“Crawler”, il nuovo album degli Idles

“Crawler”, il nuovo album degli Idles
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A distanza di circa un anno dall’uscita di “Ultra Mono”, gli Idles tornano con il loro quarto album “Crawler”. Nonostante la popolarità degli ultimi anni, la scalmanata band di Bristol non si adagia sugli allori.

“Crawler” si presenta apparentemente più pacato e raffinato rispetto ai dischi precedenti. Si tratta di una calma apparente: le sonorità della band non hanno mai lasciato indifferente qualsiasi tipo di ascoltatore e non lo fanno neanche questa volta. Gli Idles limitano il loro tipico sound nevrotico per brani più lenti e poetici, ma mantengono assolutamente la potenza dei loro lavori passati. Per capirci: si poga ugualmente.

The Beachland Ballroom

Uno degli emblemi di questo cambiamento è sicuramente il singolo che, insieme al brano “Car Crash”, ha anticipato l’uscita dell’album: “The Beachland Ballroom”. Il pezzo racconta armoniosamente lo spirito di rivalsa di un uomo che è caduto e che tenta di rialzarsi. Un uomo che non prega, non elemosina mentre cerca di ritrovare la via della salvezza. Un uomo che si aggrappa al suo onore mentre brancola e annaspa.

Uniscono il pop degli anni Sessanta, l’hip hop, il soul e il doo-wop al post punk creando un mix fluido e geniale. La band stessa racconta, infatti, che il suono della batteria è trattato come si faceva nei dischi dei loro concittadini Portishead. Nonostante le numerose influenze, i brani sono equilibrati e mai troppo caotici. Un puzzle composto da pezzi di materiale completamente diverso, ma perfettamente compatibili.

Per quanto si celebri la vita, la narrazione non è patetica o stucchevole. Il gruppo dà l’ennesima svegliata ad un panorama musicale ideologicamente morto. Gli Idles smuovono le catene società intrappolata nel profitto e nella gloria senza cadere nella retorica o in inutili sofismi. L’album ruota attorno alla tematica della tossicodipendenza, vissuta in prima persona dal cantante Joe Talbot. La tematica non viene presentata da una prospettiva personale e individualista ma, al solito, come uno degli effetti di dinamiche sociali e politiche. L’esempio più lampante è “Stockolm Syndrome”

A royalist and a drug user
Walk into a bar
Both buy their captors drinks
Accusing the other’s gone too far

Un disco oscuro che tratta di fragilità, traumi e dolore, ma che allo stesso tempo non cede all’autocommiserazione. Gli Idles si riconfermano per l’ennesima volta una delle band più originali del panorama musicale globale. Dimostrano di essere dei più che degni rappresentanti della scena new wave punk inglese. Il 3 marzo ci raggiungeranno a Milano, al Fabrique, per una delle date post-pandemia più attese e noi non vediamo l’ora di ascoltare “Crawler” dal vivo.

a cura di
Lucia Tamburello

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