il nome che aveva trovato in un romanzo, e Vitti, dall’abbreviazione del cognome di sua madre, Vittiglia.

Dopo l’esordio cinematografico nel 1959, collaborò con i più grandi registi. Michelangelo Antonioni fu colui che le cambiò la vita, sia dal punto di vista professionale che da quello sentimentale. Per lui infatti rinunciò a sposarsi con il fidanzato dell’epoca.

Insieme ad Antonioni girò quattro film: “L’avventura“, “La notte“, “L’eclissi” e “Deserto Rosso“. Poi, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, passò alla commedia, distinguendosi per la sua grande verve comica nei film di Mario Monicelli o al fianco di Alberto Sordi.

Sempre perfetta, sempre credibile, nel dramma e nella commedia. In pochi anni divenne l’attrice più richiesta. Il suo talento era totale, Monica Vitti è stata tutto: profonda, misteriosa, spiritosa, intellettuale, malinconica, seducente. E alla fine, ma solo alla fine di tutto questo, bellissima.

Tante donne in una

La sua eredità, nel mondo del Cinema, non ha eguali. Ancora oggi è un punto di riferimento per tutte le attrici venute dopo di lei. Merito, sicuramente, anche delle tante donne che è stata in grado di raccontare: Claudia che cerca l’amica scomparsa alle Eolie, Valentina ingenua e sensuale, la fioraia Adelaide contesa tra il muratore Mastroianni e il pizzaiolo Giannini, la sguaiata Dea Dani, solo per citarne alcune.

Borghese, nevrotica, popolana, allegra: non c’era personalità che non riuscisse a rappresentare sul grande schermo. Ribelle senza posa, non volle mai adeguarsi al ruolo che qualcuno – la società, la famiglia o un uomo – aveva scelto per lei. Bellissima certo, perché bellissima lo era davvero, ma mai schiava del suo aspetto, Monica Vitti è stata in grado di mettere davanti a tutto il proprio carisma.

Infatti, proprio quando ormai la sua carriera era consolidata sui ruoli drammatici, decise di darsi alla commedia. Fu una delle prime donne, insieme ad Anna Magnani e a Franca Valeri, a frantumare il muro della dominanza maschile nella comicità. Con lei si rideva, ma non si rideva di lei.

Fu grazie a “La ragazza con la pistola“, che per la prima volta vedeva una protagonista femminile, che avvenne la sua consacrazione come attrice comica.

Il suo stile era insolito tra le attrici italiane di allora, relegate ai margini o considerate poco più che macchiette. I ruoli che le vedano spesso buffe o svampite, ma raramente divertenti, potevano essere sovvertiti.

Addio allora a Monica Vitti – mai troppo amata – che tra silenzi e risate, si è conquistata l’immortalità.

a cura di
Daniela Fabbri

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Daniela Fabbri

Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

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