#Alive: recensione dello zombie movie sudcoreano

#Alive: recensione dello zombie movie sudcoreano
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Alive è il film da non perdere su Netflix: ecco la recensione.

Che il cinema sudcoreano non sia secondo a nessuno è cosa nota già da tempo agli appassionati. Il trionfo agli Oscar dello splendido Parasite di Bong Joon-ho è stata un’ulteriore, dirompente conferma per molti e una rivelazione per altri. Sul fronte degli zombie movie in particolare, poi, la Corea del Sud ha molto da dire e sa come farlo.

Basta citare in questo senso Train to Busan, film del 2016 distribuito in Italia in home video e che nel resto del mondo ha ottenuto al botteghino un successo clamoroso. Il sequel, Peninsula, avrebbe dovuto essere presentato al Festival di Cannes 2020, poi annullato a causa della pandemia.

Con #Alive, film Netflix diretto da Cho Il-hyung, ci troviamo davanti a un titolo che porta avanti bene la tradizione. Il film che ha segnato la riapertura delle sale cinematografiche nella Corea del Sud si basa sul fumetto digitale Dead Day del 2014. Al centro, un’improvvisa e devastante apocalisse zombie e la storia di un giovane gamer di Seoul che cerca in tutti i modi di sopravvivere.

La trama

Joon-woo è un videogamer che passa la maggior parte del suo tempo fra il gaming online e i social. Un giorno scopre che nella sua città è esplosa un’apocalisse zombie. Joon-woo è solo in casa e apprende da una serie di messaggi che la sua famiglia è in serio pericolo. Col frigo vuoto e una frustrazione crescente, Joon-woo sembra non avere troppe risorse su cui fare affidamento.

La situazione a Seoul precipita, i viveri scarseggiano e le comunicazioni diventano sempre più difficili. Proprio quando Joon-woo non ce la fa più ed è pronto a commettere un gesto estremo, la giovane dirimpettaia Yoo-bin entra nella sua vita. Da quel momento la parola d’ordine è una sola: sopravvivere. A tutti i costi.

Isolamento sociale, isolamento social

Se fosse uscito durante il lockdown, #Alive – che comunque ha ottenuto su Netflix ottimi risultati – sarebbe diventato un “caso”. Tipo Il buco, per intenderci. Una delle tematiche principali trattate dal film, e non di certo nuova per il genere, è quella della critica sociale. Qui l’accento è posto in particolare sull’isolamento sociale del protagonista.

a cura di
Anna Culotta

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