“Un giorno in più”, il nuovo singolo del cantautore Carlo Mey Famularo

“Un giorno in più”, il nuovo singolo del cantautore Carlo Mey Famularo
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Carlo Mey Famularo è un cantautore e musicista napoletano, noto al grande pubblico per essere l’interprete maschile della sigla della soap opera “Un posto al sole”, ascoltata ogni sera da circa 20 milioni di italiani residenti in tutto il mondo.

Nell’arco della sua carriera, il cantautore napoletano, ha avuto modo di collaborare con grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale da Billy Preston e Sam Moore fino a Ivan Graziani e Paolo Vallesi, solo per citarne alcuni.

Lo scorso giugno è uscito il suo ultimo singolo, “Un giorno in più” (Cieffe label/ Soundrop) che anticipa l’album in uscita nell’autunno 2021 “Cuba Cafè”.

Prodotto da Max Marcolini (producer di Zucchero), il nuovo singolo è un brano intenso, ricco di sonorità che si fa portavoce di un messaggio di speranza universale.
Un giorno in più” è dedicato alle centinaia di migliaia di persone che nel mondo sono costrette a lasciare il paese natio a causa di guerra, povertà o persecuzione.

Il nuovo singolo di Carlo Mey Famularo è anche protagonista di una splendida iniziativa promossa da Emergenza Italia e Patrocinato dell’ambasciata italiana in Angola, nell’ambito di un progetto di sensibilizzazione dell’immigrazione. Tutto il ricavato dalla vendita del singolo sarà interamente devoluto a questa iniziativa benefica. L’obiettivo di regalare ai ragazzi dei ghetti più poveri dell’Africa occidentale, degli strumenti musicali.

Carlo Mey Famularo, la tua carriera trentennale ti ha portato a pubblicare ben cinque album e a collaborare con artisti del calibro di Billy Preston e Sam Moore. La tua voce, inconfondibile, entra ogni sera nelle case di milioni di Italiani, grazie alla sigla della soap-opera “Un posto al sole”. Ci racconti come ti sei approcciato al mondo della musica e com’è cambiato il rapporto con essa dal 1991 ad oggi?

Ho sempre amato la musica, ma quando Billy Preston & Sam Moore mi invitarono a suonare con loro in una data del loro tour (avevo 20 anni ) ho capito che la musica sarebbe stata la mia vita ed il mio amore più’ grande. Sono stati loro ad apprezzare per primi le canzoni che scrivevo (“Occhi neri” / “Credo Spiritonero”) cantandole con me sul palco . 

Di recente hai pubblicato, su tutti i digital stores, il singolo “Un giorno in più” che anticipa l’album in uscita nel prossimo autunno “Cuba Cafè”. Nel testo della tua ultima canzone, emerge un forte riferimento autobiografico, la speranza mista ad amarezza di chi, per i più disparati motivi, è costretto a lasciare la propria terra per cercare fortuna altrove. È una storia estremamente personale che diventa universale, considerando gli almeno 20 milioni di italiani che nell’ultimo secolo hanno dovuto lasciare il bel paese. Ci racconti la genesi di “Un giorno in più” e a quali avvenimenti ti sei ispirato nella sua scrittura?

“Un giorno in più” nasce da un sogno, il mio sogno è quello di immaginare un mondo senza confini e senza barriere dove esiste una sola razza: quella umana. So che questo mio sogno al momento è difficile realizzarlo, ma io provo a farlo con la mia musica e le immagini legate ad essa . 

Un giorno in più” è promosso da Emergenza Musica e patrocinato dall’Ambasciata Italiana in Angola, nell’ambito di uno splendido progetto di sensibilizzazione nei confronti dell’immigrazione. Il ricavato delle vendite digitali del tuo singolo verrà interamente devoluto ad Emergenza Musica con l’obiettivo di regalare ai ragazzi più poveri dell’Africa occidentale, degli strumenti musicali. Ci racconti com’è nata questa interessantissima iniziativa benefica? Quale ruolo pensi che possa avere la musica nel percorso di vita di questi ragazzi?

Credo che musica e cultura possono dare la vera libertà ai ragazzi più poveri dell’Africa. John Lennon e Bob Dylan negli anni 70 hanno combattuto la guerra in Vietnam con i loro testi e le loro canzoni, imbracciavano una chitarra. Ecco, vorrei che i ragazzi africani con le chitarre che noi vorremmo regalare, cacciassero via le guerre ed i soprusi alla stessa maniera . 

Restando in linea con la domanda precedente, lo slogan di questo progetto è: “mettiamo strumenti di pace nelle mani dei ragazzi”. Uno slogan assolutamente non banale, se si considera che troppo spesso i giovani e giovanissimi dell’Africa occidentale, imbracciano “strumenti” ben diversi dalle chitarre elettriche, non certo per loro scelta. Come si articolerà questo progetto che si propone di creare eventi culturali di diverso genere?

Il progetto era già in essere e sarebbe dovuto iniziare nel 2020: era previsto un viaggio in Angola, purtroppo a causa della pandemia abbiamo dovuto rimandare la cosa al 2022 . 
Ci darà una mano l’ambasciata italiana in Angola e tutte le aziende che vorranno sostenere il progetto. In Italia sono testimonial della associazione Emergenza Musica alla quale nel mio piccolo invierò i proventi derivati dalla vendita del brano “Un giorno in più”.
Più’ persone ascolteranno il brano più’ chitarre riusciremo a comprare . 

a cura di
Donato Carmine Gioiosa

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