“Exuvia” di Caparezza: ricordati che è un disco allegro

“Exuvia” di Caparezza: ricordati che è un disco allegro
Condividi su

Caparezza, pseudonimo di Michele Salvemini, rapper e cantautore di Molfetta con all’attivo 7 album, ha recentemente fatto uscire il suo ottavo. Exuvia, come i precedenti, è un concept album ed orbita attorno ad un tema ben preciso. Se Prisoner 709 è una lunga introspezione musicale, ambientata in una prigione di limitazioni e disagio, Exuvia ne racconta la fuga.

In biologia, l’exuvia è ciò che rimane del corpo di un insetto o crostaceo dopo la muta. Non è solo un cambio di pelle la premessa con la quale Caparezza comincia il suo viaggio, ma il passaggio tra il passato ed il presente. L’ispirazione è raccontata direttamente dall’artista su Instagram. “Durante la realizzazione del mio nuovo album mi sono immedesimato in due personaggi felliniani: Mastrorna e Guido Anselmi. Mastorna è il protagonista di un film che Fellini non ha mai realizzato: musicista che vaga in un limbo caotico, incapace di decifrare la realtà circostante in quanto deforme, innaturale, paradossale.” Su Guido Anselmi torniamo dopo.

Il disco

L’album si compone 14 tracce intervallate da 5 skit, per un ora di contenuti. Sulla copertina, racconta, c’è un simbolo che rappresenta una condizione attuale (il cerchio grande) ed una futura (il cerchio piccolo) attraverso una serie di spirali (simbolo di morte e rinascita in gran parte delle culture). Con Canthology, per cominciare, si scrolla di dosso tutte le canzoni del passato. Come la più semplice delle antologie raccoglie il meglio del suo passato. Da “Il secondo album era più facile dell’ottavo” a citazioni al “tunnel”, al “venire dalla luna”, alla “parte intollerante”, ad “Ilaria”, all’”abiura” eccetera eccetera. Con Fugadà ed El Sendero si delinea il cammino che vuole percorrere: nella prima si crea lo scenario, tra cori e un flow, e fugge in cerca di tranquillità; nella seconda è la voce della messicana Mishel Domennsain che illumina il cammino dell’artista sul sentiero “del dolore e dell’allegria” già solcato da molti.

Se in Campione dei Novanta chiude il discorso Mikimix (la sua Exuvia più grande), nella più elettronica e minimale Contronatura sottolinea l’importanza dell’intelligenza umana sulla crudele e leopardiana natura. Ne La Scelta, invece, uno dei momenti cardine del disco: laddove il pubblico ed il privato, l’arte e la vita, si mescolano, Caparezza si ritrova a dover scegliere tra Ludwig Van Beethoven, che dedicò la sua vita all’arte, o tra Mark David Hollis dei Talk Talk, che alla musica e alla sfrenata vita d’artista preferì il calore e l’amore della famiglia.

E’ un Caparezza che si accompagna di chitarre, batterie suonate, ma anche sample, cori, fiati. Non ci si annoia mai ed il mood, seppur molto introverso, varia spesso a seconda delle combinazione, senza annoiare. Gli skit, inoltre, danno valore al percorso dell’album, sono brevi intro teatrali che arricchiscono la traccia successiva: un ottimo modo per dare continuità e per invogliare ad ascoltare l’album nella sua completezza. 

La Recensione

Exuvia è un bellissimo disco. Dalla grande musicalità e voglia di mettersi alla prova con diversi flow e temi trattati. E’ un album stratificato, denso, ricco di citazioni, riferimenti, giochi di parole, con un senso che si comprende meglio ad ogni ascolto. Una serie di pezzi di mosaico si uniscono con l’andare dei minuti e delle tracce. L’immagine che ne è risultata è una selva oscura dalla quale l’artista corre alla ricerca di nuova libertà. E sebbene questa continua ricerca di sé, di ridefinirsi lontano dal mondo esterno, sembri patetica, è eroico invece lo sforzo di trovare il modo per sentirsi di nuovo bene.

Questo è quello che Capa definisce come il suo album più cinematografico, e per tornar al cinema e alla sua ispirazione. “Guido Anselmi è invece il protagonista di “8 e 1/2”, il capolavoro di FelliniGuido è un regista in crisi, che si aggira spaesato in un centro termale mentre tenta di elaborare il suo nuovo, atteso lungometraggio, tormentato da dubbi e incertezze e continuamente braccato da maestranze e produttori in attesa di un cenno risolutore. Durante le riprese di questo film pare che Fellini, forse per scongiurare una deriva malinconica, abbia attaccato sulla macchina da presa un foglio con su scritto “Ricordati che è un film comico”.”

Nella rinascita che l’artista compie in Exuvia, come Mastorna fatica a decifrare la realtà e come Anselmi vive l’ansia di non riuscire a fuggire dalle limitazioni che cantava n Prisoner 709, dagli strascichi lasciati con i precedenti 7 album. Come Fellini, però, vuole mantenere il suo stile, che nella ricerca e nella fantasia trova sempre il modo di non essere mai vuoto o fine a sé stesso. Non mi stupirei, quindi, se sopra al microfono avesse appiccicato un piccolo post-it. “Ricordati che è un disco allegro”.

a cura di
Nicolò Angel Mendoza

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – Sound of Metal, il suono del silenzio
LEGGI ANCHE – “Mudik, Cuore di cane”: l’album di Crepaldi
Condividi su

Nicolò Angel Mendoza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *