DDL Zan, Fedez e Renzi

DDL Zan, Fedez e Renzi
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Dopo l’intromissione della Chiesa con la sua richiesta di modificare il DDL Zan perché altrimenti si va contro un Concordato obsoleto e antiquato, si è ritornato a parlare del DDL Zan in questi giorni per colpa dell’ennesimo politico che ha pensato bene di voler fare il prezzemolino onnipresente: Matteo Renzi.

Le richieste di Renzi

Il “boyscout rovina Governi” ha pensato bene di doversi accaparrare le simpatie della Lega e per questo, nonostante fosse uno di quelli che voleva il DDL Zan ora si ritrova a remargli contro. Sebbene ci siano già state varie mediazioni e modifiche affinché il DDL potesse far contenti un po’ tutti, Renzi vuole cambiarlo nuovamente, così da ottenere un accordo con la Lega che, come ben abbiamo capito, si oppone in toto (vivono nel Medioevo, abbiate pazienza).

La cosa buffa di questa situazione è che Renzi crede di essere nel giusto: perché al voto, secondo lui, il DDL Zan non passerebbe, e stando a quel che dichiara, se ne dispiacerebbe molto. Questo a suo dire comporta la necessità di un compromesso.

Peccato che tal compromesso vada a discriminare 400mila persone.

La proposta di Italia Viva

Italia Viva propone la modifica di vari punti del DDL Zan, quali: identità sessuale, libertà di espressione e la giornata contro l’omofobia. Questo significa andare a scalfire e modificare le definizioni dell’articolo 1 sull’identità di genere, cosa già presente.

Capirci qualcosa in questo marasma di nulla cosmico Renziano è faticoso, soprattutto per cercar di trovare una quadra razionale e di senso.

Ora vi starete chiedendo: cosa ha a che fare Fedez con tutto questo?

L’antefatto

Chiara Ferragni, moglie di Fedez nonché una delle più grandi imprenditrici italiane conosciute e apprezzate anche all’estero, se ha da dire qualcosa lo fa senza mezzi termini, un po’ come Federico, tra l’altro. Chiara si è detta, in una stories di Instagram, schifata da questa ennesima manovra atta a bloccare un DDL necessario per molti.

Se Chiara si sente schifata, Matteo Renzi appare offeso da questa esternazione chiedendo un dibattito alla Ferragni.

Roba dell’altro mondo, insomma.

Fedez come ben sappiamo non ha lasciato passare la cosa sottobanco, anzi, da grande, grandissimo, sostenitore del DDL Zan ha ospitato una diretta su Instagram per cercare di chiarire la situazione creatasi così da far capire a chi lo segue che cosa sta accadendo e perché, ancora una volta, si è alzato un polverone in cui Chiara e Federico sembrano essere i capri espiatori che inneggiano alla rivolta visto il numero di followers che ambedue hanno sui social.

La diretta

Intervengono Alessandro Zan, creatore per l’appunto del DDL Zan, Marco Cappato, ex politico che si sta facendo un mazzo assurdo per raccogliere le firme per il referendum sull’eutanasia, (vi invito a recarvi ai banchetti o all’anagrafe per richiedere modulo da firmare) e Giuseppe Civati, politico anch’egli, ma fuori dalle stanzette del Senato.

Federico pone subito l’attenzione su un articolo di Feltri in cui il giornalista accende un riflettore su come Fedez e la Ferragni con milioni di followers sarebbero da regolamentare, in quanto operano in una zona grigia poiché imprenditori.

Mi fermo un attimo per una domandina personale per Feltri: i #ferragnez smettono di essere cittadini italiani che posseggono opinioni personali solo perché seguiti da milioni di persone e in quanto imprenditori? (avete presente l’immagine WTF dei fumetti?).

Zan, la positività e il voto secretato

Alessandro Zan, che rimane comunque positivo rispetto alla conclusione della vicenda nonostante il compromesso e mediazione che Renzi vuole con la Lega, mediazione peraltro paradossale se si considera che è questo un partito che ha firmato la carta valori di Orban, e in cui esiste un Pillon secondo cui le donne sono brave solo ad accudire figli.

Insomma la Lega vuole togliere l’identità di genere per discriminare ulteriormente la comunità transgender, quindi come potrebbe Zan modificare quell’articolo a fronte di 400mila persone transgender?

Uno dei punti salienti è poi il voto secretato, voto che già il DDL Zan nel suo percorso ha ottenuto, ma c’è chi si chiede se sia necessario.

Lo è, perché si offre la possibilità a chi non fa parte di un partito chiaramente a favore di votare per la legge nonostante il partito in cui è iscritto è contrario.

Non lo è, perché sarebbe corretto, come dice lo stesso Fedez, che un cittadino sappia quale via sta prendendo il partito o il singolo individuo che si è scelto in fase di elezioni per essere rappresentati in Parlamento.

Cappato sulla funzione delle pene e del carcere

Per Cappato quel che dice Renzi potrebbe avere senso se si considera di quanto Renzi sia stato importante per la nascita e approvazione del testamento biologico, quindi ben vengano i compromessi che aiutano a concretizzare e dar vita a qualcosa che manca e di cui si ha bisogno.

In questo caso però si vuole cancellare una delle parti migliori della legge andando a caricare l’altra parte che riguarda le pene date a chi si macchia dei crimini elencati nella legge.

Ma se il carcere ha funzione correttiva che senso ha allungare la pena, che tanto poi viene dimezzata per la buona condotta e tutto il resto? Dovremmo concentrarci sull’educazione, sulla formazione e sulla scuola che deve aiutare la prevenzione.

Resta irrinunciabile poi la parte riguardante l’identità di genere, una identità che è il singolo che la decide e non lo Stato o la società, quindi rendere discriminante una legge che va contro le discriminazioni appare ridicolo e da folli.

Io a scuola non è che imparo che devo sentirmi donna, uomo, gay, trans, lgbtqi, imparo semplicemente che devo rispettare come ti senti tu, per come ti senti tu non per come lo decido io o il professore.

Civati, i social e le nuove generazioni

Non capisco perché i cittadini, le cittadine, le persone più in vista non possano partecipare al dibattito pubblico

Una affermazione lecita, quella di Pippo Civati se si considera che molti quanto le dirette di Instagram o di Twitch si siano sostituite ai programmi TV in cui vengono invitati sempre gli stessi.

I social infatti danno voce e danno la possibilità di ottenere notizie fruibili e comprensibili per tutti, tanto che lo stesso Civati elogia i ragazzini presenti quest’anno al Pride.

Una generazione questa, che ci tiene a combattere e manifestare in Piazza. Bisogna effettivamente dare atto a questa generazione che si sta aprendo mentalmente ben meglio di quanto abbiano fatto quelli prima.

Vi invito a recuperare la diretta sull’IGTV di Fedez per non perdervi anche tanti altre argomentazioni importanti e salienti, qui non ci stava tutto. Se vi va, vi esorto anche a firmare per il Referendum sull’eutanasia promosso da Cappato.

Dalla nostra non sappiamo come andrà a finire ma se fossimo noi a scegliere, cosa pensate che sceglieremmo?

a cura di
Iolanda Pompilio

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