Ivan Stray ci porta sul campo di battaglia con Le Bombe.

Ivan Stray ci porta sul campo di battaglia con Le Bombe.
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Ivan Cogodi, in arte Ivan Stray nasce nel 1984 sul lago Maggiore. Sin da giovane sperimenta con diverse band della sua zona fino a maturare la sua personale via di creazione musicale. Innamorato di musica rock, cantautorato ed elettronica decide di miscelare i generi ottenendo il risultato che lo porta, con l’aiuto del suo amico musicista e produttore Marco Ulcigrai, alla realizzazione dei suoi ultimi brani.

Le Bombe descrive il caos e gli orrori della guerra che visti attraverso gli occhi dei bambini si trasformano in esplosioni di colori e rumori spaventosi.

Le sonorità del brano sono caratterizzate da un sound elettronico distorto, ruvido, drum graffianti, voci ed echi che sembrano arrivare da un campo di battaglia.

Ciao Ivan benvenuto su The Soundcheck! Parlaci del tuo nuovo singolo Le Bombe in uscita il 22 ottobre.

Ciao, grazie di dimostrare interesse. Quando ero piccolo vivevo le mie cene davanti al TG, mio padre mi ha trasmesso l’importanza di essere sempre informato su quello che succedeva fuori da casa nostra. La guerra del golfo, le guerre nei Balcani, le immagini della Vlora che attracca al porto di Bari, tutti frame rimasti nella mia testa, che con l’aiuto della lettura del libro Mattatoio n°5 di Kurt Vonnegut mi ha permesso di concludere questa opera che aleggiava nella mia mente già da qualche anno. Avevo voglia in qualche modo di liberarmi da queste immagini forti e ho trovato in questo progetto la via migliore per farlo. Tra l’altro, in questo modo, ho l’opportunità di poter dire la mia opinione su un tema attuale. Quello che sta succedendo in questo periodo è semplicemente la caduta della dignità umana, perché nonostante tutti gli esempi che abbiamo vissuto, conosciuto siamo sempre artefici dei nostri problemi, creando dei disastri irreparabili e danneggianti per il nostro presente e per il futuro dell’umanità. Il consiglio più vero che ho ricevuto è stato quello di essere semplice e onesto, con me e con la musica che faccio.

Raccontaci quali sono le influenze musicali da cui hai preso spunto per  scrivere un singolo con un sound così vario come “Le Bombe”.

Le influenze che mi hanno portato fin qui sono spesso distanti fra loro. In primis il cantautorato italiano, con i nostri vecchi giganti della musica, la BritPop, i rocker americani, ma anche la musica elettronica e tutto quello che mi fa emozionare. La musica bella, quella fatta bene insomma!!! Amo ascoltare le emozioni che descrivono gli artisti, non credo che oggi la musica sia peggiorata, credo solo che le industrie musicale abbiamo semplicemente giocato dalla loro parte, hanno scelto un pubblico frivolo e vasto, un macro pubblico, che fa numeri, che vende molto e quindi, spesso, succede che viene resa HIPE musica da spazzatura, perché è quella che arriva prima, purtroppo rispecchia la società odierna, l’ignoranza delle persone, la completa mancanza di cultura e di amor proprio. Per esempio io non sono d’accordo che alcuni generi odierni siano spazzatura, la Trap, se intesa come mezzo di protesta, è anche interessante, il problema che spesso questi generi sono completamente rovinati da personaggi che confondono l’arte alla cafoneria. Ma in molti generi capita questo problema, è semplicemente un problema generazionale.

Il progetto “Ivan Stray” nasce anche dalla collaborazione con il musicista Marco Ulcigrai, come è nata la vostra collaborazione?

Marco è un amico da molti anni, tra di noi c’è un rapporto particolare e il bello di aver sviluppato questo progetto con lui è stato nel non dover troppo raccontargli di me, lui mi conosce bene e conosce i miei gusti. Per il resto la nostra collaborazione è stata molto naturale, come dovrebbe essere, collaborare con persone che condividono la tua stessa passione, con amici, conoscenti, persone oneste e professionisti. Non mi interessa particolarmente dover condividere le mie emozioni con artisti di grande fama, preferisco divertirmi con amici o persone semplici come me! 

Per concludere, ci puoi svelare qualcosa su i tuoi progetti futuri? Avranno la stessa direzione stilistica intrapresa con “Le Bombe”?

Tutto l’album Malafortuna suona con pezzi distorti, drums machine graffianti e suoni degni di una spaventosa civiltà futuribile. Entro inizio 2022 uscirà l’album completo. Intanto, ho già ripreso a scrivere e ad immaginarmi il prossimo progetto. Non saprei con certezza che strada prenderà, mi lascio guidare dall’ispirazione del momento, senza dubbio è la strada che dovrebbe prendere ogni vero artista. Non mi sento un artista ”a tavolino” non posso prevedere il futuro, piuttosto posso condividere i momenti e posso farmi trasportare dalle emozioni del momento. Il progetto è sempre lo stesso, lasciarmi trasportare dai miei occhi, da mio cuore, dalle mie orecchie.

a cura di
Stefano Cremonese

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